Padre sbagliato – Episodio pilota

1302-when-parents-text-sms-message-iphoneSono padre. Ho due figlie di otto e cinque anni. Sì, lo so, non mi passerà un cazzo tra una manciata d’anni, ma non c’entra adesso: mi fascerò la testa una volta che me la sfondano. No?

In qualità di genitore mi sento oggi talmente, insopportabilmente politically correct da provare un impulso irrefrenabile per fare qualcosa di cattivo e sbagliato. Così, giusto per il gusto di farlo. E così ho pensato a questo blog, a voi cari lettori di kaizenology d’ogni latitudine, e a una nuova cazzo di serie di post – no, non me l’ha ordinato il dottore, però lo faccio lo stesso. Non vi va bene? Apritevi il vostro blog allora, e scriveteci pure quello che vi va, lo fanno tutti. Che, non sperate anche voi di diventare ricchi e strafighi a colpi di banner, scrivendo banalità sulla notizia del giorno?

La serie si chiama ‘Padere sbagliato’ e qui sotto a voi l’episodio pilota, quello zero. Insomma l’inzio, l’inaugurazione. E – come potete immaginare considerando la mia ben poca sobrietà – l’inizio a me piace farlo coi botti.

Buon divertimento.

***

Piscina comunale. Giornata di gare di nuoto per i piccoli, dai cinque ai dieci anni. Piccoli marmocchi tenerissimi e straviziati che per una volta nei primi anni di vita devono schiodare un pò il culo per un obiettivo: arrivare alla fine della vasca, a dorso. Spalti gremiti di sudanti genitori e nonni, tutti che ostentano smart phone con videocamera e indifferenza, ma tutti pronti a difendere il proprio fazzoletto di tribuna coi denti, ed eventualmente a strapparne uno doppio per quella culona della zia, che finiti i bomboloni al bar arriverà di certo. Non è un appuntamento agonistico, dicono i bravi e giovanissimi maestri, è solo un modo per instillare un pò di sana competizione tra i bambini. Mi sta bene. Mi intrufolo nello spogliatoio femminile travestito da donna camionista pelosa con la voce rauca (mi avranno sgamato?), per preparare a dovere la mia pargola gareggiante.

“Ricordati che se non vinci te ne stai chiusa in casa una settimana… e hai visto che tempo, no?”

Il sole filtra brillante dalle finestre a vetro temperato, in alto nello stanzone spogliatoio pullulante. La bambina mi guarda con occhi sorridenti e annuisce. Sa quanto sono stronzo, ma anche divertente. Sento già addosso lo sguardo inorridito della milf con mèche dalla mano pesante e Camper da 200 euro ai piedi. Ci sarà da divertirsi.

“Non c’è bisogno che adesso ti ripeta tutto qui, davanti agli altri. Papà si arrabbia se non arrivi primissima, non prima.”

A mia figlia scappa da ridere, ma si trattiene. Forse non sono credibile come padre padrone… ma la milfona sembra abboccare alla grande. Lo capisco dalla sua postura sdegnata marcia, che sbircio di sbieco. O forse è solo perchè ha scoperto, dopo il mio ‘Papà’, che non sono quindi una camionista pelosa con la voce rauca?

“Potremmo anche accontentarci di una buona gara, io e la mamma, ma non lo facciamo. E sai perchè? Perchè noi vogliamo il meglio per te. Per questo ti ho iscritto alla scuola bilingue. Per questo c’hai i vestiti di marca… capisci?”

La mèchata mi rifila un ‘mi scusi’ che sfocia in uno spintone, per mettere via le Nike del figlio babbione. Posso capirla, in piena epoca di ambientalismo e presa di coscienza, di essere e non di avere, e tutte quelle stronzate, un camionista indegno che riempie la figlia di cazzate prima di una competizione dev’essere il nemico numero uno. Non fa una grinza, ma io voglio essere un nemico numero uno più di ogni altra cosa. Così, per divertimento. Sfortuna sua. Intanto mia figlia mi prende in giro con mini pizzicotti alla coscia- quelli che fanno un male cane.

“Ahia, e smettila! Se no stasera tiro ancora fuori i morsetti della batteria auto, okay? Che poi li tiro fuori lo stesso, se non arrivi davanti agli altri di almeni dieci metri.”

“E quanti sono dieci metri?”

“E che ne sono, panzana? Dei numeri non mi interessa. Io voglio che vinci le gare, lo sport, oppure i concorsi di bellezza, o di ballo.”

La milf vuole uccidermi. È quasi ora del colpo di grazia.

“Già a Canale 5 mi hai fatto arrabbiare, il mese scorso, che non hai fatto abbastanza la ruffiana con quella, la nipote della D’Urso, e alla fine che è successo? Hanno preso quel napoletano ciccione che faceva le bolle di sapone col brodo. Adesso per fare i milioni rimane solo il saggio di hip hop di fine anno, quello dove ci saranno i tipi di Miss Italia – e mi raccomando – oppure diventare come la Pellegrini.”

Mia figlia ovviamente non mi segue, manco capisce di che parlo, mentre la mia vicina è furibonda, parlotta di me con un’altra mamma, o è una nonna? Non vedo l’ora di scovarla sugli spalti, durante la gara, e salutarla cordialmente. Adoro creare tonnellate di imbarazzo. Prima però la stoccata finale.

“Scusi, milf EHM signora, glielo dica anche lei a mia figlia. Se non vinci, oggi, chi sei? Gliedo dica.”

Questi si avvicina bisbigliando “La smetta, lei è un bruto, un cafone. Ma come si fa a dire certe cose ai bambini?”

Faccio l’ebete, l’idiota, lo scemo del villaggio. Sguardo intontito. Fermo come un salame. “Ma come, signora…”

Mia figlia se la ride a crepapelle a bordo vasca. Che padre scemo, penserà di certo.

Ridi, ridi… penso io. Ridi pure ma VINCI, cazzo, altrimenti stasera facciamo i conti.

Intendo le tabelline.

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6 thoughts on “Padre sbagliato – Episodio pilota

  1. Hai dimenticato quando la milfona ha protestato di dire l’immortale cavallo di battaglia del genitore/impresario dal passato fallimentare che riversa sui figli tutte le sue ambizioni: “lei fa queste cose perchè le ha scelte lei e lo vede come un gioco”.

    Ma poi a queste gare danno dei premi veri o come fanno certuni danno un premio a tutti tanto per aver partecipato della serie “siete tutti speciali” che equivale a dire “nessuno di voi lo è”.

    Diceva il saggio: “Io non so cosa dire su questa cosa… non ho figli, se li avessi li avrei già ammazzati di botte” 😀 😀

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  2. beato te che sei sfigliato Pancho!
    certo che premiano! una bella patacca color oro con stringa tricolore.. abbiamo fatto tutti finta di niente in famiglia ma io di notte mi sono alzato tre volte per rimirarla al chiar di luna 😀

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  3. Pingback: Padre sbagliato – la musica | : kaizenology :

  4. Ti sei dimenticato di dirle: “Guarda che non puoi arrivare seconda. Il secondo arrivato è il primo dei perdenti, tu vuoi essere una perdente?” 😀

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  5. in caso di secondo posto viene privata di dialogo proprio, inutile innervosirla prima 😀 grande Andrea! (bella ‘il secondo arrivato è il primo dei perdenti’…)

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