Dieci anni di Strategia

Correva l’anno 2007 quando svelammo (e sventammo, almeno per un po’) i piani dell’Antica Segreta Società dell’Ariete: un granello di polvere nelle placide sabbie del tempo. Un decennio dopo riapriamo i vasi canopi, restituendovi accesso al sito rizomatico che si era perduto nei meandri misteriosi della rete e naturalmente al nostro allegorico romanzo. – Di cos’era poi l’allegoria? – Che Khnumm possa vegliare su di voi. Anzi siamo sicuri che lo stia già facendo… E ricordatevi sempre che «chi incontra il Demone muore, chi non muore diventa schiavo, chi non diventa schiavo diffonderà il demone.»

Qui il pdf: sda e qui anche in epub e mobi: http://www.kaizenlab.it/senzablackjack.html

e qui una guida alla scoperta della Strategia di Wu Ming 2

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Il 1° quaderno di Cirene

coverVenerdì 22 gennaio è stato un grande giorno in quel della Cirenaica a Bologna.

#ResistenzeInCirenaica ha fatto un’altra volta il botto. Il VAG 61, lo spazio autogestito di via Paolo Fabbri, che ha ospitato i reading sonorizzati e gli spettacoli era murato e un resoconto di quello che è successo lo hanno già fatto egregiamente i cugini Wu Ming su Giap!

Da queste parti vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile l’esistenza stessa di #ResistenzeInCirenaica.

Noi (Kai Zen e Bhutan Clan), Wu Ming, la Compagnia Fantasma, Valerio Monteventi, Mara Menna, Claudia Grazioli, Guglielmo Pagnozzi e le Brigate Sonore saliamo sul palco e ci mettiamo la faccia, ma sono tanti quelli che dietro le quinte sgobbano quanto e più di noi per fare in modo che questo incredibile cantiere delle narrazioni sia quello che sia e diventi sempre più grande e interessante. C’è chi ha cucinato, chi ha impaginato, chi ha rivisto, chi ha attacchinato, chi ha fatto il fonico, c’è chi ha disegnato, chi ha venduto i libri, chi  ha discusso, chi ci ha fatto cambiare idea, chi ci ha fatto dubitare, chi ci ha supportato e sopportato. C’è chi ha spillato birra e chi ha mescolato la polenta, c’è chi ha scovato le storie, chi ce le ha raccontate, chi ci ha ispirato e chi ci ha cazziato, chi ha montato, smontato e rimontato, chi ha guidato e scaricato furgoni, c’è chi ha fotografato e ripreso, chi ha giocato con i nostri figli tenendoli a bada e chi ci ha ospitato in radio…

A loro, va tutta la nostra riconoscenza perché noi siamo le voci, i megafoni e i tamburi, loro sono il cuore delle Resistenze. Per questo l’ultima pagina del 1° quaderno di Cirene, quella con i nomi di alcuni di loro è forse la più importante del quaderno.

Il 1° quaderno di Cirene, già, il libro che raccoglie le storie che abbiamo raccontato durante questo primo ciclo di #ResistenzeInCirenaica… Siamo molto orgogliosi di questo volume, che in un’ora al banchetto del VAG ha venduto più di quanto venda un qualsiasi scrittore mediamente noto per una grande casa editrice in diversi mesi.

Lo trovate qui: www.distribuzionidalbasso.com/resistenze-in-cirenaica/

Vi aspettiamo il 26 febbraio, perché questo è solo l’inizio.

VinkaAdesivo

Illustrazione di Luigi Bevilacqua

 

Di nuovo sul Delta

La Strategia dell’Ariete in scena

E dopo averlo scaricato aggratis da http://www.kaizenlab.it/senzablackjack.html potete anche guardarvi lo spettacolo della spettacolare Compagnia Fantasma

Italian Literary Writing in the Anthropocene a.k.a. Kai Zenland

Figure 1: A reproduction of the Ramsund carving. Key: (1) Sigurd cooking Fafnir’s heart and tasting its blood; (2) the birds singing to Sigurd about Regin’s intention to betray him; (3) Regin beheaded, his smithing tools scat- tered about; (4) Sigurd’s horse loaded with treasure; (5) Sigurd slaying Fafnir; and (6) O ́tr, whose accidental death at the hand of the god Loki kickstarts the saga (Kai Zen, Delta blues 8).

Figure 1: A reproduction of the Ramsund carving. Key: (1) Sigurd cooking Fafnir’s heart and tasting its blood; (2) the birds singing to Sigurd about Regin’s intention to betray him; (3) Regin beheaded, his smithing tools scat- tered about; (4) Sigurd’s horse loaded with treasure; (5) Sigurd slaying Fafnir; and (6) O ́tr, whose accidental death at the hand of the god Loki kickstarts the saga (Kai Zen, Delta blues 8).

Alessandro Macilenti is a graduate student of Italian at the School of Languages and Cultures of the Victoria University of Wellington, New Zealand. He is interested in determining how literary language can convey urgency to the environmentalist narrative and can increase awareness of environmental degradation among readers.

Here’s a work written by Alessandro (supervised by Dr. Sally Hill) for the the Victoria University of Wellington on our second novel Delta Blues. We are very proud to be chosen, among others, by Alessandro for his PhD thesis and what you’re about to read on Delta Blues is something that has surprised ourselves too. Here we go, Down Under (on the right). 

Here you can find the PDF of the work.

1 Delta blues

Kai Zen is an ensemble of writers which includes Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa, and Aldo Soliani. The Kai Zen have authored Ti chiamer`o Russell (2003) and La potenza di Eymerich (2004) in cooperation with Wu Ming and other writers. More recently, they have independently published popular titles such as La strategia dell’ariete (2007) and Delta blues (2010), which have been made available in various electronic formats on the group’s website through the Creative Commons license CC-by-nc-sa, which enables anyone to freely copy and modify the text for non-commercial purposes as long as attribution and the same license are preserved in the derived texts (Creative Commons). The practice of releasing literary material under the Creative Commons licence was adopted by Luther Blissett and is continued by Wu Ming. The Creative Commons licence encourages the dissemination of ideas, and allows access to information worldwide to anyone

who might need it for non-commercial purposes, without a requirement for monetary compensation.

1.1 Overview of the Novel

This section analyses Kai Zen’s most recent book, Delta blues, which has also been published in paperback by Edizioni Ambiente in the VerdeNero series. Delta blues is a rewriting of Joseph Conrad’s Heart of Darkness which conveys a strong environmentalist and social message highlighting the plight of the people living in the Niger Delta, an ecosystem ravaged by the activities of transnational oil corporations. Martin Klein and Ivo Andri ̧c, codenamed Tamerlano, are Delta blues’ main characters. Klein is a geologist working for the multinational Ente, a transparent reference to the Italian corporation Ente Nazionale Idrocarburi (Eni), which has major interests in petroleum extraction in Nigeria. In an interview, Jadel Andreetto declared that they chose to mask the name of the corporation in order to “ripararci da eventuali ripercussioni legali” [protect ourselves from possible legal repercussions]. The narration swings between the points of view of the two main characters: Martin Klein and Ivo Andric, both Ente employees. The former is an engineer whereas the latter is an Istrian secret agent instructed with the order to find Klein — though it is never clear whether his intentions are to rescue or to eliminate him. From his reports and from Klein’s emails to his daughter, we learn that Klein is interested in developing renewable energy sources in Nigeria. Unfortunately, his interest gains him enemies within the backward- thinking Ente, who enact a conspiracy to silence him. Thus, Klein is sent away on a mission with the alleged goal of researching alternatives to oil in the Niger Delta but whose real purpose is to have him eliminated. But Klein soon vanishes in the depths of the jungle and is rumoured to have joined the local resistance against the oil corporations. Andri ̧c is enlisted to find him. As the action proceeds, Andri ̧c’s chase leads him ever deeper into the horror of the Niger Delta, a formerly fertile ecosystem where everything reeks of death, oil, and corruption. Eventually, Andric discovers that local resistance movements have begun to worship Klein as a papaloa, a witch doctor possessed of supernatural powers. Continua a leggere

Kai Zen a Modena

I cari ragazzi che organizzano sabato prossimo 27 ottobre il Linux Day nazionale 2012 a Modena ci hanno chiesto di partecipare a una sessione di ‘OpenCamp’ dedicata a Case History di progetti non in coyright. Noi Kai Zen ne siamo onorati, quali autori in Creative Commons, per inciso i primi a pubblicare un romanzo per Mondadori con questa licenza, e accettiamo volentieri. Ci saranno anche Wikimedia Italia e Zymogen.

Dunque fatevi vedere:

Dalle ore 14:30 – Via Antonio Araldi, 65 Modena
presso il Dipartimento di Fisica dell’Universita’ degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

http://www.pinguinodoro.it/ Continua a leggere

Consigli per una vita migliore 2

Dettagli. Cura maniacale dei dettagli. Certosinità (neologismo in licenza Creative Commons, utilizzate pure). Come rifare il letto alla perfezione, stirare i calzini, piegare il tovagliolo di carta a triangolo per la cenetta veloce del lunedì sera a casa. Roba italiana. Il mondo ce la invidia – dicono – ma forse perchè non ci convive ogni giorno. Vorrei vederlo, uno di quegli amanti della Toscana inglesi, uomo pacato, istruito, di una certa caratura, ripreso da un gruppo di scatenate mamme italiane: ‘Ma ti sei messo la maglia di lana?’, ‘Hai mangiato abbastanza?’, ‘Non è che così sudi?’, ecc… Tornerebbe nel Kent di filata, Chianti o non Chianti. Cura del dettaglio e attenzione, perizia e metodo sono senza dubbio buone cose, se dosate nella maniera giusta. Qui da noi spesso si esagera. Ecco alcuni consigli per una vita meno controllata e probabilmente più felice, di certo più spensierata. Se è vero che la verità sta sempre nel mezzo e che il buon senso esiste. Ve li elenco a vostro specifico benificio, perchè per me ormai è troppo tardi: la mia battaglia quotidiana contro il pragmatismo nordeuropeo incuneatosi in famiglia ha estremizzato le italianità, sia volontarie che istintive. Ora piego vestitini per bambole in continuazione e controllo la chiusura della porta 3/4 volte a sera, quando va bene. E non ridete. Potrebbe succedere anche a voi, un domani. Italiani che non siete altro.

-non siate così ordinati e precisi nelle file davanti a uno sportello, e così distanti dal bancone quando tocca a quello prima di voi.

Ah no, scusate. Ho preso la lista di consigli sbagliata, evidentemente… per un’altra nazionalità… Ecco sotto quella giusta:

-le equazioni sono uno strumento prettamente matematico, che non si può applicare tout court alle questioni legate al tempo atmosferico e relativo abbigliamento necessario. Cioè: canottiera + polo a  maniche lunghe + giubbotto imbottito non è detto che sia uguale a canottiera + maglioncino di frescolana + giacca di velluto. Ditelo a chi vi rimprovera la scelta del vestiario di oggi, sottolinendo che ieri (o stamattina) eravate più coperti. E in ogni caso questi tentativi di ‘equazione tessile’ non aiuta a evitare i malanni di stagione. Smettiamola di stabilire a priori, fino alla pazzia, che combinazioni di capi indossare per un tipo di microclima. Di preoccuparci se un orecchio rimane scoperto per 15 secondi netti. Il corpo umano è in grado di reggere situazioni di vario tipo, sopravvivere a qualche grado di troppo o in meno rispetto alla tabella della buona mamma italiana. Altrimenti come farebbero le rosse ventenni irlandesi ad andare in discoteca a Dublino in febbraio con vestiti sexy e senza collant, senza morire in coda davanti all’ingresso? Non voglio prenderle a modello (gli anglosassoni sono anglosassoni), ma forse si può essere un pò più rilassati nella scelta del vestiario qui da noi. Un pensiero in meno, un pizzico di avventura in più.

-si possono anche indossare occhiali da sole, o altri accessori, e parlare con telefoni cellulari che non siano il meglio in assoluto sul mercato e l’articolo più costoso del negozio. Funzionano lo stesso, se si perdono in spiaggia o si rompono calpestati da noi stessi non ci si rode il fegato per mesi come invece accade di norma, e inoltre ci si dà un tocco di elegante disinteresse materiale che in questi anni di Yoga, agricoltura biologica e fonti di energia rinnovabile funziona. Provateci. Cheap is the new posh. E vedrete che tra poco ci penserà un brand famoso a rifilarvi ‘sto concetto, a prezzi appena più bassi, ovviamente.

-si è ciò che si mangia, siamo d’accordo. Bisogna mangiare bene, in modo bilanciato, senza esagerazioni, riducendo anzi certi tipi di cibo che fino a ieri – in verità – ci hanno quasi obbligato a mangiare con bombardamenti mediatici e sociali di ogni tipo, come la carne e le proteine e i grassi di origine animale. Ma il vento è cambiato, dicevamo, e un buon italiano sa TUTTO di cibi e cucina. Pure troppo. Solo che anche qui ci vuole misura e buon senso: così come la marijuana, poveretta, da sempre demonizzata e vietata, ha attirato, attira e attirerà milioni di… sorridenti e pacifici consumatori, anche l’hamburger o la schifezza confezionata rischiano di fare questa fine da martiri. E badate bene, non sto difendendo l’hamburger o la merendina. Bisogna educare, convincere. Ma vietare provoca di solito l’effetto contrario. Al massimo bisogna suggerire in modo robusto. Anche perchè noi stessi abbiamo speso pomeriggi interi della nostra personale era dei brufoli e della voce strana seduti in qualche Burghy, con acconciature improponibili e vestiti che per la verità adesso li trovi nelle vetrine a prezzi da non credere. Ad averlo saputo li avrei tenuti tutti… Quindi, corretta alimentazione, cura del dettaglio a tavola, tabelle nutrizionali, diete, apporti, quello che volete, ma senza superare il limite che determina la schiavitù.

E adesso scusatemi, ma devo rivedere il post una cinquantina di volte ancora prima di pubblicarlo: aggiustare bene le virgole, provare diversi font, capire come meglio spezzarlo in paragrafi… Chi l’ha detto che il blog è un medium diretto e spontaneo?

La Potenza di Eymerich 8: Nuovo Ordine

More about La Potenza di EymerichAnno del Signore 1365, strada sterrata nei pressi della città di Potenza.

La bava densa e schiumosa si era raggrumata ai lati del morso, nel punto in cui le briglie si agganciavano al metallo. Il giovane francescano era stato categorico: la missiva doveva essere recapitata nel minor tempo possibile. Conosceva il tragitto a memoria per averlo percorso, negli ultimi tempi, innumerevoli volte. Napoli era la destinazione finale. Le ore notturne avrebbero regalato il meritato riposo a cavallo e cavaliere ma ORA, bisognava correre…

Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.

La mattina non era ancora tarda, quando padre Nicolas giunse al monastero. Il suo passo era lento e controllato, a ogni occasione volgeva indifferente lo sguardo alle spalle per controllare padre Severo; gli aveva permesso di seguirlo per tutta la mattina ma ora era necessario liberarsene. Doveva parlare con padre Fernando e gli argomenti della discussione non erano certo adatti a orecchie ostili come quelle di Severo. Il frate guardiano, nonostante l’ora non propizia, bighellonava per le cucine del refettorio, quando finalmente Nicolas Eymerich riuscì a scovarlo. “Padre! Che fate qui?” Fernando ebbe un sussulto, cercò di ingoiare in fretta, senza averlo ancora masticato a dovere, un boccone di proporzioni non trascurabili. “Padre Eymerch?! Mi assicuravo che tutto, ehm… che tutto fosse in ordine, ecco…” “Devo parlarvi, È una faccenda urgente.” “Dite pure, padre.” “Non qui,” disse Eymerich, volgendosi verso una delle porte che davano sul chiostro. “Seguitemi. Vi parlerò di una certa femmina,” aggiunse gelido. Fernando abbassò il capo e segu“ docile l’Inquisitore.

Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d’Europa.

“Comunicate al governatore che interverrò all’inaugurazione.” La voce dell’Imam appariva pacata, ma il tono era secco e lo sguardo inflessibile. “Nonostante avessi in precedenza declinato l’invito.” Aveva deciso di non aggiungere altro per il momento, le linee dei vertici organizzativi erano già abbastanza intasate dagli olomessaggi provenienti da tutti gli angoli della Federazione e dai vari presidi extra-federali. Inoltre, il governatore non sarebbe di certo riuscito a raccogliere molte informazioni aggiuntive, impegnato com’era a mantenere un sorriso irreprensibile di fronte al mondo, mentre si lisciava compulsivo la fascia argento e azzurra. Si trattava senza dubbio della cerimonia in diretta più lunga e pomposa della storia della Repubblica; quella che avrebbe potuto portare a lui e alle varie personalità politiche e industriali i più alti riconoscimenti, o la più devastante sconfitta. “Grazie per il passaggio, cari.” La guida spirituale rivolse un sorriso allo schermo che avvolgeva tutto il veicolo e con un lieve balzo toccò terra. “Dirigete pure la telenavetta verso casa, io credo che tornerò con altri mezzi.” Si trovava già all’interno dell’area di sicurezza, un brivido di raccapriccio le percorse la schiena quando vide l’impianto. Il datacom aveva potuto svelarle gran parte dei dettagli strutturali di quel mostro, ma non era riuscito a trasmetterle nemmeno un’eco delle orrende vibrazioni che provenivano dal suo cuore. Si fermò per un istante, fingendo di sistemarsi la lunga veste di cotone grezzo e la stoffa colorata che le cingeva i fianchi, per poi salire sinuosa ad avvolgerle collo e spalle. Aveva deciso di indossare l’abito tradizionale somalo, non solo perché era sua abitudine in tutte le grandi occasioni, ma anche perché le consentiva di celare più agevolmente il microtrasmettitore che la teneva in contatto con Peter Stanton: “Approdata.” Prese quindi ad avviarsi, con passo lento e cadenzato, verso i due funzionari che la stavano attendendo con un sorriso asettico dall’altra parte della pista, gli stessi chche l’avrebbero scortata fino al palco delle autorità.

Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.

Convento dei Frati Francescani. Severo stava camminando con circospezione lungo l’angusto corridoio che conduceva alla cella di Modesto, quando un fruscio lievissimo percorse la penombra dietro di lui. Da ragazzino agile e nevrile qual era, riusc“ a percorrere alcuni metri a ritroso e a svoltare l’angolo cos“ rapido da intravedere l’ombra di Modesto, che si insinuava furtiva nella stanza di Michele. D’impulso, decise di acquattarsi contro il muro e di origliare la loro conversazione. Era convinto che avrebbe raccolto molte più informazioni cos“, piuttosto che interrogando direttamente i confratelli. Ormai sapeva che in sua presenza i due finivano sempre per eludere certi argomenti, limitandosi a discorrere di mansioni e occupazioni di normale amministrazione al convento. “Michele, lo so che non hai mai voluto avvicinarti al lago.” Il frate di Altamura fissava stupito Modesto, che a dispetto di tutti i codici francescani, si era intrufolato nella sua stanza senza nemmeno annunciarsi all’uscio. “Il passato è passato, come dici sempre.” Michele cap“ dallo sguardo scosso del compagno che qualcosa di grave doveva essergli accaduto. Eppure non c’era terrore nei suoi occhi, ma una vena di eccitazione e rapimento estatico. “Il Maligno è tra noi, Michele. Ricorda le profezie del Maestro.” Michele lo fulminò con lo sguardo: da quando erano entrati a far parte di quel convento, nominare certe parole era divieto assoluto. Ma Modesto continuò imperterrito: “E i miei incontri giù al lago, la Madonna bruna sempre più ossessiva e insistente, e tutti gli adepti. Loro, loro erano con me e me l’hanno sospirato: Modesto ritorna con il Malvagio, perché a noi e alle nostre parole va consegnato.” Il frate melfitano raccontò quindi, in maggior dettaglio, di come l’Inquisitore l’avesse costretto a condurlo giù al lago, e di come in quei luoghi egli paresse già atteso. “Fratello, tutto è stato predisposto, ciò che è scritto sta per compiersi. Piani che sfuggono al nostro discernimento, ma che porteranno la divina giustizia a trionfare. Perché il male venga estirpato, perché quelle parole smettano di risuonare, la morte viene dall’acqua, è necessario che lo spirito di molti sia presente, giù al lago. Il messaggio si sta diffondendo in tutti I vicoli, gli antri e le vallate qui attorno. E tu, Michele, non potrai sottrarti al grande disegno, tu che più di tutti ti sei tenuto a distanza da Eymerich e dalle sue sferzate inquisitorie. Quando il raduno avrà luogo, dovrai aiutarci ad affrontare quel sinistro domenicano. La sua presenza è necessaria, ma dobbiamo fare in modo che con il suo operato non avveleni il nostro supremo rito.” Severo, immobile come un sasso fino a quel momento, ebbe un sussulto di gioia e guizzò via. Doveva affrettarsi, aveva molte cose da raccontare al Giustiziere e ben poco tempo per preparare il piano d’attacco, insieme ai suoi uomini.

Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d’Europa. Impianto di smaltimento della AA G.m.b.H.

Mordechai Wurtz completò l’ennesimo controllo delle apparecchiature, segnò dati e orari nella sua cartella. Già cominciava a pregustare il piacere della pausa, dopo le prime quattro ore di lavoro, quando vide il dottor Peter Stanton, che procedeva spedito nella sua direzione. “Peter! Che cazzo ci fai tu qui?” “Ho bisogno del tuo aiuto, Mordechai.” Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino. Ancora una volta Giovanna I d’Angiò si ritrovò ad ascoltare un messo che portava nuove sui fatti di Potenza. Ancora una volta, si mise allo scrittoio e cominciò una missiva indirizzata a Urbano V.

Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede.

Il cardinal segretario entrò concitato nello studio in cui Urbano V era occupato da faccende amministrative. “Il vostro piano ha funzionato, Santità.” “Di che state parlando, cardinale?” “Il giovane francescano ha le prove di traffici illeciti tra il frate guardiano e Nicolas Eymerich.” Un sorriso si stampò sul viso del Santo Padre. “Traffici di che natura?” “Commercio carnale, Santità! Pare che i due abbiano a che fare con una donna disposta a vendere il suo corpo in cambio di favori o denaro.” Urbano V sapeva quanto fosse improbabile che Nicolas Eymerich si fosse macchiato di quel tipo di sozzo commercio, soprattutto in maniera cos“ sciocca, ma quello che contava era che la parola di Severo da Benevento potesse mettere in dubbio la sua credibilità.

Anno del Signore 1365, Potenza. Palazzo del Giustiziere.

In piedi al centro della sala, la spada che gli pendeva al fianco, il Giustiziere di Basilicata guardava Severo con un’espressione indecifrabile. Possibile che l’uomo con cui doveva concordare le sue azioni, segnalato dalla Regina come emissario del Papa, fosse quel frate gracile e quasi adolescente? Eppure gli parlava con sicurezza e autorità, e quello che gli aveva mostrato era proprio il sigillo di Urbano V. “Le vostre parole sono molto gravi, fratello Severo.” “I fatti sono gravissimi, signore, e dovrebbero convincervi più delle mie parole.” “L’Inquisitore di Aragona… La Regina mi aveva informato della sua presenza, ma voi ora vorreste che lo imprigionassi addirittura per eresia!” “Lui, frate Modesto e tutti coloro che partecipano alle orge del Maligno.” “Il Maligno, certo.” Il massiccio uomo d’armi sogguardò il frate. “Ma cosa succederebbe se non riusciste a provare la sua colpevolezza? Io rimarrei colui che ha emesso l’ordine di arresto. Il rischio è molto alto.” Il Giustiziere era un uomo pratico, e Severo cap“ che doveva cambiare registro: “C’è solo un modo, signore: se li coglieremo sul fatto, nessuno potrà dirci nulla.” “Sta bene, frate. Cercate dunque di scoprire quando sarà la prossima di queste orge.” “E voi allertate i vostri uomini. Non avremo una seconda possibilità, dovranno essere pronti a tutto.” Si fermò un attimo. “Sapete, padre Nicolas è un uomo molto energico. Potrebbe tentare di sottrarsi alla cattura.”

Anno del Signore 1365, nella città di Potenza, Convento dei frati francescani.

Nicolas Eymerich misurava a grandi passi il pavimento del chiostro. Doveva assicurarsi la piena collaborazione di Fernando, e nello stesso tempo tenerlo sotto stretto controllo. Non si fidava di quel frate debole e corruttibile, ma stavolta aveva bisogno di un suo aiuto attivo, e non poteva eccedere con le minacce. Cominciò a parlargli con tono calmo ma risoluto: “Siamo finalmente arrivati alla resa dei conti con Satana e I suoi servi. Domattina mi servono una ventina di uomini robusti, che conoscano bene la zona.” ”Ma, padre…” “E utensili da scavo per ciascuno di loro. E bestie per trasportare uomini e attrezzature. Partiremo all’alba.” “All’alba? Ma in cos“ poco tempo non sarà possibile reperire tutte queste persone.” “Nel caso non l’abbiate capito, bisogna agire in fretta, e quello che vi sto dando è un ordine.” “Sarà fatto, padre” balbettò il frate, abbassando lo sguardo, “e, posso sapere…” “Vi spiegherò tutto domani, strada facendo. Adesso il tempo è prezioso.” “Ma… devo partire anch’io? Chi controllerà il convento?” “Voglio essere chiaro, Fernando.” Eymerich, senza alterare la voce, fissò lo sguardo nelle pupille del frate guardiano. “Ho incontrato ieri una giovane donna, che dice di conoscervi molto bene. Molto più di quanto non sia consentito a una donna conoscere un ministro della Fede.” Fernando spalancò bocca e occhi, senza riuscire a dire una parola. “Ovviamente non ho prestato fede alle sue menzogne. Ma altre orecchie le sentiranno, e di certo si troverà chi vorrà ritenerle vere. E voi non siete in condizioni di sostenere una simile accusa, dico bene?” Eymerich sogghignò, al vedere il viso terreo del frate. “Certo, se verrete con me, a salvare la città dal Maligno, la vostra situazione potrebbe cambiare.” “Grazie, padre. Farò tutto quello che mi avete chiesto,” riuscì a farfugliare Fernando, ormai quasi senza una volontà propria. “Bene. Potete andare.” L’incontro si era risolto nel migliore dei modi. Rimasto solo, Nicolas Eymerich poteva già progettare la prossima mossa.

Illustrazione di Claudio Madella

Illustrazione di Claudio Madella

Rock in Rolo Festival, 3-4-5 Luglio 2009

n74492010855_9814Continua il nostro lento ma vivace peregrinare. Questo sabato siamo a Rolo (Modena) per parlare di copyleft e affini. Per chi non lo sapesse Rock in Rolo Festival è un evento di livello nazionale.
Al concorso per band emergenti ormai famoso e conosciuto in tutta Italia, affianca The Zen Circus,NENAHeike Has The GigglesValerian Swing, la mostra di Miss Mirma VS Makkinoso, ovviamente l’incontro con noi KaiZen preceduto dall’intervento di Marco Gallorini organizzatore del copyleft festival, l’esposizione di fumetti a cura di Fabio Sera, la presentazione del libro Correggio Mon Amour e molto altro.

Eventi, chiaramente, gratuiti e grande attenzione a coniugare qualità dei prodotti e prezzi bassi.

In questa manifestazione si parlerà, oltre che di Copyleft come già detto, anche di Bookcrossing, di decrescita, di territorio e di tutto quella cultura che solitamente viene messa da parte solo perché chi ne fruisce non ha un grande potere d’acquisto.

Location: Rolo (RE) – Piazza Righetta [tutte le info nella sezione “Dove“]

Quando: 3, 4 e 5 luglio 2009

Orari: eventi sul palco dalle 21:00 alla 1:00. Da lle 15:00 di sabato mostre nel centro Jolly.

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Pirati svedesi

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