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Resistenze in Cirenaica Reloaded

Segnatevi la data: il 22 gennaio, a partire dalle h. 18, al Vag61 di Bologna ritorna Resistenze in Cirenaica. Presenteremo l’omonimo libro autoprodotto, che raccoglie i materiali della giornata del 27 settembre (testi, foto, disegni), integrandoli con altre informazioni, mappe, e stralci della seduta del 1949 durante cui il consiglio comunale votò la rimozione dei toponimi coloniali dalle vie del rione Cirenaica.

Con quest’autopubblicazione inauguriamo la serie chiamata «I Quaderni di Cirene». Dopo la presentazione, cena di autofinanziamento, e dopo la cena, reading con musica. Perché Omar al-Mukhartuttora calunniato dagli «italiani brava gente», cavalca ancora. Altri dettagli a seguire. Ci vediamo in via Paolo Fabbri 110.

A proposito, ma chi era ‘sto Paolo Fabbri, che tutti han sentito nominare per via dell’album di Guccini? Beh, era un grande. Lo sapevate che fu tra gli organizzatori della fuga da Lipari di Emilio LussuCarlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti.

Viva la mamma

Viva la mamma, un racconto del clan Kai Zen tra colonialismi, pruriti adolescenziali, migrazioni e orchestre jazz…

Di nuovo sul Delta

Parole che mi fanno ridere (11)

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Cinnamomo

Misticanza

Sperequazione

Algido

Plutocratico

Latticello

Cariatide

Litantrace

Conoscopio

Mammasantissima

Scalogno

Mangianza

Rododendro

Trittongo

Pezzogna

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

L’uomo dell’Etiopia ovvero del tioetere di cloroetano e del settimo sigillo

2,5 cmQuesta sera vi aspettiamo al VAG 61 a Bologna. Proseguiremo il percorso intrapreso il 27 settembre con #ResistenzeInCirenaica.

Nel frattempo vi lasciamo con il testo scritto da J per quell’occasione.

Non abbiate mai paura della vita e dell’avventura. Abbiate fiducia nel caso, nella fortuna e nel destino. Partite, andate a conquistare altri spazi, altre speranze. (Henry de Monfreid)
“Le stelle sono dieci volte più numerose di tutti i granelli di sabbia della terra. Di tutte le spiagge, di tutti i deserti.”
Così ha detto il paraguaiano a Gunnar Lundström e Gunnar Lundström si è guardato attorno.

In quel momento, a Malca Dida, stenta a crederci.

È il 1935. L’anno è appena iniziato, Amelia Earhart ha compiuto il primo volo in solitaria tra le Hawaii e la California, il cielo sopra Stoccolma è acciaio liquido, il caffè davanti alla facoltà di medicina è pieno di gente. Sono lì per lui. Festeggiano. Elfriede lo abbraccia. Gunnar è un dottore adesso. Il futuro è radioso, eppure non riesce a staccare lo sguardo dall’Aftonbladet. Sulla notizia della trasvolata campeggia una foto della Earhart. È appena atterrata a Oakland. I capelli scarmigliati e il sorriso stanco, ma sbarazzino.

Il paraguaiano lo incontra in un villaggio dell’Ogaden, a sud del confine con la Somalia Britannica. L’ambulanza si ferma per riempire le taniche d’acqua. Il vento sa di sterco e spezie. Gunnar ne approfitta per sgranchirsi le gambe. Hylander e Agge ci sono già stati. Sanno che che c’è un pozzo, che qualcuno offrirà loro un tè e informazioni sul percorso in cambio della protezione di San Giorgio, quello effigiato sulle sterline, si intende. All’ombra di una palma solitaria un capannello di pastori è intento a osservare un arbegnuoc alle prese con una scacchiera e con il primo tenente della marina paraguaiana Benito Ecer de Namtar. Continua a leggere

VENT’ANNI A NORDEST. Un’approssimativa e confusa mappa stradale sentimental-emotiva di #Bolzano.

Ripubblichiamo questo racconto reportage che parte da Cent’anni a Nordest di Wu Ming 1 firmato da J e uscito per la prima volta in settembre su Euronomade.

bzitalia

  1. SERPENTE

Un carbonazzo si dimena e sibila in mezzo all’incrocio. L’asfalto è rovente, il cielo blu dodger è altissimo, il semaforo scatta, la temperatura sfiora i quarantadue gradi. In giro non c’è nessuno, piazza Mazzini è pura metafisica. Sollevo lo sguardo: il terrazzo dell’attico all’angolo era un rigoglioso giardino pensile, ora non c’è nulla, nemmeno un ramo secco. Negli anni Ottanta ci abitava un politico, uno di quelli travolti dalla tangentopoli locale. Nel 1988 sembrava Beirut. O così dicono i soccorritori arrivati nel cuore della notte dopo che una bomba scoppia davanti alla sede della RAI: una decina di chili di esplosivo sistemanti sotto un furgone. Il tettuccio del camper vola sul tetto del palazzo di sette piani tra le antenne paraboliche, venti metri d’altezza; il guardiano notturno si ritrova ricoperto di vetri e schegge. Quattro delle auto posteggiate vengono distrutte, sono tutte Fiat: una 126, una Prisma, una Uno e una 190. Le altre sono gravemente danneggiate. Il cratere è profondo trenta centimetri.

Una camionetta dei pompieri risale Corso Italia. Qualcuno deve averli chiamati per il serpente che nel frattempo sta strisciando verso Corso Libertà. Succede quando fa così caldo. Una volta, quando ero bambino, con mio cugino ci siamo imbattuti in una vipera che risaliva le scale del suo condominio. Abbiamo assistito alla sua decapitazione da parte del caposcala. Ricordo di averla osservata mentre mordeva una paletta, una di quelle che si usano con le scope per raccogliere la polvere, con cui era sta bloccata. Mi sono sempre chiesto da dove fosse saltata fuori. Bisce, topi e furetti arrivano dalle zone attorno ai fiumi o dai fazzoletti di campagna incastonati nella mappa cittadina. Persino i cervi sono scesi in città, ma una vipera che risale la rampa di scale di un condominio del quartiere popolare… Mi sono immaginato con ribrezzo che qualcuno fosse andato a funghi la domenica e che in qualche modo la bestia si fosse infilata nell’auto. Magari proprio dal cestino dei funghi, per poi strisciarne fuori e trovare la strada per le scale. Resterà per sempre un mistero. È uno di quegli episodi a cui ripenso di tanto in tanto, e a forza di ripensarci sembra quasi un sogno. Mi capita spesso di fare sogni ricorrenti in cui finisco immancabilmente in alcuni luoghi di Bolzano che nella realtà non esistono, ma la ciclicità con cui si presentano alle volte mi confonde. Sono vent’anni che non vivo nella ridente cittadina sudtirolese, eppure i miei luoghi onirici sono sempre lì, tanto che alle volte si confondono con i ricordi e viceversa. C’era un bar, o meglio forse c’era un bar, che apriva a orari strani e non sempre. Era una specie di circolo nei pressi di una delle tante case un po’ bohémien in cui ho vissuto da quelle parti. Non saprei dire se fosse un luogo dei miei sogni o dei miei ricordi. Davvero non lo so. Ho anche provato, senza troppa convinzione, devo essere sincero, a passare da quelle parti, ma non è servito a molto. Se c’era, adesso non c’è più, se non c’era non lo saprò mai. Non saprei nemmeno più a chi chiedere. Non (ri)consoco più nessuno da quelle parti. Questo stato di alterazione onirico mi perseguita e mi culla ogni volta che vedo o sogno Bolzano.  Continua a leggere

#Cirenaica Resistente, per chi c’era, chi non ha potuto esserci e anche per chi non ha voluto esserci

resistenze in cirenaica

#RESISTENZE IN CIRENAICA – 27 SETTEMBRE 2015: Ci siamo quasi

2,5 cmRESISTENZE IN CIRENAICA – 27 SETTEMBRE 2015

Al Vag61 

al giardino pubblico «Lorenzo Giusti» 

e in giro per la Cirenaica

con Wu Ming – :Kai Zen: – Valerio Monteventi – Coro R’esistente del Pratello – Guglielmo Pagnozzi & Brigate Sonore – Compagnia Fantasma e tant* altr*.

Comunicato stampa e programma completo

La Cirenaica sorge nell’immediata periferia est di Bologna. Il rione fu costruito nel 1913, poco dopo l’aggressione italiana alla Libia, e i nomi delle vie celebravano le terre appena conquistate: via Tripoli, via Derna, via Bengasi…

Poco più di quindici anni dopo, proprio nella regione libica da cui il rione aveva preso il nome, il fascismo perpetrò un genocidio, all’epoca nascosto all’opinione pubblica italiana e oggi dimenticato dai più. Deportazioni di massa, stragi di civili, uso di armi chimiche, espropriazioni di terre e beni. Lo storico Angelo Del Boca ha dedicato anni di vita e ricerca a ricostruire quegli eventi. Giorgio Rochat e Piero Pieri, decani della storiografia italiana, hanno scritto: «Quello in Cirenaica non è l’unico genocidio della storia delle conquiste coloniali, se può consolare qualcuno, ma è certo uno dei più completi, rapidi e meglio travisati dalla propaganda e dalla censura».

Oggi a Derna e Bengasi c’è l’ISIS. Una (logica) conseguenza del caos nel quale è precipitato il paese dopo la guerra del 2011, a cui prese parte anche l’Italia, recidiva.

La Cirenaica, quella di Bologna, si chiama ancora così, ma le vie hanno nomi diversi. Nel 1949, in Italia evento più unico che raro, le denominazioni coloniali delle vie furono sostituiti da nomi di caduti partigiani. Fu fatta un’unica eccezione: via Libia.

Lungo le linee di questa costellazione di storie e strade nasce il progetto «Resistenze in Cirenaica». Un progetto letterario, musicale, fotografico, teatrale, cinematografico, radiofonico e persino escursionistico che nasce nel rione grazie all’impegno di persone che ci vivono e lo fanno vivere. A fare da “catalizzatore” è stata la battaglia civica per aprire, in via Ilio Barontini, il giardino sociale intitolato a Lorenzo Gusti, ferroviere bolognese che combatté nella guerra civile spagnola al fianco degli anarchici.

«Resistenze in Cirenaica» sarà un cantiere culturale permanente, dedicato a recuperare e raccontare le storie di chi si oppose alla dittatura a Bologna, in tutta Italia, nelle colonie africane (Libia e Africa orientale) e nei paesi europei invasi dai nazifascisti (Albania, Grecia, Jugoslavia).

Si parte il 27 settembre con un’intera giornata di iniziative.

Dalle h.11 al Vag61, via Paolo Fabbri 110
PRANZO SOCIALE
Reading di Wu Ming e :Kai Zen:, musiche dal vivo con Guglielmo Pagnozzi & Brigate Sonore.
€12 a testa + bevande. L’incasso andrà a finanziare le iniziative. Prenotazione: infovag61@gmail.com

Dalle h. 16 in giro per il quartiere, con partenza dal Vag61
TREKKING URBANO: VISITA NARRATA AI NOMI DELLE VIE
Wu Ming 2 racconta storie di guerriglia antifascista,
con l’associazione Atopie Sottili, il Coro R’esistente del Pratello, Guglielmo Pagnozzi & Brigate Sonore.

Dalle h.19 al giardino pubblico «Lorenzo Giusti», via Barontini 13/15
DA UNA CIRENAICA ALL’ALTRA
Happening sulle resistenze anticoloniali e antifasciste in Libia, Etiopia, nei Balcani e a Bologna.
Wu Ming 1, Wu Ming 2, Kai Zen, Compagnia Fantasma e Valerio Monteventi raccontano le vite ribelli di Omar al-Mukhtar, di Ilio Barontini, di Lorenzo Giusti, di Paolo Fabbri e altre/i che fecero guerra alla guerra dall’Africa all’Italia.
Colonne sonore dal vivo di Kai Zen / Bhutan Clan, Fabio Tricomi, Camilla Serpieri, Claudia Finetti.
Proiezioni a cura di Compagnia Fantasma, Kai Zen e Michele Lapini.
Buffet e bevande a cura di Eat The Rich, Condominio Bel(LE)Trame e Associazione Naufragi.
Ingresso libero.

Se piove ci si sposta al Centro di accoglienza Beltrame, via Sabatucci  2.

Ci vediamo il 27.

A cura di Vag61 e Spazi Aperti

Parole che mi fanno ridere (10)

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Faceto

Grumello

Catetere

Arcivescovado

Gladiolo

Testé

Autodafé

Impinzo

Badessa

Carotide

Spongioblasto (astrocito)

Speme

Gné gné

Bazza

Spinterogeno

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere