Dream Machine 3 (il potere delle storie)

Parole

Le storie sono fatte di parole e le parole sono l’unica forma di magia in grado di influenzare e modificare la realtà. C’è un piccolo gioco di prestigio che si può fare per chiarire come questo potere magico  possa agire: dico la parola “trattore” e il trattore per magia appare proprio lì, davanti agli occhi di chi mi ascolta. Con le parole di un epitaffio, con il nome e il cognome su una lapide facciamo risorgere i morti. O per lo meno tutti si formano l’immagine mentale del mezzo agricolo o del defunto in questione. Magia. Non c’è bisogno di scomodare neuroscienziati e cognitivisti per spiegare cosa accada a livello neuronale e psichico quando faccio il trucco. Quello che importa è che la magia funzioni e funziona da quando decine di migliaia di anni fa abbiamo emesso il primo grugnito (da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque e urlarono alle fredde stelle: “io sono l’uomo”). Poco dopo esser strisciati fuori dalle acque e aver cominciato un processo – che qualche battito di ciglia universale dopo – qualcuno avrebbe chiamato evoluzione, ci siamo seduti attorno a un fuoco e abbiamo aggiunto alle nostre attività principali (dormire, mangiare, procurarci da mangiare, riprodurci) un’altrettanto importante attività dedicata a perpetrare la maledizione nota come sopravvivenza: raccontare delle storie. Con esse ci siamo protetti a vicenda, abbiamo affrontato e sconfitto il buio oltre il lucore del falò. Abbiamo esorcizzato i demoni ed evocato il terrore. Ci siamo spaventati (adesso fai paura, spaventati anche tu, cantava il saggio Faust’O). Mostri, fantasmi, morti e tutto lo scibile degli abissi dei nostri inconsci si è riversato in fiumi, laghi, oceani di parole. Unico scopo sopravvivere, passare un’altra notte carica di sgomento. Continua a leggere

Zeitgeist Test Department: esperimento #2

Zeitgeist. Zeitgeist. Zeitgeist. End of test.

Dream Machine 2 (i terrori della notte)

I muri crollano, le torri crollano, i mercati crollano e gli imperi crollano. È solo un’illusione passeggera, non abbiate timore. Dal punto di vista degli eoni questi ultimi venticinque mila anni sono solo nanosecondi. Civiltà ben più solide di quelle del mondo moderno non sono che vaghe reminiscenze di polvere ormai. Degli uomini che hanno vissuto, sofferto, amato, desiderato e sognato non resta traccia se non nelle nostre eliche del DNA, il serpente Ouroboros che tutti portiamo in seno.

Così i nostri affanni, i nostri vaneggiamenti i nostri ossessivi dimenamenti ricordano quelli del pazzo con la camicia di forza davanti allo sguardo morto dell’eternità. Cthulu ci guarda ma non ci vede. Dopo di noi verranno altri e poi altri ancora a illudersi, nuovi imperi, nuovi crolli e infine un crollo definitivo che rimetterà le cose in prospettiva, che ci rimetterà al nostro posto. Un anemone marino evoluto in un anemone terrestre con pretese d’intelletto. Un parvenu della coscienza. Uno sbruffone tragico e comico senza senso del tragicomico. Continua a leggere

Zeitgeist Test Department: esperimento #1

Zeitgest Zeitgeist Zeitgeist. test. esperimento #1 terminato.

Dream Machine (Interludio 2)

Dream Machine (interludio 1)

Stay Hungry, stay foolish

Binary system inc

Binary system inc

Dream Machine (L’unico capitalista buono è quello morto)

Il capitalista che più di ogni altro è riuscito a vendere un’immagine di sé lontana da quella “scroogesiana“, il capitalhippy che trasforma la tecnologia in felicità, l’uomo che si è smaterializzato, è diventato icona, è morto ed è tra le clouds.

Metto le mani avanti prima di essere frainteso. Non ho nulla contro Steve Jobs, l’uomo Steve Jobs. Non mi è simpatico né antipatico, non l’ho mai conosciuto e non mi permetto di giudicarlo nella sua umanità. E morire così e a quell’età è sempre una brutta cosa. Ma quello che Jobs rappresenta è un altro paio di maniche come lo è la sua capacità (non è il solo, ma forse è il caso più emblematico) alchemica di trasformare l’oro in piombo e venderlo come platino.  La trasformazione della macchina dei sogni in macchina e basta. Il contenitore in contenuto. Continua a leggere