Padre sbagliato – Il traffico

cautionCome forse sapete, io, Truck Driver, sono un fervido sostenitore del Pan per focaccia quale attitudine generica alle relazioni interpersonali. Non che sia sprovvisto di buon senso e/o di gioia o di ammore, ma ritengo che la modalità ‘Non porgere l’altra guancia’ in un paese come il nostro, dove l’impunità e l’arroganza sono di casa, sia migliore, più efficace, e con un ritorno educativo da non sottovalutare, alla lunga.

Detto questo, come spesso accade al genitore di oggi, un conto è gonfiare il petto tra amici o nei social network dichiarando quanto si è moderni e fighi, un altro è comportarsi coerenti quando una problematica si presenta tra le proprie mura, con i propri figli. Cioè, per altro dire, al sesso e alle droghe siamo più o meno affezionati tutti, ma che succede quando se ne appassionano anche le nostre figlie? Sul calcio ne diciamo di cotte e di crudo, quanto sia sputtanato, quanto faccia schifo, ma perchè poi non iscriviamo nostro figlio a balletto o a judo? Noi grandi a casa lcol libro in mano ci stiamo poco e niente, ma pretendiamo che i nostri piccoli siano sempre dietro a leggere. Ci impalliamo come impizzati su smart phone e tablet, ma ci incazziamo quando i figli a loro volta si imbambolano nel vedere SpongeBob. E quindi?

Quindi per essere coerente, e non ipocrita, dovrei vivere il mio approccio ‘pan per focaccia’ nelle relazioni  – gentile coi gentili, bastardo con gli stronzi – con trasparenza e serenità, anche agli occhi delle mie figlie camioniste. Anche se non fa esattamente politically correct. Prendere il traffico, per esempio. Gran problema. Forse ricorderete quanto mi stia a cuore la questione 🙂 Ricorderete le invettive contro gli arroganti, il poco amore per i macchinoni, l’idea che è proprio dal rigore nella gestione del traffico che si dovrebbe cominciare a raddrizzare questo nostro Stivale malmesso. Ora, dovrei forse neutralizzare questo mio credo, questa mia naturale propensione a mandare a fare in culo tutti gli stronzi impuniti che circolano per le strade solo perchè altrimenti le mie figlie mi vedrebbero in atteggiamenti poco eleganti? Dovrei starmene zitto quando il solito, ennesimo stronzo di turno mi parcheggia in faccia perchè ha fretta e deve ritirare il barboncino lavato e stirato dal negozio di animali, facendomi vivere una vita di merda?

Mi verrebbe da dire ‘Giammai!’, ma prima voglio discuterne con voi, amici, e magari vedere la cosa da un punto di vista diverso, magari più tollerante, più morbido. Per poi ovviamente non cambiare idea.

Sì, è vero. Con i figli è il proprio comportamento personale a contare più di tutto, più dell’istruzione, delle regole, delle rigidità o della propensione ad accettare le eccezioni. Conta l’esempio, com’è giusto che sia. E Dunque forse dovrei in qualche modo controllare la mia miccia corta (non in quel senso, maiali), dare più importanza alla cortesia, all’amore incondizionato per il prossimo, anche se in errore, e mandare giù. Ringraziare e andare oltre, a gincana tra le fottute auto in sosta. Bene. Prendo nota e ci rifletto su, giuro. Già che ci siamo, avete altri suggerimenti francescani da farmi avere? Badate bene, non vi è sarcasmo nelle mie umili parole, solo tanta sete di conoscenza e una sfida, una volontà di superare anche me stesso. Se proprio devo.

Ma prima convincetemi che non debba farmi sentire in caso di evidente, fastidioso sopruso. Convincetemi che è sbagliato. Che poi le mie figlie crescerebbero con troppa aggressività addosso, prendendomi come modello. Amici, sono più serio che mai: aiutatemi a capire. Non è forse vero che rimanendo me stesso ai loro occhi faccio la cosa migliore? Non è importante che loro capiscano come non comportarsi (al volante e altrove)? Anche perchè, se è vero come è vero che i bambini non sanno ancora bene cos’è giusto e cosa sbagliato e tendono a prendere ciò che fa il proprio esempio individuale – il genitore – per giusto, allora cazzo abbiamo una marea di bambini che domani faranno gli strafottenti per strada, tali e quali ai loro genitori di oggi. Allarme! Ci vogliono nuove generazioni alla Truck Driver, allora. Più che mai. Come se piovesse.

O mi sbaglio?

Meglio calmi, pacati e sottomessi, dunque, o scassacazzo per la cosa giusta?

Mica da poco, come quesito…

Illuminatemi.

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One thought on “Padre sbagliato – Il traffico

  1. Non sono pedagogo [altrimenti avrei già reintrodotto le punizioni corporali a scuola… tanto a me che me ne frega che ho finito di studiare? — bastardsugar –] ma credo che i gggiovini imparino e si formino di più quando sono tra i loro simili, cioè gli altri gggiovini.

    Spiego: capita spesso di sentire baby-gang, teste di minchia isolate che fanno questo e quello ma provengono da famiglie “dabbene”. Quindi credo che i genitori possano al massimo fornire degli strumenti basilari con cui poi il pargolo forgerà il suo carattere. L’ambiente vince sulla famiglia, credo io… ma dato che sono ignorante in materia sono pronto a essere sconfessato [e la cosa manco mi fregherebbe sinceramente non essendo genitore].

    Tu comportati un pò come ti pare… se le tue azioni [come dovrebbe essere] hanno una motivazione spiegale alle tue figliole, i ragazzini sono come pietra porosa e spesso capiscono cose a cui non ci si aspetterebbe possano arrivare a quell’età.

    E ricorda.. elegante e popolare allo stesso tempo

    Mi piace

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