Ficata pazzesca (2)

  • runavvicinare il banchetto di un fruttivendolo al mercato con la faccia più babbiona di questo mondo, che già da uomo solo non anziano rappresento di certo in pieno il tipico pollo da spennare, ai suoi occhi, chiedere prezzi di questo e di quello, fingere eterna indecisione, dito indice sulle labbra e sguardo perso in alto, fingere conteggi con le dita, poi ordinare merce particolare in quantità non indifferente e, al momento del terribile totale a pagare che lo stronzo fruttivendolo vorrebbe spillarmi con quella faccia di cazzo, cominciare a questionare con estrema flemma: ma scusi quanto viene al kilo? Ma non c’è scritto un altro prezzo sul cartello? Faccia vedere sullo scontrino… Io avevo chiesto di meno, non due kili… E queste fragole andate a male? Saranno mica scivolate dentro per sbaglio… E lui: esatto! Per sbaglio. E io: mò scivolo io per sbaglio al supermercato qui accanto. Adieu
  • andare a concerti death metal con la maglietta dei Maroon 5, a vernissage in centro con la tuta della Kappa, a rave party con il frac di pailletes bianco, a teatro con il K-way e al canile municipale per il turno da volontario spalamerda con il Moncler e le Timberland
  • dormire fino a quando non ti fa male la schiena, lì sdraiato su quel materasso
  • arrivare bello lungo e in velocità accanto alla macchina che ti ha rotto il cazzo due o tre volte mentre sei in bici – senza motivo apparente, solo per sbruffoneria – ora ferma al semaforo, e con un colpo di gamba di classe, grande slancio e piede dritto a martello, schiocco inconfondibile, staccargli di netto lo specchietto di destra (peccato- quello di sinistra sarebbe stato più soddisfacente) e poi sparire tra il dedalo di viuzze come un fulmine
  • ordinare una pizza tonno e cipolla in due, alle tre di notte, dopo aver detto per tutta la strada di ritorno dal bar che ha accolto stanche membra di quarantenni somministrando loro tanto alcol che non sarebbe mai successo, che nessuno avrebbe preso un kebab. E infatti
  • avere la tv solo per essere diverso da chi dice di non avere la tv
  • leggere 2666 di Bolaño, che per la cronaca pesa svariati cazzo di kili, appoggiando il tomo stesso sullo zaino dell’adolescente brufoloso con apparecchio e felpa Abercrombie che sosta immobile davanti a me in metrò, e scoprire fermata dopo fermata che il genio deve vivere proprio dalle mie parti, perchè non sembra scendere più… Okay, poi ovviamente a un certo punto, quando il vagone è mezzo vuoto, non ho più scuse per starmene appiccicato alle sue spalle
  • arrivare al casello autostradale devastato dal viaggio e trovare file interminabili ai caselli dei contanti e il deserto in quelli blu, quelli delle carte. Tirare dunque fuori il bancomat, quello che per inciso hanno tutti nel loro portafoglio, e sentire ancora una volta quella voce adorabile elettronica ‘Arrivederci’
  • (in verità la reale figata pazzesca sarebbe fare trento-reggio calabria in autostrada e ricordarsi a pochi minuti dall’arrivo del mitico sciopero dei casellanti: caselli aperti, non si paga… ma mi sa che ‘sta cosa nel tempo è stata in qualche modo tamponata da quei simpaticoni dei Benetton o chi diavolo altro sta dietro ai nostri amici di Autostrade Italiane)
  • pucciare croste di vecchio pane toscano in generosi bicchieri di rosso da tavola, come se non ci fosse un domani
  • puntare un culetto interessante tra i runner del parco e farle fare (alla proprietaria) da lepre per il proprio allenamento. Ciumbia se funziona, amici! Cronometro alla mano, dico. Bisogna solo stare attenti a inventarsi al volo una pausa immediata in caso la faccia lei

 

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2 thoughts on “Ficata pazzesca (2)

  1. -Scroccare libri per anni sfruttando crudelmente, senza rimorso e selvaggiamente l’amico super appassionato e lettore accanito di tutto…
    -Esultare come un coccodrillo della savana durante la stagione delle migrazioni quando l’e-reader del suddetto amico [che tu per inciso non hai] si rompe e lui torna ai libri cartacei…
    -quando al semaforo a bordo della mia lentissima ma abbastanza comoda harley davidson ricevo uno sguardo dalla figa del tipo col kawahondamaha zzr-2200xx con 285CV per cilindro ma scomoda come platinette in una cabina telefonica…
    -quando al pub del tutto ignari dell’organizzazione del locale si cambia tavolo per stare più larghi e per errore/svista della cameriera il conto non viene copiato alla nuova postazione e si esce alla chiusura pagando un conto in 6 e più di 10 litri di alcolici vari circa 30euro
    -la ragazza alla quale non eri sicuro di piacere dopo che hai preso coraggio e le hai chiesto di uscire ti dice: “Oh finalmente, non ci speravo più”
    -l’amico ti fa vedere la casa nuova nuova nuova… il soggiorno nuovo nuovo nuovo… la cucina nuova nuova nuova… il bagno nuovo nuovo nuovo e poco prima di uscire gli dici: “Scusa, ma devo usare il bagno mi scappa da cagare”

    Basta dai… 😀

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