Caro Babbo Natale (in ritardo)

Caro Babbo natale,

sono io. Sono quel bambino che una trentina abbondante d’anni fa ti scriveva quelle lunghe e presumibilmente pallosissime lettere di tre pagine, piene zeppe di tediose richieste. Che non hai mai esaudito. Ecco, ti propongo di rifarti adesso. Ascoltami. E prendi nota. Vorrei tutti i libri che per mancanza di tempo non riesco a leggere. Vorrei regalarne qualcuno. Vorrei che chi prende decisioni leggesse un po’ più spesso, giusto per capire come cammina il mondo. Vorrei che chi prende decisioni camminasse un po’ più sovente a piedi, giusto per rendersi conto della sostanziale inutilità della sua carica e della sua persona. Vorrei che chi prende decisioni per una volta Continua a leggere

Terroni e alluvioni

Caro Guglielmo, questa rubrica che io e te curiamo, nell’anno e mezzo in cui l’abbiamo scritta, si è distinta sempre per una sana attitudine al cazzeggio caustico. Prendiamo un fatto, ci facciamo del feroce sarcasmo sopra e lasciamo che chi legge rida per una decina di secondi, se ci riusciamo. Poi succede che, come due anni fa (ma anche come un anno fa, e come tre anni fa, e come un mese e mezzo fa), la natura s’incazza ed esige un tributo in vite umane. E ci si stupisce e ci si addolora. Va bene il

dolore, che non lo si nega mai, ma lo stupore? La sorpresa, semmai, non dovrebbe essere dettata dal fatto che fiumi ridotti a discariche e bloccati da ogni schifo che l’uomo vi getta dentro, ad un certo punto non riescano più a contenere le acque, o che montagne abbandonate a sé stesse senza alcun controllo prima o poi si sbriciolino. No, lo stupore sarebbe meglio riservarlo ad altro. Continua a leggere

B & B

Caro Guglielmo, pare che l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, venuto al corrente della rivoluzione grafica di Ufficio Spettacoli, sia corso a dimettersi in maniera che io e te se ne potesse scrivere con feroce sarcasmo e tuttavia raffinata arguzia. E quindi ci si aspetterebbe che Caspanello e Pispisa si accanissero su quello che resta delle sue spoglie mortali, politicamente parlando. E invece no. Personalmente ho liquidato la questione in maniera pragmatica, prendendo atto dell’avvenimento, sibilando “ecco, levati dal cazzo, coraggio” Continua a leggere

de tu querida presencia, presidente Berlusconi

Caro Guglielmo, finalmente l’abbiamo scoperto:  anche il presidente del consiglio è un rivoluzionario. L’abbiamo scoperto grazie alle chiacchierate con un tipo di nome Valter Lavitola, un tipo che non si sa bene cosa faccia, a parte farsela alla larga dall’Italia e dirigere un giornale una volta glorioso, l’Avanti, che oggi credo leggano in sei. Le stesse chiacchierate che lo stesso presidente vorrebbe vietare, per motivi abbastanza evidenti. In quel manifesto politico degno di un Che Guevara Continua a leggere

Il segreto del gioco più bello del mondo

Caro Guglielmo, hai ragione tu. Non ne possiamo più di parlare sempre e solo di Berlusconi, di problemi, di concatenazione trai due elementi. Oggi parliamo di sport. Dall’altra parte del mondo una manica di cazzutissimi giganti sta giocando il campionato del mondo di rugby. Io li guardo, e ne sono sinceramente ammirato, perché mi rendo conto che, con molto tempo e parecchia buona volontà, riuscirei a fare i giochetti di gamba di un calciatore qualsiasi, ma nemmeno in cento vite potrei sopravvivere ad un placcaggio da parte di Martin Castrogiovanni. Continua a leggere

La prima serata tv del “Paese burletta”

Caro Guglielmo, vorrei soffermarmi su quel nuovo abisso raggiunto dalla televisione di stato dopo intervista di Terry De Nicolò, personaggio che non saprei come altro definire se non con un paio di epiteti ingiuriosi. Per chi si fosse persa ‘sta perla di televisione contemporanea, la signorina, conoscente in senso biblico del premier SIlvio Berlusconi, in pratica ha sdoganato il meretricio in prima serata. Le va dato atto, e questo lo affermo senza malizia, di non avere peli sulla lingua, e di aver dato voce a quello che velatamente (e anche molto meno velatamente), tre quinti degli elettori del Pdl sostengono da tempo, più o meno da quando sono cominciati i casini col cazzo presidenziale Continua a leggere

Messina non esiste

Caro Guglielmo,

sembra che si sia arrivati al dunque. Da qualche giorno, infatti, Eurolink ha diffuso i dati catastali di case e terreni che saranno espropriati a Faro e Ganzirri per la costruzione del ponte. E a me, che ho sempre liquidato la questione sotto la voce “stronzate”, è toccato sorbirmi i sorrisetti ironici di chi invece da una trentina d’anni è convinto che tempo due settimana e una squadra di operai con cappello di carta e manicola, metterà mano al ponte. Adesso, io non voglio distruggere le illusioni di nessuno, Continua a leggere

Doppietta

Causa chiusura agostana che mi ha impedito di postare gli ultimi due numeri di “Lui è peggio di me”, eccovi un numero doppio con gli arretrati.

È L’ORA DEI FORCONI?

Caro Guglielmo,
sembrava ieri che facevamo programmi per l’estate e invece rieccoci qui, col culo pesantemente calamitato alla sedia del posto di lavoro (vabbè, io, tu sei ancora a dar da mangiare agli stambecchi in quota…) e alle prese con la depressione post vacanza. Continua a leggere

Nessuno è perfetto

Caro Guglielmo, giusto il numero scorso mi prendevi amabilmente per il culo per il mio “buonomore” pre-vacanziero, quindi oggi provo a far rodere il culo un po’ anche a te. Mi sono cimentato in un rapidissimo calcolo, e sono arrivato a stabilire che un’amministrazione, al netto delle stronzate su ponte che porta sviluppo, waterfront, piattaforme logistiche, piani strategici, status di città turistica e altri termini insignificanti, per mantenere uno standard di vivibilità non dico scandinavo, ma almeno nordafricano (con tutto il rispetto per popolazioni che a noi messinesi ci danno km e km di merda), dovrebbe poter assicurare quattro cose: Continua a leggere

In vacanza dalla crisi

Caro Guglielmo,
mi guardo in giro, e l’impressione che ho è quella di vivere in un universo parallelo. Perché i quattro quinti delle persone che affermano affrante di non avere una lira in tasca e quindi ‘stanno niente vacanze, al massimo ‘na simana a Vulcano (e ‘sticazzi), sono pressoché uguali ai quattro quinti che ogni giorno consumano quaranta euro di gasolio per cazzeggiare in giro col Bmw X6 comprato tre mesi e mezzo fa dopo aver mollato in leasing l’X5 di un anno d’anzianità. Quindi le cose sono due, o qualcuno si diverte a prendermi per il culo, o chi davvero non ce la fa più a campare preferisce affrontare il dramma in silenzio, maledicendo il destino cinico e baro nella discrezione delle mura domestiche. Continua a leggere