Cani e padroni di cani

dogOgni giorno accompagno mia figlia a scuola, prima di salire sul bisonte e consegnare robiole e primosali (? primisale? primisali? primosale’s?) su e giù per lo Stivale.

Ogni giorno mi incazzo.

Lasciamo perdere le maledette macchine in sosta davanti alla scuola: ne ho già scritto e ancora ne scriverò, ma soprattutto invece che scrivere andrò di martellate sui loro cofani sino alla vittoria, vale a dire via del tutto sgombra da auto. Parlo invece della tanta, troppa merda di cane di cui sono pieni i marciapiedi delle nostre città, e in particolare il pur brevissimo tragitto tra il mio attico di lusso in piena casbah e la scuola elementare più brutta (ma simpatica) che abbia mai visto. Davvero TROPPA merda, amici. Troppa e troppo frequente. Quotidiana. Insostenibile. E infatti non la voglio più sostenere. Questo post segna la mia definitiva, inappellabile rottura di coglioni. Domanda: ma come cazzo fai, tu padrone di cane che abiti in zona, che scendi il cane che lo pisci, che non raccogli MAI la cacca del tuo migliore amico, come fai a non sentirti mai in colpa per tempestare in modo così indegno ogni mattina i marciapiedi solcati da decine di bambini, che puntalmente poi pestano il tuo escremento?

Sì, perchè quell’escremento è TUO, tuo soltanto, brutto pezzo di merda. Tanto per restare in tema.

Ma leggetevi come se l’è sbrigata il vostro idolo Truck Driver l’altra sera, durante l’uscita notturna in incognito tra i marciapiedi coinvolti, studiata apposta per sgamare un colpevole in flagrante e punirlo con intransigente, somma giustizia. Leggete, leggete.

Ore 00:52, finalmente si muove qualcosa, dopo un paio d’ore di appostamento improduttivo. Un ragazzo col suo cane al guinzaglio si aggira tra le inferriate e le aiuole attorno alla scuola: il posto preferito per i defecatori a tradimento, quelli che non raccolgono e lasciano lo schifo tutto agli altri. I nemici di Truck Driver, insomma.

Eccolo, ora sta facendo cagare il suo cane di razza, di quelli col muso lungo e massiccio. E non è tanto un ragazzo, è più un signore vestito come un ragazzo, direi. Ora vediamo cosa fa dopo che il suo cane ha finito. Vediamo se raccoglie.

Manco per la cippa.

“Ehi, dico a te!”

Fa finta di niente, forse è spaventato.

“Che fai, lo gnorri? Chi la raccoglie adesso la merda del tuo cane, amico?” Il tono è alto, a quell’ora di notte poi sembra assordante. Il tipo si guarda attorno, accelera il passo.

“Ehi, furbetto, vedi di fermarti. Tanto ti riconosco.”

Si ferma, anche se non è vero: non ho idea di chi sia. O meglio, so solo che è uno stronzo, e che stavolta gliela faccio pagare. Non si sa mai che poi la notizia si sparga. “Chi sei? Cosa vuoi da me?”

“Perchè hai fatto cagare il tuo cane e non raccogli la sua merda?”

“Ma chi sei tu, la polizia?”

“Fossi la polizia sarei in qualche stanza a picchiare algerini, invece sono qui per non fartela passare liscia. Avete rotto, tu e gli altri stronzi che lasciano i marciapiedi sporchi come latrine.”

“Senti questo… ma chi ti credi di.. Ehi!”

La mia faccia incollata alla sua. Cattivissimo, ma sereno: è questo che spaventa sempre. “Adesso tu raccogli la merda, anche con le mani, e lasci questo marciapiedi pulito. Fallo o te la spalmo in faccia.”

Mi strattona, cerca di allontanarsi. Mi abbasso verso la cacca di cane, indosso già i guanti bianchi di lattice- perchè sono organizzato, io 🙂 Afferro lo stronzo, è bello caldo, compatto. Sano. ‘sto bastardo dà da mangiare bene al suo cane. Accelero il passo. Lo raggiungo.

“Dove vai, fenomeno? Non mi hai sentito? O credi che scherzo?”

“Mollami, infame, fatti gli affari tuoi.”

Adesso è il momento. “E infatti proprio gli affari miei mi sto facendo, e ‘sta cosa non mi va. Che tu sporchi qui e non pulisci non mi va. Tu e gli altri come te. Perchè domani tocca a loro, sai? Dopodomani ad altri ancora e via. Finchè non imparate.” Alzo il braccio, avvicino la mano che stringe lo stronzo al viso del simpaticone.

“Che fai… no!”

Gli spiaccico la cacca di cane in faccia. Tenta di muoversi ma lo spingo contro il muro giallo intonacato del palazzo. Glielo spalmo per bene. Gli finisce in bocca, negli occhi, sul collo, sui capelli. Annaspa.

Io godo.

E non solo il solo. A un certo punto sento un vociare e un applauso, anzi due. Alzo la testa. Dalla finestra di fronte, con la luce accesa, spuntano una vecchina e un ragazzo giovane, forse il nipote. “Bravo! Bravissimo! La devono finire. Bravo!”, urla la vecchietta arzilla.

Sorrido splendente. Mi sento un supereroe. Guardo la mia vittima, è accasciato al suolo, sporco di merda puzzolente del suo cane. Sta frignando. Credo la lezione gli sia servita. Ora posso rimettere i panni del normale camionista.

Ma attenti a voi, strafottenti padroni di cani.

Pensate bene a ciò che fate, e che non fate.

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11 thoughts on “Cani e padroni di cani

  1. A parte il turpiloquio che toglie un po’ della poesia, sono perfettamente d’accordo sul fatto che certe maleducazione dilaganti andrebbero fermate.
    Inoltre i bimbi andrebbero difesi.
    Buona giornata.
    Quarc

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  2. …ma sai che hai ragione? Ho voluto ripulire un pò il linguaggio- ma appena appena, eh? L’argomento richiama per forza di cose certi termini.. 😀 Grazie per il commento e buona giornata a te!

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  3. Alla volte basta anche fare una foto, stamparla con la scritta Liberiamo i marciapiedi dagli stronzi! e affiggerla sui muri del quartiere.

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  4. Io invece approvo il turpiloquio, perché aggiunte pathos all’azione! 🙂
    La prossima volta mettigliene anche qualche pezzo in tasca così se la porta a casa e la offre ai familiari. Perché spesso la stronzaggine è genetica…

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  5. @ilpuntodilello,
    Potrei essere d’accordo anche con te. Quando ci vuole, ci vuole.
    Bisogna però ricordare che DARE DELLO STRONZO A QUALCUNO È OFFENDERE LO STRONZO.
    Chiedetelo a chi soffre di stitichezza.
    Buona giornata a tutti.
    Quarc

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  6. hai ragione da vendere i proprietari dei cani sono diventati troppi, sono ignoranti di brutto , sporcano lasciano abbaiare i loro cani. insomma sono un ritorno al medioevo.

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  7. Pingback: BB | : kaizenology :

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