Parole che mi fanno ridere (14)

pirito

Pirito

Quirico

Spiridione

Grimaldello

Cherubico

Serafico

Loffio

Moffa

Poppa

Ramingo

Oberare

Rarefatto

Frottole

Anfratto

Ma’nfatti (romanesco :D)

 

tutte le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

 

BB

image È normale che in un mondaccio e in un’epoca come i nostri – dove la gente vive su Whatsapp e Facebook e si dimentica di scopare, la sa tutta sempre e solo lei, si indigna e grida allo scandalo ogni due per tre (senza saperne una cippa, in realtà), non legge, non ama, non si rilassa e in sostanza non è serena per niente – sono sempre più diffusi e popolari concetti e pratiche fisiche e spirituali provenienti da lontano, da Oriente.

Non che lì sia tutto splendido, eh? Tutt’altro. Ma la loro storia è così diversa dalla nostra, il loro approccio alla vita, l’attitudine agli impevisti, alle avversità. Sono di certo meno sboroni e più umili di noi da quelle parti (mediamente). Meno ossessionati da sé stessi. Meno importanti.

Bello. Mi piace.

Per cui da anni ormai il vostro amato Truck Driver, accanto alle usuali lunghe sessioni di Schiaffo del Soldato, agli spalti delle gare di lotta tra galli cedroni (con scommessa) e al lapdancing estremo, si ritrova sempre più spesso solo e volutamente isolato, in penombra, nel silenzio, a osservare estasiato la rugiada scivolare su tenere foglie d’erba di campo, in posizione del loto, e a sentire rimbombare nella testa in continuazione il conteggio in sanscrito delle lunghe respirazioni… chatuari…. pancha….

Sì ma, che vi credete, che mi sia quindi rammollito del tutto? Che abbia assorbito anche pari pari la dolce arrendevolezza di yogi e santoni e il loro perenne sorriso ebete, con i quali rispondono a qualsivoglia provocazione o asperità?

Giammai. Sono sempre quello del Pan per focaccia, dopo tutto.

Ispirato dal Dudeismo del Grandissimo Lebowski e dal modesto ma scalpitante vissuto personale, ho pensato bene di adattare alcune pratiche vicine a India e Buddismo alla mia occidentale, sgradevole persona. Una sorta di personalizzazione della fede. Un incontro di visioni del mondo. Un’accozzaglia indegna, diranno a ragione i detrattori. Embè? Cosa volete che mi interessi dei loro commenti velenosi, ora che penso solo all’amore per l’Universo e la sua complessità? Certo, ho forse ancora qualche piccolo problema con alcune delle cose del quotidiano, tipo le auto in sosta sulle strisce o la merda non raccolta dei cani, ma l’Universo lo amo tutto indistintamente, potete scommetterci.

Buddismo Bastardo. BB. L’ho chiamato così. Quello che ci vuole.

Voi kaizenauti leggetene. Interessatevi. Iscrivetevi. Mandate pure 500 euro al sottoscritto: servono per marijuana e frutta fresca a chilometro zero, lo dico a scanso di equivoci. Trasparenza, cazzo, e non solo per i vestiti delle giovani adepte del Buddismo Bastardo.

Qui di seguito nel frattempo alcuni spunti sulle principali differenze tra Buddismo Classico e Bastardo:

Vi aspetto tutti, respirando ujjayi.

  • Sii gentile con gli umili e bastardo con gli stronzi. Basterebbe questa massima. Il Buddismo Bastardo è tutto qui. Perchè? Perchè gli stronzi devono soffrire in qualche modo, eh che cazzo… Ma fallo sempre con gioia. Mica devi essere stronzo con quella faccia lunga, quella sicumera… quel fastidioso cattivo umore. No. Fallo con gioia. Sereno. Paffuto. Manda affanculo con gioia. E poi vai a dormire il sonno dei giusti, come un bambino.
  • Puoi anche vestirti normale e non come un Hare Krishna.
  • La maggior parte della gente non capisce niente di ‘ste cose e ti prende per il culo: se c’è una discussione e tu sostieni la tua con decisione, dicono: ma come, non eri mica tutto yoga e positività, tu? No, sono curcuma, incenso e TANTI SCHIAFFI, se interessa.
  • Brava persona il Dalai Lama, ma puoi anche non spararti sei ore di fila davanti al Forum al 14 agosto per salutarlo insieme ai compagni di Ayurveda. Non è che se ti vede, tu sei salvo. Non è Padre Pio. Non esiste Padre Pio. Esisti tu e la tua inadeguatezza. Live with it.
  • Prendi tutto con misura. Le costine di maiale te le puoi anche mangiare, una volta. Anche la Pepsi la puoi bere (se proprio proprio). Puoi anche canticchiare Taylor Swift. Cioè, funziona come con tutto il resto: più esageri, più ti invasi, peggio è. Sarai inverosimile e ridicolo. Sii te stesso invece, che a ridicolo sei già a posto.
  • Prendi buddismo, yoga, ayurveda e sfruttale, cazzo! Come con tutto il resto, prendi, assorbi, rielabora, sfrutta, non diventare un invasato. Prendi quello che ti serve e butta via il resto. Non appartenere. E passa ‘sto cilum, cos’hai mangiato, il pollo?
  • Se non conosci il Mantra della tua lezione a memoria, impara solo l’ultima parola per ciascun verso e cantala forte, per il resto mormora indistintamente, che è come respirare ujiayi: vuol dire impegno e concentrazione. Qualcuno del gruppo lo saprà pur tutto per bene, ‘sto Mantra. Lascialo perdersi nella corretta (impossibile) pronuncia sanscrita. Sandarashita swatma sukhava bhode. Nishreyase Jangalikaya Mane Samsara halahala mohashantiye. Abahu Purushakaram Shankachakra..  Tu accodati. Ritagliati un posticino. Imboscati e fai comunque bella figura. Sì, proprio all’italiana.
  • Ancora con ‘sto cattolicesimo? Va bene che se vogliamo è la religione perfetta: fai tutti i peccati che vuoi, gola, avidità, adulterio, trans, bamba a colline, e poi due Padre Nostro e tre Ave Maria e sei a posto! Grandioso… Però che noia, che stress, che pancetta che ti viene! Cambia tutto invece, dì no alla zia e alla nonna, disiscrviti dalla Castagnata col Don. Vieni con me nel Buddismo Bastardo. BB è pace. BB è libertà. Con noi puoi continuare a bestemmiare qualsiasi Dio senza limiti, bere birra e ascoltare musicassette della tua musica preferita di trent’anni fa. Nessuno se la caca. Nessuno TI caca. questo è il bello. Non sei importante. Fai quello che vuoi.

Tanto poi raccogli quel che semini, fratella/o. Sempre e comunque.

Namaste.

 

 

\m/

Qualcuno (mio zio) chiede con insistenza di leggere altri luridi post della più migliore serie del monTo, Truck Driver. E chi sono io per non accontentarlo? Evidentemente il testina di vitello in questione non sa utilizzare un normalissimo ‘search’ di un sito internet quale il pregievole Kaizenology. E allora? Che facciamo, discriminiamo? Inoltre non avevo un cazzo di nuovo da scrivervi, ma volevo comunque muovere le acque – dicono gli esperti che un blog troppo fermo è un blog cadavere, dicono… Sarà. Ah, ma qualcuno per caso ha mai capito perchè si dice ‘coccodrillo’ in italiano e ‘crocodile’ in inglese (o simile in altre lingue nordiche, comunque con la ‘r’ dopo la prima consonante)? Che è successo a quella ‘r’ maledetta, è scivolata sull’olio fino a dopo la ‘d’, nella nostra lingua? E perchè mai? Secondo me la spigazione è semplice, in barba a tutti i complottisti del mondo: i due pellegrini (o mercanti, o guerrieri, o sacerdoti) di nazionalità diverse che in qualche Anno Domini del Medioevo si sono incontrati che so, a Luxor 🙂 e hanno indicato l’un l’altro – a debita distanza – il grosso lucertolone che si spaparanzava nel fango, semplicemente non si sono capite bene. Non hanno sentito bene. E la traduzione se n’è andata affanculo. Capita. Pensateci. Ci sono anche altri esempi. Scriveteli qui sotto. Adios

***

LA MINI SERIE PADRE SBAGLIATO (vincitrice del premio Culicchio 2018): https://kaizenology.wordpress.com/?s=PADRE+SBAGLIATO&submit=Vai

LA MINI SERIE THE UFFICIO FILES (perditrice del premio Nobel per l’agricoltura 2011): https://kaizenology.wordpress.com/?s=the+ufficio+files&submit=Vai

LA SENSAZIONE DEL MOMENTO- PAROLE CHE MI FANNO RIDERE: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

LA MADRE DI TUTTE LE SERIE- Sì, INCLUSA ANCHE ‘TRUE DETECTIVE’, RAGAZZA GEEK CHE MASTICHI CINGOMMA IN MODO SGRAZIATO: https://kaizenology.wordpress.com/?s=truck+driver&submit=Vai

CÈ ANCHE UNA FICHISSIMA PAGINA FACEBOOK DI TRUCK DRIVER: https://www.facebook.com/TruckDriverAscoltaUnCretino

E CE N’È ANCHE UN’ALTRA DEFINIBILE COME SUA CUGGINA, CHE SPACCA UN BEL PO’:  https://www.facebook.com/rivoltare1calzino/

Parole che mi fanno ridere (10)

image

Faceto

Grumello

Catetere

Arcivescovado

Gladiolo

Testé

Autodafé

Impinzo

Badessa

Carotide

Spongioblasto (astrocito)

Speme

Gné gné

Bazza

Spinterogeno

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

Com’è che ti chiami?

christopherwalkencolkoonzOh, ‘mbè?

Se non vi scrivo io voi un cazzo, eh?

Begli amici di merda…

😀

Sentite questa, bastardi – anche se non ve la meritate: se volete trattare male qualcuno così, per scherzo, per ridere, per sdrammatizzare, per vivere un pò alla Truck Driver, alla Pulp Fiction, alla i Cesaroni, ma allo stesso tempo per ribadire con chiarezza come stanno le cose, chi porta i pantaloni, chi comanda, insomma chi setta il trend 😀 fate come me, dite alla vostra compagna, al marito, alla figlia, all’amico, al fratello, al collega:

‘Coso… com’è che ti chiami? Dove hai messo l’accendino?’

‘Senti, scusa, ehm… come ti chiami? Hai fatto tu ‘sto casino?’

Esilarante.

C’è anche la versione di sbagliare apposta il nome, tipo: ‘Coso, Alessandro (ma si chiama Vito), mi aiuti per favore?’ oppure quella con grandiosi, grezzi appellativi da bar, tipo: ‘Zio, mi fai un caffè?’, ‘Giovane, la gazza per favore’, ‘Ragazzo, vado a prendere le pizze, tu prepara la tavola.’ ‘Biondo’ è perfetto, anche ‘Capo’. ‘Fratello’ non va bene invece, è troppo figo. Qui si tratta invece di prendere per il culo, smontare un personaggio partendo dal dimenticarsi il suo nome. Mica figaggini.

Un vero e proprio affronto in un tempo come il nostro, non trovate? Dimenticarsi l’identità di qualcuno. Spersonalizzare. Confondere. Dopo tutti gli sbattimenti per mangiare sano, fare sport, evitare lo stress, nutrire l’ego, cibare l’anima, aggiornare Twitter e bla bla bla questo manco si ricorda come mi chiamo… Ecco perchè lo adoro. Adoro le disfunzioni di carattere relazionale e sociale. Sono così cariiine. Come quando incroci qualcuno per strada che ti saluta per nome e tu non sai come si chiama, e sprofonderesti dalla vergogna, una sorta di incontrollabile vergogna relazionale, nel rispondere con finta nonchalance e sorriso poco convinto:

‘Uèèè… bello (anche se è un cesso), come va?’ A quel punto però dovresti fare una domanda di tipo personale, per compensare il fatto che questo ti sta allisciando manco tu fossi che ne so, Fedez o Corona, chiamandoti per nome, sorridendoti, pacche sulla spalla, domande sui figli eccetera, e tu manco sai chi cazzo è! Domanda personale, certo, ma quale, dato che ti è quasi uno sconosciuto? Allora ascolta un cretino, stai sul generico che va sempre bene per tutte le stagioni:

‘Quindi poi tutto a posto con quella storia là?’

(lui di certo sa quale storia, un pò come arrivare a casa e picchiare la moglie senza motivo: lei sa perchè :D)

‘Che storia, la moto distrutta dici?’

(E ‘sti cazzi, sei ricoperto di bende e cerotti, vedi tu…)

‘Ecco, esatto’ Con quella impagabile faccia da schiaffi.

E via, la connessione sociale è riavviata senza traumi, il fatto che non sai come si chiama ‘sto stronzo è pressoché compensato: sei a posto.

Cose così, amici. Magari adesso non vi dicono un cazzo, ma fumatevi un cannone e poi tornare qui a rileggere. C’è da pisciarsi addosso, o sbaglio? E non siamo incontinenti in famiglia. Perlomeno, non ancora… anche se il pannolone ha il suo fascino perverso, dai.

A proposito, non vorremo mica restare indietro anche rispetto al Colorado, all’Uruguay, alle ASL della Toscana? L’erba non solo non fa male, amici, ma fa bene. Io lo dico da quasi trent’anni. All’inizio mi prendevano per malato. Adesso qualcuno che non sia un rasta o uno della buka, dopo le parole di Veronesi e qualche altro illuminato cannaiolo, comincia ad ascoltarmi (e a voler far due tiri, e poi altri due, e poi altri due- che sia maledetto…). Tra qualche anno sta’ a vedere che sarò anch’io un fottuto guru come Steve Jobs o Jovanotti.

Oh cazzo, no.

Come che ti chiami…. Dio, ti prego, scampamene.

Se è vero sono indignato

Un titolo, un programma. O meglio una precisa attitudine alla vita, in questi tempi burrascosi, iper tecnologici e dal dubbio valore intrinseco. Se me la concedete.

Provo a spiegarmi meglio. Trotterellando qua e là in Internet, nei social media, nei blog, tra le valanghe di commenti di noi tutti moderni cittadini di un mondo in rapida e costante evoluzione, non è difficile incappare nel solito link scandalistico al limite del ridicolo (se non ivi pienamente immerso) e nel volpone -o volpona- che condividendolo subito con amici, ex compagni di classe, cugini e zii lontani aggiunge questa frase tanto idiota da ammeterne quasi la presa a schiaffi in faccia in pubblico, in barba ai diritti inalienabili dell’individuo -redatti sicuramente a Ginevra o da quelle cazzo di parti:

‘Se è vero, è uno schifo!’, ‘Se è vero, sono indignato’, ‘Se è vero, non ho parole’. E allora stai zitto, no?

Per me questi pochi, superficiali vocaboli messi insieme in cotal stridula frase sono il triste specchio dei nostri tempi. Noi che crediamo di sapere tutto o poter sapere tutto cliccando un paio di link, senza leggerli nemmeno fino in fondo, di scaricare tutto il mondo in un lampo ed accatastarlo nella personale ‘to do list’ (salvo poi non guardarlo mai), di ascoltare e sapere di tutta la musica del mondo su spotify o simili, di comunicare e relazionarsi alla perfezione con tutti con messaggini e whatsapp.

Ma abbiamo secondo voi una genuina intenzione di effettivamente OCCUPARCI di una cosa, dico occuparcene davvero? Studiare, approfondire, ponderare, sentire pareri discordanti, farsi un’idea, far passare del sano TEMPO prima di sentenziare la nostra grandissima cazzata? Certo che no. E la mancanza di intenzione si maschera da mancanza di tempo. Perchè il tempo stringe. Il tempismo è tutto oggi. Il che potrebbe anche starmi bene – a me, vecchio e annoiato camionista di Kansas City venuto a svernare in questo curioso paese dal grande, grandissimo passato a dal presente… bè, come dire… abbastanza di merda 🙂

Perchè questo è il vostro problema, italiani! Il passato glorioso. Il paragone che non reggerà mai. La colpa è degli Antichi Romani, di Galileo Galilei e di Leonardo, cazzo! Non che gli altri stiano tanto meglio, eh? È facile fare gli entusiasti con la nazionalità degli altri. Per esempio, sono decenni che tutti qui invidiano la Spagna, ricordo quando Zapatero era praticamente un idolo in terra (per noi, mica per gli spagnoli), oppure le sviolinate su quanto è bello essere genitori o disoccupati in Francia, con tutto quello stato sociale, dimenticando l’insostenibile fastidio intrinseco di essere francesi!

Dunque oggi non c’è concentrazione, non c’è volontà (e dunque non c’è tempo) per approfondire un qualsiasi argomento. Oggi si crede che non serva, però si vuole mettere becco in tutto. Bella cazzata stratosferica. Io invece in tempi come questi ci penserei non una ma dieci volte, prima di dire una cosa. Accade invece quasi sempre il contrario. Intanto butto lì la cosa, poi qualcuno verificherà.

😀

Ma che cazzo di ragionamento è? Sono sempre più convinto che tutto quello che serve oggi è il basso profilo. Basso profilo nella vita pubblica. Basso profilo nelle arti. Nei social network, in politica, in economia. Nelle chiacchierate. Solo che il basso profilo non è di moda. E dunque chi se ne fotte. Vivo sereno. Non mi indigno, se non per le care vecchie cose. Non mi schiero. Non mi esprimo sempre e comunque: rifletto. Non vomito ingiurie: cerco di capire. Poi nove su dieci non ci riesco. Pazienza. Vado avanti. Vado oltre. Tengo la barra dritta.

.e il naufragar m’è dolce in questo mare

(anvedi)

 

Post di servizio

Qualcuno (mio zio) chiede con insistenza di leggere altri luridi post della più migliore serie del monTo, Truck Driver. E chi sono io per non accontentarlo? Evidentemente il testina di vitello in questione non sa utilizzare un normalissimo ‘search’ di un sito internet quale il pregievole Kaizenology. E allora? Che facciamo, discriminiamo? Inoltre non avevo un cazzo di nuovo da scrivervi, ma volevo comunque muovere le acque – dicono gli esperti che un blog troppo fermo è un blog cadavere, dicono… Sarà. Ah, ma qualcuno per caso ha mai capito perchè si dice ‘coccodrillo’ in italiano e ‘crocodile’ in inglese (o simile in altre lingue nordiche, comunque con la ‘r’ dopo la prima consonante)? Che è successo a quella ‘r’ maledetta, è scivolata sull’olio fino a dopo la ‘d’, nella nostra lingua? E perchè mai? Secondo me la spigazione è semplice, in barba a tutti i complottisti del mondo: i due pellegrini (o mercanti, o guerrieri, o sacerdoti) di nazionalità diverse che in qualche Anno Domini del Medioevo si sono incontrati che so, a Luxor 🙂 e hanno indicato l’un l’altro – a debita distanza – il grosso lucertolone che si spaparanzava nel fango, semplicemente non si sono capite bene. Non hanno sentito bene. E la traduzione se n’è andata affanculo. Capita. Pensateci. Ci sono anche altri esempi. Scriveteli qui sotto. Adios

***

LA MINI SERIE PADRE SBAGLIATO (vincitrice del premio Culicchio 2018): https://kaizenology.wordpress.com/?s=PADRE+SBAGLIATO&submit=Vai

LA MINI SERIE THE UFFICIO FILES (perditrice del premio Nobel per l’agricoltura 2011): https://kaizenology.wordpress.com/?s=the+ufficio+files&submit=Vai

LA SENSAZIONE DEL MOMENTO- PAROLE CHE MI FANNO RIDERE: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

LA MADRE DI TUTTE LE SERIE- Sì, INCLUSA ANCHE ‘TRUE DETECTIVE’, RAGAZZA GEEK CHE MASTICHI CINGOMMA IN MODO SGRAZIATO: https://kaizenology.wordpress.com/?s=truck+driver&submit=Vai

CÈ ANCHE UNA FICHISSIMA PAGINA FACEBOOK DI TRUCK DRIVER: https://www.facebook.com/TruckDriverAscoltaUnCretino

E CE N’È ANCHE UN’ALTRA DEFINIBILE COME SUA CUGGINA, CHE SPACCA UN BEL PO’:  https://www.facebook.com/rivoltare1calzino/

Internet mi ha già rotto il cazzo

Ormai è ufficiale, amici. Truck Driver, il vostro amato camionista blogger scoreggione s’è rotto le palle di Internet. Notizie, informazioni, opinioni, dati, file, tweet, post, blog, feed, clip, ‘sti cazzi dentro il culo (scusate il francese). Dico, non si viveva mille volte meglio prima dell’avvento di ‘sta porcata tecnologica globale?

Fermatevi un attimo. Basta commentare l’ultimo provvedimento della regione Molise in termini di ristrutturazione di fontane pubbliche: guardiamoci in faccia. Diamoci pacche sulle spalle. Versiamoci del vino, distribuiamo taralli, qualcosa. BASTA friggerci il cervello con tutte ‘ste informazioni disponibili. Tutti presenti, tutti attivi, tutti mass media. Tutti online, tutti partecipi, tutti consapevoli. Ma chi l’ha detto? Consapevoli di cosa, poi?

A me sembra invece che l’abuso di informazioni ci abbia reso di molto peggiori. Di molto! Almeno una volta era chiaro il concetto che per dire qualcosa bisogna prima saperne. Qualsiasi cosa, eh? Musica, arte, ammore, sesso, politica, economia, viaggi, eccetera. Qualsiasi argomento infatti richiede per essere analizzato di TEMPO e STUDIO. Due concetti che sembrano invece essere definitivamente andati affanculo di recente, o sbaglio? Inoltre la troppa abbondanza di fonti – come dice il saggio – sta causando penosi problemi di scarsità di senno nel gestirle. Tipico. Lo si sapeva. Il concetto lo hanno ribadito gli economisti già parecchi decenni fa: inflazione. I sociologi dei media (qualunque maledetta professione sia :D) hanno confermato: ridondanza. Ora gli esperti di karma camionistico come il sottoscritto ci tengono a sottolineare il concetto: il troppo stroppia. Mica per niente.

Bene, è ora di sciropparvi l’ennesimo bullet point sotto e MUTI! Qui scrivo io. Apritevi il vostro blog, se volete dire la vostra.

(No, aspetta, cazzo… è proprio l’opposto di quello vado predicando a ‘sto giro…)

Cioè, voglio dire, prendetevi una cassetta della frutta vuota, trovatevi un punto adatto nel parco, ribaltatela e appoggiatela sulla ghiaia o sul terriccio, salite su di essa e mettetevi pure a pontificare su quello che volete. Alla ‘Speaker’s corner’, e allora no? Vediamo poi quanti vi cagano effettivamente e dopo quanto vi demoralizzate e ve ne tornate a casina. Alè.

  • Uno fa il carino e il premuroso e tutto quello che ottiene dal partner seriamente malato di internet è una serie di distratti ‘Ah sì? Ma dai? Davvero?’ oppure una sfilza di sbuffi e sospiri fuori contesto, con gli occhi fissi su whatsapp e facebook, mentre gli (le) si racconta una confidenza o quanto di carino o insopportabile ci è successo nella giornata
  • con tutta la musica a disposizione ogni santo giorno su qualsiasi cazzo di device alla fine ci si rompe i coglioni di tutto, si fanno fesserie tipo interrompere gli Stooges a metà canzone, viene la nausea da Alt-J e Arcade Fire (e quella già la capisco di più) e ci si riduce a sbirciare di nascosto le foto hot di Jennifer Lawrence- a proposito, dove cazzo sono andate a finire, mi chiedo…
  • quando accade un fatto, un qualsiasi fatto, come minimo per 48 ore non si dovrebbe dire un cazzo. Nessuno di noi. Media inclusi, anzi loro per primi. Ma un cazzo proprio, amici. Da che mondo è mondo, il bruciapelo porta solo problemi, e lo sappiamo benissimo come esseri umani. Ma con Internet ce ne siamo completamente dimenticati, e partecipiamo tutti allegramente alla patetica fiera del ‘quarto d’ora di gloria per ciascuno, mi raccomando composti’. Era dai tempi della messa obbligatoria per chi voleva partecipare alla castagnata in Val Fizzetta che non sentivo roba tanto ridicola
  • almeno una volta, in piazza, uno ci metteva la faccia alle stronzate che diceva – e dunque molto spesso si conteneva – ma oggi? Che ci vuole a dire fesserie comodamente da casa propria? Proporrei che almeno fosse obbligatorio navigare in rete da Internet Point lontanisssssimi da casa propria, o da smartphone altrui. Distanza minima 10 kilometri. Dovrebbe già bastare a tagliar via un pò di croppa, che dite?
  • in metrò o sul tram si leggevano romanzi, pian pianino, giorno dopo giorno, assaporandoli, oggi invece curiosiamo le foto in bikini della vicina o dell’ex compagno delle medie o ci frulliamo il cervello con Ninja Fruit, Ma le foto in bikini non sono comunque un buon esempio, mi remano contro! Ritiro. Rimane Ninja Fruit. e Candy Crush. E il gossip di Huffington Post (tiè!) 
  • con tutto ‘sto internet una volta che chiami qualcuno al telefono o, addirittura, aprite bene le orecchie, INCONTRARLO DI PERSONA. Eh sì, avete capito bene, incontrare le membre corporee altrui senza nessun filtro tecnologico. Voglio dire, di persona persona! Dal vivo, dal vero. Esatto. Insomma, quando chiami o gli citofoni, costui rimane talmente basito, ma basito basito, che al confronto l’F2 degli autori di ‘Boris’ è un’espressione attoriale scialba, vuota. Ma è mai possibile, fratelli? Dove siamo andati a finire?

Amatevi tutti di più, e basta. E adesso andatevene affanculo che c’ho Judo.

 

Dritte

Oggi mi sento generoso. Voglio condividere parte della mia saggezza camionistica con tutti voi, poveri internauti smarriti nella complessità delle cose. Vi conviene prendere nota per benino. Sono come Paganini, non ripeto. E un giorno mi ringrazierete, eccome, anzi lo vedo già quel momento:

“Grazie, Truck Driver. Mi hai aperto gli occhi.”

È per sputarci dentro meglio, cretino.” E vai di scatarro.

Ecco sotto, e adesso silenzio: sto ascoltando l’ultimo di Paolo Meneguzzi.

***

  • non ascoltate MAI l’ultimo di Paolo Meneguzzi. Mai
  • va bene mangiare sano, ma un cazzo di panzerotto a mezzanotte dopo un concerto reggae ve lo potete permettere, che diamine… altrimenti poi la correttezza alimentare diventa una schiavitù, starete sul cazzo a tutti, non vi inviteranno più a cena, i vostri figli saranno isolati e derisi, e additeranno voi come i colpevoli delle loro disgrazie. Tutte. Compresi i 4 in italiano, i brufoli e l’apparecchio
  • se l’Italia vi fa così tanto cagare, che ci restate a fare? A fare quelli che si lamentano in eterno? Un pò di coraggio e fuori dai coglioni, sù… un asilo, un account ASL e una pensione in meno da pagare. Da parte di tutti, grazie
  • sono gli anziani i nemici pubblici numero uno, che immigrati, zingari, miliziani dell’ISIS o testimoni di geova che siano… diffidati dei vecchi: hanno avuto tutto, spesso arraffando, e oggi ancora rompono i coglioni. Che schiattassero
  • andate in giro da soli- al cinema, al bar, ai concerti, al museo, in vacanza! Solo chi fa le cose da solo riesce a godersi a fondo tutto quello che accade, gli altri spendono il loro poco tempo libero nello stare dietro alle paturnie del socio di uscita di turno. Bello chiacchierare, eh? Per i primi 15 minuti, poi diventa una rottura di cazzo. E non ti fa vedere quanto è bella la gente in giro, quanto è bello il mondo. Molto più bello di quanto i commentatori di internet cattivoni – e il vostro amico con paturnie – siano disposti ad ammettere
  • rompete sempre il cazzo in ogni modo a quelli che guidano una bmw nuova fiammante, mentre siete in auto. È sempre giusto, e loro sanno perchè 😀
  • non pagate le multe prese in Svizzera. Perchè? Perchè è uno stato di merda. Ma non è pericoloso? Non per molto ancora. Presto il Lichtenstein la invaderà, e credetemi, sono parecchio fricchettoni in quello staterello crucco del cazzo. Li metteranno allora a ferro e fuoco, mica avranno tempo di tracciare la vostra multa non saldata
  • più importante ancora dell’alimentazione è il movimento di quel derelitto di corpo che vi ritrovate, la lotta alla sedentarietà assoluta. E soprattutto nelle piccole cose, intendo, mica le gare Iron Man o il Bungee Jumping: intendo scale da fare rigorosamente a piedi, commissioni da sbrigare sempre a piedi o in bici, intendo camminare in campagna invece che rimpinzarsi dell’ennessima, sopravvalutata serie tv, nuotare invece che abbrustolirsi sul materassino ecc. ecc.
  • (per le femmine) lasciate che i capelli diventino grigi col passare degli anni, non li tingete, tenete duro, semmai accorciateli un pò. Difficilissimo, lo so, ma se riuscirete sarete poi libere da una delle schiavitù femminili più ingombranti e costose del nostro tempo. E alla fine potete benissimo essere belle, attraenti, serie, professionali – o qualsiasi altro attributo vi interessi – anche così. Ed eviterete quell’obbrobbio della ricrescita. E con i soldi di tutte le tinture risparmiate ci fate un viaggio. Del mondo 
  • (per i maschi) le magliette stile polo con tutti quei cazzo di numeri giganti, quei nomi a cazzo di nazioni, paesi, squadre, con tutti quei ridicoli colori, le forme geometriche, gli incastri, i rombi, le sfumature, fanno davvero CACARE (con la c e non la g). Sapevatelo
  • (per le femmine) attualmente sono pieno di flirt, pregasi di non offrirsi al sottoscritto manzo camionistico per i prossimi 12/24 mesi. Questo perchè mi spiace poi ignorare qualcuna. Ma se proprio proprio, scrivetemi di nascosto e parlatemi di voi in un più di 10 righe (amici, se non faccio così queste scrivono cartelle e cartelle di riflessioni ombelicali e non si arriva più al sodo)

Parole che mi fanno ridere (3)

mac_verderameSemenza

Tiritera

Cocquio (Trevisago)

Dinoccolato

Uopo

Gengiva

Lapislazzuli

Tracanna

Bubbone

Lacciuolo

Transumanza

Grattugia

Verderame

Obbrobrio

Piperita

Bazzana

Panzana