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: kai zen : gentiluomini di fortuna dal 2003

Pessimismo influenzale

by kaizeng

Al sesto giorno di un’estenuante influenza che ha murato in casa la famiglia intera, le pareti interne del cervello sono interamente piastrellate di inchini e di schettini, di giletti indignati e di de falchi incazzati, di decreti per la crescita e di lozioni anticaduta. Insomma, siamo arrivati all’indigestione da televisione. Uno stato tossico che può indurre incubi ma anche portare a qualche estemporanea e amara considerazione sul passato e sul futuro. In due parole: sbrocchi e ti metti a pontificare. Quello che riporto sotto è lo sfogo di mia moglie, alla quale cedo la parola. Leggi il seguito di questo post »

Mappa stereotipi

by kai zen a

Yanko Tsvetkov l’ha vista giusta, non c’è che dire. Innanzitutto nel decidere di firmarsi ‘Alphadesigner’ invece che quell’accozzaglia di consonanti stridenti del suo cognome (stiamo parlando di stereotipi, giusto Yanko? -che invece come nome proprio è davvero fico). E poi nell’aver realizzato questa serie di divertentissime mappe geografiche corredate di stereotipi. Alcune sono senza dubbio irresistibili, e mi fanno incazzare. Perchè non ho avuto prima io quest’idea, ridicola e geniale allo stesso tempo? Eppure i popoli e i relativi luoghi comuni io li conosco bene, con tutti i chilometri che macino sulle strade del mondo, e in geografia sono sempre stato una cima. Dico davvero. Pensate che alcuni amici di gioventù ancora oggi mi prendono per il culo per una mitica risposta che diedi durante una simpatica serata ‘cylum + trivial pursuit’ di circa mille anni fa:

‘Qual’è la capitale dell’Honduras?’

E tutti: ‘Sì vabbè, la capitale dell’Honduras… che gioco di merda. Dai, fai su un altro cylum, và.’

E io, quasi intimidito: ‘Tegucigalpa.’

Mi guardarono tutti con occhi sgranati, come se fossi impazzito, e andarono avanti sfottermi tutta la sera. Maledetti.

Comunque sia, l’idea l’ha avuta Tsevtkov e non Driver (che di nome fa Truck, altrettanto fico ne converrete). E io per ammirazione gli dedico un post. Bravo Yanko. È così che si fanno i soldi in modo pulito, con idee semplici e ficcanti. A differenza di molti altri che fanno i soldi in modo spregevole, non mi dai fastidio; solo un pizzico di sana invidia. Però non hai pensato alla mappa degli stereotipi delle varie regioni italiane, non è vero?  Bene, ci penso io qui sotto. Ovviamente senza carta geografica vera a propria – non scherziamo, mica sono così organizzato – ma con il solito, pratico e merdosissimo elenco a bullet point.

Enjoy (e rosicate).

*Piemonte : tristi monarchici

*Valle d’Aosta: Franzoni

*Lombardia: sclerati impazienti

*Veneto: prosecco

*Trentino-Alto Adige: crucchi paraculi

*Friuli: freddo cane

*Liguria: belìn

*Emilia-Romagna: coop rosse

*Toscana: palio e vino bono

*Umbria: San Francesco e Amanda Knox

*Lazio: è tutto un magna magna

*Marche: sì vabbè, questi vivono nel mondo di Mulino Bianco…

*Abruzzo: Di Pietro e pecore

*Molise: il Molise non esiste. Conoscete per caso un molisano?

*Puglia: mangiacozze Avetrana

*Campania: munnezza

*Basilicata: sassi, tanti sassi

*Calabria: abusi edilizi

*Sicilia: mafia e cannoli

*Sardegna: pastori testardi

Kai Zen & Simone Sarasso a gran velocità verso Bressanone

by kaizenj

Domani sera alle 20:00, al centro giovani Connection di Bressanone in via Ponte Widmann l’accoppiata Kai Zen| Sarasso torna a calcare le scene. Dopo New York, Boston e Toronto il Sudtirolo (!).A questo punto non ci resta che (ri)pubblicare un breve estratto da La guerra di Teo, il nostro racconto parallelo al graphic novel di Simone, United We Stand, ambientato proprio ai piedi del Rosengarten e che potrebbe fare il paio con questo  vecchio post.

Dal bollettino della brigata Andreas Hofer, “La guerra di Teo” 17 maggio 2013

Dopo la carneficina di Roverè e la morte di Tetano ci aggiriamo per il rifugio come cani rabbiosi in gabbia. Herbert si è scolato una dozzina di lattine di birra davanti al pertugio da cui dominiamo la valle. È in attesa di qualcosa che non c’è.
Siamo rimasti io e lui per il momento. Ci hanno contattato due ragazzi ladini scampati alla strage di Corvara. Ci raggiungeranno al punto di incontro d’emergenza della Brigata. Il santuario. Leggi il seguito di questo post »

IN TV CONTA LA VECCHIA

by Kai Zen

 Spesso si sente dire in giro che la televisione italiana fa schifo, che la fiction italiana non è al livello di quella di altri paesi, ma raramente si spiega anche il perché con esempi pratici. Proviamo a farlo qui con un esempio pratico che coinvolge me e i Kai Zen direttamente, o quasi. Scrivendo questo post renderemo pubblico, e pertanto forse fuori mercato in via definitiva, un nostro soggetto per una fiction televisiva, ma se la nostra intuizione è corretta, quel soggetto è fuori mercato comunque, per cui poco male. Leggi il seguito di questo post »

Area C

by kai zen a

Mi fanno ridere quelli che in questi giorni si lamentano o parlano male dei nuovi provvedimenti della giunta milanese per combattere la congestione del traffico in città e l’aria pessima e dannosa per la salute dei cittadini. Vero, devo ammettere che spesso mi sembra sia solo un semplice, annoiato pour parler o un gergo molto alla moda a queste latitudini: protestare sempre ma non essere mai disposti a cambiare nulla veramente. Che poi, come scrissi una volta, credo sia una vera e propria strategia. Leggi il seguito di questo post »

Chiuditi a riccio

by kai zen a

Buongiorno.

Il camionista è tornato, ma adesso non ha tempo. Però vuole fare un tributo a Duccio Patanè e a suoi saggi consigli.

Non leggete più nulla.

Chiudetevi a riccio.

Rock’n'roll!

Caro Babbo Natale (in ritardo)

by kaizeng

Caro Babbo natale,

sono io. Sono quel bambino che una trentina abbondante d’anni fa ti scriveva quelle lunghe e presumibilmente pallosissime lettere di tre pagine, piene zeppe di tediose richieste. Che non hai mai esaudito. Ecco, ti propongo di rifarti adesso. Ascoltami. E prendi nota. Vorrei tutti i libri che per mancanza di tempo non riesco a leggere. Vorrei regalarne qualcuno. Vorrei che chi prende decisioni leggesse un po’ più spesso, giusto per capire come cammina il mondo. Vorrei che chi prende decisioni camminasse un po’ più sovente a piedi, giusto per rendersi conto della sostanziale inutilità della sua carica e della sua persona. Vorrei che chi prende decisioni per una volta Leggi il seguito di questo post »

I panni sporchi

by Kai Zen

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 30.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 11 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Zeitgeist Test Department: Esperimento # 3

by Kai Zen

Zeitgeist. Zeitgeist. Zeitgeist. End of test.

 

A Christmas Carol : Un penny per i tuoi pensieri di nessuno : (Pensieri di Nessuno 4)

by Kai Zen

Tre giorni a Natale e non un fiocco di neve, neanche a pagarlo. Nemmeno grandine e nemmeno, in cambio, quel cielo terso azzurro acceso che a volte le migliori giornate di dicembre sanno offrire quando sono in vena di regali. Niente. A parte nuvolaglie brune e basse e un freddo umido porco che s’insinuava sotto maglie e cappotti e smistava con generosità raffreddori e mal di gola. Non c’erano più i natali di una volta. Non c’era più niente di quello che c’era una volta; in effetti, ormai c’era soltanto il qui e ora, un presente senza gusto né prospettive che assomigliava a masticare segatura con l’aspirazione di mangiar caviale. E pensare che qui era tutta campagna.
Lo scrittore pensava proprio questo, mentre aspettava sul marciapiede davanti al locale che il cameriere preparasse il tavolo per lui e per la moglie. E dall’immagine fiacca della segatura e del caviale, come pure dalla riflessione dozzinale sul presente scarso rispetto ai bei tempi andati, il lettore intuirà che lo scrittore in questione, quanto a creatività e a freschezza di sguardo, stava alla canna del gas. Leggi il seguito di questo post »

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