Parole che mi fanno ridere (14)

pirito

Pirito

Quirico

Spiridione

Grimaldello

Cherubico

Serafico

Loffio

Moffa

Poppa

Ramingo

Oberare

Rarefatto

Frottole

Anfratto

Ma’nfatti (romanesco :D)

 

tutte le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

 

Parole che mi fanno ridere (13)

druidoTronfio

Bofonchio

Nevvero

Salmonella

Lemme lemme

Allampanato

Sozzume

Pirico

Peloponneso

Bastante

Druido

Ceruleo

Rinzaffo

Bombice

Salmastro

 

Qui le puntate precedenti

BB

image È normale che in un mondaccio e in un’epoca come i nostri – dove la gente vive su Whatsapp e Facebook e si dimentica di scopare, la sa tutta sempre e solo lei, si indigna e grida allo scandalo ogni due per tre (senza saperne una cippa, in realtà), non legge, non ama, non si rilassa e in sostanza non è serena per niente – sono sempre più diffusi e popolari concetti e pratiche fisiche e spirituali provenienti da lontano, da Oriente.

Non che lì sia tutto splendido, eh? Tutt’altro. Ma la loro storia è così diversa dalla nostra, il loro approccio alla vita, l’attitudine agli impevisti, alle avversità. Sono di certo meno sboroni e più umili di noi da quelle parti (mediamente). Meno ossessionati da sé stessi. Meno importanti.

Bello. Mi piace.

Per cui da anni ormai il vostro amato Truck Driver, accanto alle usuali lunghe sessioni di Schiaffo del Soldato, agli spalti delle gare di lotta tra galli cedroni (con scommessa) e al lapdancing estremo, si ritrova sempre più spesso solo e volutamente isolato, in penombra, nel silenzio, a osservare estasiato la rugiada scivolare su tenere foglie d’erba di campo, in posizione del loto, e a sentire rimbombare nella testa in continuazione il conteggio in sanscrito delle lunghe respirazioni… chatuari…. pancha….

Sì ma, che vi credete, che mi sia quindi rammollito del tutto? Che abbia assorbito anche pari pari la dolce arrendevolezza di yogi e santoni e il loro perenne sorriso ebete, con i quali rispondono a qualsivoglia provocazione o asperità?

Giammai. Sono sempre quello del Pan per focaccia, dopo tutto.

Ispirato dal Dudeismo del Grandissimo Lebowski e dal modesto ma scalpitante vissuto personale, ho pensato bene di adattare alcune pratiche vicine a India e Buddismo alla mia occidentale, sgradevole persona. Una sorta di personalizzazione della fede. Un incontro di visioni del mondo. Un’accozzaglia indegna, diranno a ragione i detrattori. Embè? Cosa volete che mi interessi dei loro commenti velenosi, ora che penso solo all’amore per l’Universo e la sua complessità? Certo, ho forse ancora qualche piccolo problema con alcune delle cose del quotidiano, tipo le auto in sosta sulle strisce o la merda non raccolta dei cani, ma l’Universo lo amo tutto indistintamente, potete scommetterci.

Buddismo Bastardo. BB. L’ho chiamato così. Quello che ci vuole.

Voi kaizenauti leggetene. Interessatevi. Iscrivetevi. Mandate pure 500 euro al sottoscritto: servono per marijuana e frutta fresca a chilometro zero, lo dico a scanso di equivoci. Trasparenza, cazzo, e non solo per i vestiti delle giovani adepte del Buddismo Bastardo.

Qui di seguito nel frattempo alcuni spunti sulle principali differenze tra Buddismo Classico e Bastardo:

Vi aspetto tutti, respirando ujjayi.

  • Sii gentile con gli umili e bastardo con gli stronzi. Basterebbe questa massima. Il Buddismo Bastardo è tutto qui. Perchè? Perchè gli stronzi devono soffrire in qualche modo, eh che cazzo… Ma fallo sempre con gioia. Mica devi essere stronzo con quella faccia lunga, quella sicumera… quel fastidioso cattivo umore. No. Fallo con gioia. Sereno. Paffuto. Manda affanculo con gioia. E poi vai a dormire il sonno dei giusti, come un bambino.
  • Puoi anche vestirti normale e non come un Hare Krishna.
  • La maggior parte della gente non capisce niente di ‘ste cose e ti prende per il culo: se c’è una discussione e tu sostieni la tua con decisione, dicono: ma come, non eri mica tutto yoga e positività, tu? No, sono curcuma, incenso e TANTI SCHIAFFI, se interessa.
  • Brava persona il Dalai Lama, ma puoi anche non spararti sei ore di fila davanti al Forum al 14 agosto per salutarlo insieme ai compagni di Ayurveda. Non è che se ti vede, tu sei salvo. Non è Padre Pio. Non esiste Padre Pio. Esisti tu e la tua inadeguatezza. Live with it.
  • Prendi tutto con misura. Le costine di maiale te le puoi anche mangiare, una volta. Anche la Pepsi la puoi bere (se proprio proprio). Puoi anche canticchiare Taylor Swift. Cioè, funziona come con tutto il resto: più esageri, più ti invasi, peggio è. Sarai inverosimile e ridicolo. Sii te stesso invece, che a ridicolo sei già a posto.
  • Prendi buddismo, yoga, ayurveda e sfruttale, cazzo! Come con tutto il resto, prendi, assorbi, rielabora, sfrutta, non diventare un invasato. Prendi quello che ti serve e butta via il resto. Non appartenere. E passa ‘sto cilum, cos’hai mangiato, il pollo?
  • Se non conosci il Mantra della tua lezione a memoria, impara solo l’ultima parola per ciascun verso e cantala forte, per il resto mormora indistintamente, che è come respirare ujiayi: vuol dire impegno e concentrazione. Qualcuno del gruppo lo saprà pur tutto per bene, ‘sto Mantra. Lascialo perdersi nella corretta (impossibile) pronuncia sanscrita. Sandarashita swatma sukhava bhode. Nishreyase Jangalikaya Mane Samsara halahala mohashantiye. Abahu Purushakaram Shankachakra..  Tu accodati. Ritagliati un posticino. Imboscati e fai comunque bella figura. Sì, proprio all’italiana.
  • Ancora con ‘sto cattolicesimo? Va bene che se vogliamo è la religione perfetta: fai tutti i peccati che vuoi, gola, avidità, adulterio, trans, bamba a colline, e poi due Padre Nostro e tre Ave Maria e sei a posto! Grandioso… Però che noia, che stress, che pancetta che ti viene! Cambia tutto invece, dì no alla zia e alla nonna, disiscrviti dalla Castagnata col Don. Vieni con me nel Buddismo Bastardo. BB è pace. BB è libertà. Con noi puoi continuare a bestemmiare qualsiasi Dio senza limiti, bere birra e ascoltare musicassette della tua musica preferita di trent’anni fa. Nessuno se la caca. Nessuno TI caca. questo è il bello. Non sei importante. Fai quello che vuoi.

Tanto poi raccogli quel che semini, fratella/o. Sempre e comunque.

Namaste.

 

 

Parole che mi fanno ridere (12)

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Stuolo

Ramingo

Glossario

Isoscele

Frattaglie

Zazzera

Scoppola

Prodromo

Ananasse

Pusillanime

Squacquerone

Pappatacio

Glauco Tecla (il miglior scioglilingua del mondo- provate a ripetere i due nomi di seguito più di due volte senza sbagliare, se vi riesce)

Farfisa

Flanella

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

\m/

Qualcuno (mio zio) chiede con insistenza di leggere altri luridi post della più migliore serie del monTo, Truck Driver. E chi sono io per non accontentarlo? Evidentemente il testina di vitello in questione non sa utilizzare un normalissimo ‘search’ di un sito internet quale il pregievole Kaizenology. E allora? Che facciamo, discriminiamo? Inoltre non avevo un cazzo di nuovo da scrivervi, ma volevo comunque muovere le acque – dicono gli esperti che un blog troppo fermo è un blog cadavere, dicono… Sarà. Ah, ma qualcuno per caso ha mai capito perchè si dice ‘coccodrillo’ in italiano e ‘crocodile’ in inglese (o simile in altre lingue nordiche, comunque con la ‘r’ dopo la prima consonante)? Che è successo a quella ‘r’ maledetta, è scivolata sull’olio fino a dopo la ‘d’, nella nostra lingua? E perchè mai? Secondo me la spigazione è semplice, in barba a tutti i complottisti del mondo: i due pellegrini (o mercanti, o guerrieri, o sacerdoti) di nazionalità diverse che in qualche Anno Domini del Medioevo si sono incontrati che so, a Luxor 🙂 e hanno indicato l’un l’altro – a debita distanza – il grosso lucertolone che si spaparanzava nel fango, semplicemente non si sono capite bene. Non hanno sentito bene. E la traduzione se n’è andata affanculo. Capita. Pensateci. Ci sono anche altri esempi. Scriveteli qui sotto. Adios

***

LA MINI SERIE PADRE SBAGLIATO (vincitrice del premio Culicchio 2018): https://kaizenology.wordpress.com/?s=PADRE+SBAGLIATO&submit=Vai

LA MINI SERIE THE UFFICIO FILES (perditrice del premio Nobel per l’agricoltura 2011): https://kaizenology.wordpress.com/?s=the+ufficio+files&submit=Vai

LA SENSAZIONE DEL MOMENTO- PAROLE CHE MI FANNO RIDERE: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

LA MADRE DI TUTTE LE SERIE- Sì, INCLUSA ANCHE ‘TRUE DETECTIVE’, RAGAZZA GEEK CHE MASTICHI CINGOMMA IN MODO SGRAZIATO: https://kaizenology.wordpress.com/?s=truck+driver&submit=Vai

CÈ ANCHE UNA FICHISSIMA PAGINA FACEBOOK DI TRUCK DRIVER: https://www.facebook.com/TruckDriverAscoltaUnCretino

E CE N’È ANCHE UN’ALTRA DEFINIBILE COME SUA CUGGINA, CHE SPACCA UN BEL PO’:  https://www.facebook.com/rivoltare1calzino/

Parole che mi fanno ridere (11)

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Cinnamomo

Misticanza

Sperequazione

Algido

Plutocratico

Latticello

Cariatide

Litantrace

Conoscopio

Mammasantissima

Scalogno

Mangianza

Rododendro

Trittongo

Pezzogna

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

Parole che mi fanno ridere (10)

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Faceto

Grumello

Catetere

Arcivescovado

Gladiolo

Testé

Autodafé

Impinzo

Badessa

Carotide

Spongioblasto (astrocito)

Speme

Gné gné

Bazza

Spinterogeno

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

Parole che mi fanno ridere (8)

pioggia-merda-277912_tnCotonetto

Labbrone

Siniscalco

Sarzana

Spiumaggio

Catinelle

Astante

Romario

Basito

Gongolo

Crasso

Esacerbo

Trombismo

Zaffa

Aspartame

Digesto

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

Parole che mi fanno ridere (7)

cloacaCalesse

Trivulzio

Pannocchia

Sagace

Solstizio

Clavicembalo

Parallelepipedo

Coseno

Sermone

Brodaglia

Testé

Cloaca

Glabro

Sozzare

Contunde

Masserizia

Alabastro

Spumiglia

 

Le puntate precedenti: https://kaizenology.wordpress.com/?s=parole+che+mi+fanno+ridere

Com’è che ti chiami?

christopherwalkencolkoonzOh, ‘mbè?

Se non vi scrivo io voi un cazzo, eh?

Begli amici di merda…

😀

Sentite questa, bastardi – anche se non ve la meritate: se volete trattare male qualcuno così, per scherzo, per ridere, per sdrammatizzare, per vivere un pò alla Truck Driver, alla Pulp Fiction, alla i Cesaroni, ma allo stesso tempo per ribadire con chiarezza come stanno le cose, chi porta i pantaloni, chi comanda, insomma chi setta il trend 😀 fate come me, dite alla vostra compagna, al marito, alla figlia, all’amico, al fratello, al collega:

‘Coso… com’è che ti chiami? Dove hai messo l’accendino?’

‘Senti, scusa, ehm… come ti chiami? Hai fatto tu ‘sto casino?’

Esilarante.

C’è anche la versione di sbagliare apposta il nome, tipo: ‘Coso, Alessandro (ma si chiama Vito), mi aiuti per favore?’ oppure quella con grandiosi, grezzi appellativi da bar, tipo: ‘Zio, mi fai un caffè?’, ‘Giovane, la gazza per favore’, ‘Ragazzo, vado a prendere le pizze, tu prepara la tavola.’ ‘Biondo’ è perfetto, anche ‘Capo’. ‘Fratello’ non va bene invece, è troppo figo. Qui si tratta invece di prendere per il culo, smontare un personaggio partendo dal dimenticarsi il suo nome. Mica figaggini.

Un vero e proprio affronto in un tempo come il nostro, non trovate? Dimenticarsi l’identità di qualcuno. Spersonalizzare. Confondere. Dopo tutti gli sbattimenti per mangiare sano, fare sport, evitare lo stress, nutrire l’ego, cibare l’anima, aggiornare Twitter e bla bla bla questo manco si ricorda come mi chiamo… Ecco perchè lo adoro. Adoro le disfunzioni di carattere relazionale e sociale. Sono così cariiine. Come quando incroci qualcuno per strada che ti saluta per nome e tu non sai come si chiama, e sprofonderesti dalla vergogna, una sorta di incontrollabile vergogna relazionale, nel rispondere con finta nonchalance e sorriso poco convinto:

‘Uèèè… bello (anche se è un cesso), come va?’ A quel punto però dovresti fare una domanda di tipo personale, per compensare il fatto che questo ti sta allisciando manco tu fossi che ne so, Fedez o Corona, chiamandoti per nome, sorridendoti, pacche sulla spalla, domande sui figli eccetera, e tu manco sai chi cazzo è! Domanda personale, certo, ma quale, dato che ti è quasi uno sconosciuto? Allora ascolta un cretino, stai sul generico che va sempre bene per tutte le stagioni:

‘Quindi poi tutto a posto con quella storia là?’

(lui di certo sa quale storia, un pò come arrivare a casa e picchiare la moglie senza motivo: lei sa perchè :D)

‘Che storia, la moto distrutta dici?’

(E ‘sti cazzi, sei ricoperto di bende e cerotti, vedi tu…)

‘Ecco, esatto’ Con quella impagabile faccia da schiaffi.

E via, la connessione sociale è riavviata senza traumi, il fatto che non sai come si chiama ‘sto stronzo è pressoché compensato: sei a posto.

Cose così, amici. Magari adesso non vi dicono un cazzo, ma fumatevi un cannone e poi tornare qui a rileggere. C’è da pisciarsi addosso, o sbaglio? E non siamo incontinenti in famiglia. Perlomeno, non ancora… anche se il pannolone ha il suo fascino perverso, dai.

A proposito, non vorremo mica restare indietro anche rispetto al Colorado, all’Uruguay, alle ASL della Toscana? L’erba non solo non fa male, amici, ma fa bene. Io lo dico da quasi trent’anni. All’inizio mi prendevano per malato. Adesso qualcuno che non sia un rasta o uno della buka, dopo le parole di Veronesi e qualche altro illuminato cannaiolo, comincia ad ascoltarmi (e a voler far due tiri, e poi altri due, e poi altri due- che sia maledetto…). Tra qualche anno sta’ a vedere che sarò anch’io un fottuto guru come Steve Jobs o Jovanotti.

Oh cazzo, no.

Come che ti chiami…. Dio, ti prego, scampamene.