Il ricorso di Pulcinella – aggiornamento

calabròIn seguito al mio ultimo post, Felice Calabrò, tramite il giornalista Emilio Pintaldi, che ne ha dato notizia in un articolo uscito oggi sul Giornale di Sicilia, ha cortesemente risposto «Io non c’entro nulla e non posso fermare 43 mila persone», aggiungendo che «Rinunciare in caso di accoglimento dei ricorsi sarebbe sbagliato. Arriverebbe il commissario e si andrebbe a nuove elezioni. Sarebbe come lasciare la nave in balia delle onde».

Innanzitutto ringrazio Calabrò per la risposta e Pintaldi per averla puntualmente riportata nel suo articolo, però non posso fare a meno di una piccola puntualizzazione, anzi due.

La prima. Qui non si tratta di fermare 43 mila persone ma di convincerne tre a desistere dai loro ricorsi. Tre persone che sono, guarda caso, esponenti del PD trombati alle elezioni e sulle quali Calabrò dovrebbe poter avere un ascendente. Tre persone alle quali Calabrò può senz’altro spiegare l’assoluta inopportunità politica della loro azione. Un’azione che appare mossa molto più da un interesse personale che non dal desiderio di tutelare una volontà democratica che si è già espressa con schiacciante maggioranza al ballottaggio. Il mio invito a rinunciare apertamente a un’eventuale futura investitura per via giudiziaria tende proprio a questo, cioè a far sì che Calabrò, con un simile atteggiamento di presa di distanza, convinca i ricorrenti a desistere dall’azione giudiziaria, più che a far commissariare il comune.

La seconda osservazione è maligna, me lo dico da solo, ma credo altrettanto corretta. Un commissariamento con future nuove elezioni sarebbe problematico per tutti, perché comporterebbe un ulteriore rallentamento della macchina amministrativa, certo, ma sarebbe addirittura deleterio per il PD. Dopo lo spettacolino offerto nel dopo elezioni, in cui tutti cercano di regolare i conti contro tutti, chi speculando sulle disgrazie altrui, chi cercando di pararsi il posteriore, chi proponendo cavillosi ricorsi con sommo sprezzo del pericolo e del ridicolo e chi mandando avanti la carne da cannone di quelli che hanno proposto i ricorsi, se si andasse a caldo a nuove elezioni, altro che 43 mila voti prenderebbe Calabrò, altro che 29 consiglieri PD in consiglio comunale. Lo sa lui e lo sanno tutti quanti. Se, per absurdum, i ricorsi infatti conducessero a nuove elezioni invece che a un’automatica elezione di Calabrò senza più passare per la volontà popolare, nessuno del PD li avrebbe mai proposti. Perché sia nel PD che fuori tutti hanno capito benissimo con chi sta oggi la volontà popolare: non con loro.

Guglielmo Pispisa

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...