Invece di invidiare la vita degli altri su Facebook…

  • leggiti Shantaram di Gregory David Roberts. Fai anche un figurone, è un tomo incredibile. Solo per intellettuali, ma non mollicci, quelli tutto sesso & stimoli cerebrali
  • fatti una camminata veloce al parco. E smettila con ‘ste scuse sul tempo atmosferico. In Italia non fa freddo. In Lapponia fa freddo
  • fai una partita a dama con tuo figlio. Dico, dopo averlo convinto per un’ora a mollare ‘sto cazzo di tablet (o playstation). Scommettiamo che gli piace e ti chiede la rivincita? A proposito, i genitori che non fanno vincere apposta i figli in una qualsiasi sfida sono patetici. Così come quelli che li fanno vincere
  • vai di ventosa su quel cazzo di lavandino intasato di capelli, catarro e schiume mucose varie. Ti garantisco, funziona. Si stura, cazzo! è incredibile. Anche le cose che non sono link di internet alla fine sono interessanti!
  • invidiane le foto su Instagram :D dai, scherzavo
  • vai a rigare auto in sosta vietata palesemente sbruffona (vale a dire irrispettosa dei minimi diritti degli altri) con un punteruolo. Credimi, è la svolta. Ma mettiti una felpa con cappuccio e tirati su il fazzoletto di Peppa Pig legato al collo, fino al naso. E colpisci, cazzo! PinkBloc forever
  • fatti una scopata veloce con la tua compagna, e falla godere in qualche modo. Vedi? Dico veloce, così come vuoi tu e vuole lei. Ma prendila un pò, ogni tanto, orsù. L’omo pe’ esse omo…
  • prepara un bel riso patate e cozze. O anche solo riso e patate. Del basmati lessato senza niente?
  • ama l’universo, incondizionatamente. Per quello che è. Ogni sua dinamica, ogni suo dettaglio. Tu sei solo un testimone, chi cazzo ti credi di essere? Sparisci.

Parole che mi fanno ridere (6)

Procione

Giulivo

Mercé

Sderenare

Tabasco

Cicciopolenta (thanks g)

Senziente

Australopiteco

Serendipitevole

Succulento

Stramazzo

Benemerente

Rattrappire

Meco

Teco

Contigo (spagnolo)

 

Le puntate precedenti: http://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

Post di servizio

Qualcuno (mio zio) chiede con insistenza di leggere altri luridi post della più migliore serie del monTo, Truck Driver.

E chi sono io per non accontentarlo? Evidentemente il testina di vitello in questione non sa utilizzare un normalissimo ‘search’ di un sito internet quale il pregievole Kaizenology. E allora? Che facciamo, discriminiamo? Inoltre non avevo un cazzo di nuovo da scrivervi, ma volevo comunque muovere le acque – dicono gli esperti che un blog troppo fermo è un blog cadavere, dicono… Sarà.

Ah, ma qualcuno per caso ha mai capito perchè si dice ‘coccodrillo’ in italiano e ‘crocodile’ in inglese (o simile in altre lingue nordiche, comunque con la ‘r’ dopo la prima consonante)? Che è successo a quella ‘r’ maledetta, è scivolata sull’olio fino a dopo la ‘d’, nella nostra lingua? E perchè mai?

Secondo me la spigazione è semplice, in barba a tutti i complottisti del mondo: i due pellegrini (o mercanti, o guerrieri, o sacerdoti) di nazionalità diverse che in qualche Anno Domini del Medioevo si sono incontrati che so, a Luxor :) e hanno indicato l’un l’altro – a debita distanza - il grosso lucertolone che si spaparanzava nel fango, semplicemente non si sono capite bene. Non hanno sentito bene. E la traduzione se n’è andata affanculo. Capita.

Pensateci. Ci sono anche altri esempi. Scriveteli qui sotto.

Adios

***

LA MINI SERIE PADRE SBAGLIATO (vincitrice del premio Culicchio 2018):

http://kaizenology.wordpress.com/?s=PADRE+SBAGLIATO&submit=Vai

LA MINI SERIE THE UFFICIO FILES (perditrice del premio Nobel per l’agricoltura 2011):

http://kaizenology.wordpress.com/?s=the+ufficio+files&submit=Vai

LA MADRE DI TUTTE LE SERIE- Sì, INCLUSA ANCHE ‘TRUE DETECTIVE’, RAGAZZA GEEK CHE MASTICHI CINGOMMA IN MODO SGRAZIATO, INVERO:

http://kaizenology.wordpress.com/?s=truck+driver&submit=Vai

Internet mi ha già rotto il cazzo

Ormai è ufficiale, amici. Truck Driver, il vostro amato camionista blogger scoreggione s’è rotto le palle di Internet. Notizie, informazioni, opinioni, dati, file, tweet, post, blog, feed, clip, ‘sti cazzi dentro il culo (scusate il francese). Dico, non si viveva mille volte meglio prima dell’avvento di ‘sta porcata tecnologica globale?

Fermatevi un attimo. Basta commentare l’ultimo provvedimento della regione Molise in termini di ristrutturazione di fontane pubbliche: guardiamoci in faccia. Diamoci pacche sulle spalle. Versiamoci del vino, distribuiamo taralli, qualcosa. BASTA friggerci il cervello con tutte ‘ste informazioni disponibili. Tutti presenti, tutti attivi, tutti mass media. Tutti online, tutti partecipi, tutti consapevoli. Ma chi l’ha detto? Consapevoli di cosa, poi?

A me sembra invece che l’abuso di informazioni ci abbia reso di molto peggiori. Di molto! Almeno una volta era chiaro il concetto che per dire qualcosa bisogna prima saperne. Qualsiasi cosa, eh? Musica, arte, ammore, sesso, politica, economia, viaggi, eccetera. Qualsiasi argomento infatti richiede per essere analizzato di TEMPO e STUDIO. Due concetti che sembrano invece essere definitivamente andati affanculo di recente, o sbaglio? Inoltre la troppa abbondanza di fonti – come dice il saggio – sta causando penosi problemi di scarsità di senno nel gestirle. Tipico. Lo si sapeva. Il concetto lo hanno ribadito gli economisti già parecchi decenni fa: inflazione. I sociologi dei media (qualunque maledetta professione sia :D) hanno confermato: ridondanza. Ora gli esperti di karma camionistico come il sottoscritto ci tengono a sottolineare il concetto: il troppo stroppia. Mica per niente.

Bene, è ora di sciropparvi l’ennesimo bullet point sotto e MUTI! Qui scrivo io. Apritevi il vostro blog, se volete dire la vostra.

(No, aspetta, cazzo… è proprio l’opposto di quello vado predicando a ‘sto giro…)

Cioè, voglio dire, prendetevi una cassetta della frutta vuota, trovatevi un punto adatto nel parco, ribaltatela e appoggiatela sulla ghiaia o sul terriccio, salite su di essa e mettetevi pure a pontificare su quello che volete. Alla ‘Speaker’s corner’, e allora no? Vediamo poi quanti vi cagano effettivamente e dopo quanto vi demoralizzate e ve ne tornate a casina. Alè.

  • Uno fa il carino e il premuroso e tutto quello che ottiene dal partner seriamente malato di internet è una serie di distratti ‘Ah sì? Ma dai? Davvero?’ oppure una sfilza di sbuffi e sospiri fuori contesto, con gli occhi fissi su whatsapp e facebook, mentre gli (le) si racconta una confidenza o quanto di carino o insopportabile ci è successo nella giornata
  • con tutta la musica a disposizione ogni santo giorno su qualsiasi cazzo di device alla fine ci si rompe i coglioni di tutto, si fanno fesserie tipo interrompere gli Stooges a metà canzone, viene la nausea da Alt-J e Arcade Fire (e quella già la capisco di più) e ci si riduce a sbirciare di nascosto le foto hot di Jennifer Lawrence- a proposito, dove cazzo sono andate a finire, mi chiedo…
  • quando accade un fatto, un qualsiasi fatto, come minimo per 48 ore non si dovrebbe dire un cazzo. Nessuno di noi. Media inclusi, anzi loro per primi. Ma un cazzo proprio, amici. Da che mondo è mondo, il bruciapelo porta solo problemi, e lo sappiamo benissimo come esseri umani. Ma con Internet ce ne siamo completamente dimenticati, e partecipiamo tutti allegramente alla patetica fiera del ‘quarto d’ora di gloria per ciascuno, mi raccomando composti’. Era dai tempi della messa obbligatoria per chi voleva partecipare alla castagnata in Val Fizzetta che non sentivo roba tanto ridicola
  • almeno una volta, in piazza, uno ci metteva la faccia alle stronzate che diceva – e dunque molto spesso si conteneva – ma oggi? Che ci vuole a dire fesserie comodamente da casa propria? Proporrei che almeno fosse obbligatorio navigare in rete da Internet Point lontanisssssimi da casa propria, o da smartphone altrui. Distanza minima 10 kilometri. Dovrebbe già bastare a tagliar via un pò di croppa, che dite?
  • in metrò o sul tram si leggevano romanzi, pian pianino, giorno dopo giorno, assaporandoli, oggi invece curiosiamo le foto in bikini della vicina o dell’ex compagno delle medie o ci frulliamo il cervello con Ninja Fruit, Ma le foto in bikini non sono comunque un buon esempio, mi remano contro! Ritiro. Rimane Ninja Fruit. e Candy Crush. E il gossip di Huffington Post (tiè!) 
  • con tutto ‘sto internet una volta che chiami qualcuno al telefono o, addirittura, aprite bene le orecchie, INCONTRARLO DI PERSONA. Eh sì, avete capito bene, incontrare le membre corporee altrui senza nessun filtro tecnologico. Voglio dire, di persona persona! Dal vivo, dal vero. Esatto. Insomma, quando chiami o gli citofoni, costui rimane talmente basito, ma basito basito, che al confronto l’F2 degli autori di ‘Boris’ è un’espressione attoriale scialba, vuota. Ma è mai possibile, fratelli? Dove siamo andati a finire?

Amatevi tutti di più, e basta. E adesso andatevene affanculo che c’ho Judo.

 

“Voi non siete qui”, il nuovo romanzo di Guglielmo Pispisa

Originally posted on La poesia e lo spirito:

pispisa voi nonIl piano era questo: avendo letto il romanzo già in bozza, avrei dato una veloce occhiata al pdf di stampa, tanto per rinfrescarmi i passaggi di trama e i nomi dei personaggi. Ma leggere a video non mi garba, quindi ho ripreso la stampa della bozza, con la scusa che avrei fatto prima a sfogliarla. Così, sfogliarla, mi ero ripromessa. Alla quarta pagina ho capito non sarei riuscita, ché ogni riga bastarda era come la torta di Lewis Carroll su cui era scritto “leggimi”.
«Io non sono Veronelli, ma ogni volta che mi mostra orgoglioso una delle sue bottiglie da 6 euro, di case vinicole dai nomi finto araldici, mi viene da ridere, e anche una certa tenerezza. Quando lo assaggiamo – e puntualmente si rivela un vino mediocre che non vale la metà della pur bassa cifra che è stato pagato – io mi spertico in lodi…

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Cose che voi italiani…

ITALIAN QUEUE

  • Impresa di pulizie per un condominio? Ma che cazzo, ognuno si spazza il suo piano due volte a settimana (a turno) e ogni tot (a turno) se dà una lavata più vigorosa. Punto. Questione finita. Risparmio di tempo, soldi e rotture di cazzo alle riunioni condominiali. E chi non pulisce, o pulisce male, si prende a calci direttamente, door-to-door. Ma è tanto difficile? Boh.
  • Discussioni infinite sulla mensa scolastica? È cara, non è cara, è bio, non è bio, è vegan, non è vegan. Ma la pasta è scotta, ma il prosciutto è grasso, eh no ma io a mio figlio ‘sta roba non la dò, eh no ma io a mia figlia ci dò almeno due piatti, e senza pane, e senza glutine, e senza sale… Follia. Pura follia italiana. La didattica fa ca’are, gli insegnanti annaspano, le scuole cadono a pezzi, e questi (i genitori) che fanno? Proteste colossali per IL SERVIZIO MENSA, cazzo. Ma facciamo come tutti gli altri no? Ognuno porta il suo cazzo di lunch box e dentro ci mettete quello che volete voi, genitori. Costo bassissimo e finita di rotture di palle. E magari se proprio vogliamo mettere becco nella scuola ci si occupa un pò della didattica, che dite? È tanto difficile? Boh.
  • Furbastri che continuano a usare gli autobus pubblici senza biglietto? Basta aprire a ogni fermata solo la porta davanti e far passare il singolo utente davanti al conducente, che funge anche da controllore. Lo fanno già da qualche parte. Così, tra l’altro, i furbi e i perditempo vengono direttamente cazziati dalla folla, dagli stessi cittadini, che così imparano anche ad autogestirsi magari, ogni tanto. Si mettono poi una manciata di corse in più, intendo più frequenti, per evitare il troppo casino, e dopo un paio di mesi di aggiustamento ecco che il fenomeno si sgonfia. È tanto difficile? Boh.
  • Breaking news: in autostrada esiste anche la CORSIA DI MARCIA REGOLARE, quella a destra per intendersi, o meglio quella più a destra… avete mai notato? Domanda ridicola, ovvio che vi sia sfuggito, siete tutti schiacciati uno dietro l’altro in corsia di sorpasso! So very Italian…
  • Un attore, un’attrice, hanno una voce. Un’intonazione, una cadenza, un modo di parlare ben preciso, di recitare, di interpretare, che varia film per film, in aggiunta. Non proprio una cosa secondaria, diciamo. La voce. Ebbene, noi, amici, non abbiamo in realtà praticamente MAI sentito la voce di un attore non italiano, non abbiamo storicamente mai valutato la loro interpretazione sonora. Certo, abbiamo i migliori doppiatori del mondo, dei veri artisti bla bla bla. Ma la voce vera di Scarlett Johanson, di Michael Fassbender… Pensateci, perlomeno.
  • La fila, o coda, è un allineamento di persone in attesa di essere servite in qualcuna delle specialità della società umana. Può essere per acquistare qualcosa, per richiedere un servizio, per accedere a un’opportunità. Si fa fila, o coda, per tutto, se ci pensate, sin da quando si è piccoli a scuola e poi per tutta la vita. È uno dei meccanismi più impotanti di convivenza pacifica: c’è un ordine di evasione delle richieste, basato semplicemente sul concetto che si soddisfa una persona alla volta. Bene, la fila, o coda, si caratterizza di norma per il suo senso indiscutibilmente verticale, uno dietro l’altro, uno dopo l’altro, rispetto al punto di elaborazione delle richieste (il bancone, il cancello, lo sportello, ecc.). In Italia no, in Italia la fila, o coda, si fa in orizzontale rispetto a detto punto di elaborazione: tutti prima, tutti primi. Al singolo cittadino poi l’incombenza di combattere a furia di sgomitate, calci e ingiurie per garantirsi la sopravvivenza. Sorprendentemente darwiniano, tra l’altro.

Io non sono mai stato qui (una non recensione di Voi Non Siete Qui)

Più riguardo a Voi non siete quiUno, due, tre, prova… prova. Prova. Mi leggete? Nessuno mi aveva detto che avrei dovuto fare così per comunicare con i morti, potevate anche avvertirmi. Ma che… Quest’affare non funziona… Ne è sicuro? A me non sembra.

Sa. Sa. Uno, due, tre, Riproviamo. Mi leggete? A quanto pare mi leggete. Come faccio a scrivervi, come spiegare che voi non siete qui, che io sono vivo e voi siete morti?

Se davvero riuscite a leggere queste righe, significa che vi trovate in uno stato di sospensione, una specie di cuscinetto che attutisce la caduta nell’oblio prima della morte definitiva, questo non toglie il fatto che siate morti e che il limbo in cui vi trovate si chiami Messina.

Come sarebbe a dire che non posso scrivere una cosa del genere? Perché? Che c’entra che non possono capire ‘sta cosa del limbo? Ma se me l’ha detto lei che…

Ah, mi sa che sto solo perdendo tempo. Parlare con i morti… Come tecnicamente morti? O lo sono o non lo sono. A me ‘sta cosa sembra solo un’altisonante, ridicola cazzata. E poi se possono leggere perché non ascoltare?

Più confuso? Più confuso cosa?

No, non mi calmo. Non c’è nulla per cui calmarsi. Sono già calmo. E poi, lei lo ha mai fatto? Intendo ‘sta cosa di scrivere ai morti o come si chiamano? Continua a leggere

Il troppo stroppia

fun runner dressed as a smurf during the virgin london marathon 2011

  • va bene essere salutisti, ma broccoli e curcuma non sono un abbinata particolarmente allettante, soprattutto se senza ombra alcuna di sale… quanto cazzo volete vivere, fino a 200 anni? Va’ che siete già insopportabili adesso, pensate tra 145 anni… fatevi un hamburger ogni tanto, qualcosa di unto, di fritto… giusto per morire prima, intendo
  • va bene fregarsene dell’alimentazione e fare pernacchie agli esagerati (vedi sopra), ma qualche volta mangiatevi qualcosa di fresco, non processato, non imputtanato di coloranti, conservanti e minchie fritte varie. Si può fare, sapete? anche se avete poco tempo, poca voglia, poca roba in casa. Esempio del camionista: aprite una latta di fagioli cannellini, del filetto di tonno un pò bellino (quelli in vetro), mettete il tutto così, alla brutto dio in una scodella con un filo d’olio (motore :D), tagliate della verdura cruda senza criterio, del pane fresco e.. bon apetit
  • sono d’accordo che lo stile è importante, che l’abito si fa a Monaco (e comunque non capisco… non era nel comasco e nel fiorentino che ci sono i migliori artigiani del tessile?), che è bello e giusto curarsi, sentirsi a posto, trasmettere freschezza, indossare capi di qualità, intelligenti, abbinati, ma appunto il troppo stroppia per cui evitiamo per cortesia scarpe, cinture, borse e fiocchetti dello stesso colore sempre e comunque, tutti i giorni; evitiamo camicie quando basta una cazzo di t-shirt (o al massimo una polo), evitiamo cinture di pitone e scarpe da evasore altezzoso (tipo quelle con l’acca)
  • vero che trasandato è figo, che perfettino è odioso, che ormai teschi, chiodi, borchie e roba punk sono sdoganati per chiunque - e dunque non valgono più niente in termini di anticonformismo, ma non esageriamo nel non curare il nostro aspetto appositamente, per una serie di motivi: -così puzzate; -così sembrate trasandati apposta; -così il vostro collega fighettino insopportabile si farà la nuova segretaria sciampista prima di voi. Lo so, quest’ultima, tremenda, non dovevo dirvela, però è davvero così, amici. Prendetevi un vestito Armani in super saldo, una volta, e ricordatevi: le sciampiste saranno sciocchine ma spaccano
  • giusto stare al passo coi tempi, ma quando la tecnologia supera la vita reale è un problema. Quando whatsappate alle amichette foto della grigliata mista invece che limonare a perdifiato col fidanza è un problema. Quando guardate gli highlights di Borussia Dortmund-Schalke 04 invece che bervi una birra coi soci è un problema. Quando siete tutta una fascia di muscoli tesi e materia grigia elettrica per aver scoperto un Ted Talk su quanto l’international shipping sia cruciale nelle dinamiche economiche e sociali del mondo d’oggi e non vi fate più la passeggiata dopo il pasto, è un problema
  • concordo nell’essere alternativi fino in fondo, nel continuare a dichiarare che lo smart phone è inutile, che il tablet è una rottura di cazzo, che i social network sono sopravvalutati, che la politica se ne sta andando a male davvero a causa di Twitter, dei troll, dei commenti, dei grillini eccetera eccetera. È vero. Ma non potete pretendere di essere fuori dal tempo senza apparire come appositamente così tanto fuori dal tempo, quasi il tempo lo aveste ben presente eccome ma voleste solo farvi notare. Whatsapp c’è e lo usano tutti per comunicare, mandare foto e altro perchè è comodissimo e veloce. Punto. Cazzo contestate il valore di Whatsapp? Sfruttatelo invece, spremetelo come un pompelmo salvo poi buttarlo via senza sentimento alcuno non appena arriverà qualcosa di migliore e pià economico. E via. Così dovrebbe essere, no? Siamo o non siamo esportatori di democrazia?
  • lo sport è importante, ma diventare fanatici è sempre una cazzata e sempre se ne pagano i conti, alla fine. Ti piace correre? Benissimo, fallo, anche tanto, ma non mi diventare un invasato della corsa, per cortesia. Un odioso runner con maglietta radio deejay e scarpe catalinfrangenti da 300 euro. Anche perchè corri da schifo, onestamente. Fai ridere, amico. E lo stesso vale per il nuoto, il calcetto, il fitwalking, lo yoga, la biclicletta e il curling. Sì, il curling, e allora? Avete visto che fighe le canadesi del curling, prima di ridere?
  • lo sport è una rottura di cazzo, sono d’accordo. Ma sappiate che prima ancora dell’alimentazione è importante muoversi. Schiodare il culo, avete presente? Anche per una camminata veloce, per scale a piedi, in giro in bici invece che in macchina. È inutile che vi strafacciate di farro, tofu e peperoncino bio se poi non utilizzate il corpo nel modo in cui è stato pensato dagli architetti di Madre Natura (o Dio onnipotente o Cthulhu, come preferite): per muoversi. Per camminare, per ossigenarsi, per reagire, per spostarsi in autonomia sul terrotorio

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È uscito!

copertina VoiVoi non siete qui

In libreria.

Una parola è poca e due sono troppe