The Ufficio files – messaggio ‘All Staff’

schiscetta_brBene, amici, eccoci a una nuova, entusiasmante puntata. Lascio sempre il riferimento ai soliti puzzoni che si collegano a questa serie solo adesso, perché si mettano in pari al più presto: the Ufficio files spaccano davvero! Leggeteli! Lo dice anche mio guggino, che una volta da piccolo è morto, tra l’altro.

Nella giungla del lavoro di ufficio, accanto o meglio in opposizione alle poche ma ferree cose belle della condizione (stipendio a fine mese, orari più o meno certi, responsabilità ridotta, capo ogni tanto fuori dai coglioni per qualche giorno, sciopero dei mezzi pubblici e conseguente uscita prima ecc.), ci sono anche parecchi svantaggi, molti dei quali – ahimè – autoinflitti dall’impiegato stesso attraverso comportamenti ridicoli. Esagerazioni plateali che rivelano la natura vitale e beffarda della nostra specie. Ma il troppo stroppia, come si dice, e questo fenomeno dell’esagerare in qualcosa, cari lettori, non è per niente una cazzata da poco che vi sta raccontando ‘sto stronzo di Truck Driver così, a caso. È un problema serio. Accade tutto intorno a noi, provate a farci caso.

I colleghi part-time che la menano in continuazione con presunto ‘stress da lavoro’, quando se ne escono belli belli alle 14:00, massimo 14:10 – bé, non crediate di fare breccia nel cuore indurito dei vostri colleghi da cinquanta ore alla settimana. Non fate breccia per un cazzo e, anzi, tutti vi odieranno ancor di più se non la smettete di lamentarvi. Oppure quelle che parlano solo dei figli, e i figli di qua, e i figli di là, e quanta tosse hanno avuto stanotte, e il compagno di classe bullo (‘mbe? E allora? Che è ‘sta discriminazione nei confronti dei bulli?), e la prima frase che il figlio ha scritto, e il primo film in cui ha avuto paura. O quelli che hanno troppe, davvero troppe foto appese alla parete di fianco al loro computer: loro in barca, loro alle Dolomiti, loro a Miami, loro a ‘sti cazzi nel culo. Sempre con quella faccia abbronzata da schiaffi, quell’abbigliamento disgustosamente perfetto. Oppure quelli che, va bene risparmiare, ma una cazzo di volta potresti venire con tutti noi a mangiarti una pizza invece di startene dentro a brucare foglie di schiscetta per restare in forma.

Ma la tipologia di esagerazione da ufficio che mi fa morire, riscontrabile spesso e volentieri in posti di lavoro di qualsiasi tipo e dimensioni, e che non accenna a perdere di popolarità – nonostante l’innegabile retrogusto di ridicolo che rilascia da sempre, è l’invio di un email a più gente possibile, come destinatario o per conoscenza, a molta gente, sinceramente a molta più di quella che dovrebbe essere, tipo addirittura a tutti, ‘All Staff’, in orari pesanti, tipo di sera tardi o un sabato o una domenica. Messaggio dal contenuto perlomeno discutibile, dal punto di vista dell’utilità. E in realtà inviato più che altro per un motivo non palese, subdolo, innegabile, leader indiscusso del troppo che stroppia agli occhi degli altri (e del conseguente effetto opposto che genera): far sapere a tutti ‘sti stronzi quanto stai lavorando, quanto fai tardi in ufficio, che orari disumani sei costretto a sopportare per loro. Che poi è così, in realtà: tu hai lavorato magari qualche ora in più, te la sei presa moolto comoda, chattando, mangiando, telefonando, e mandi quella mail subdola all’ultimo secondo utile prima di chiudere tutto e uscire, dopo averla lasciata pronta come ‘bozza’ per ore. Come dire: sapete quanto ho lavorato ancora, dopo?

Una sontuosa interpretazione, ma oramai puzza inesorabilmente di cadavere.

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3 thoughts on “The Ufficio files – messaggio ‘All Staff’

  1. Da noi le uniche mail “all staff” sono quelle dei capoccia che ci riprendono per qualche errore… e per non far sentire escluso, additato e colpevole quello che l’errore l’ha effettivamente fatto [SIA MAI!!!!] la mail è inviata a tutti.

    Altro cavallo di battaglia dei part-timers è quello dello stress legato proprio alla non continuità del loro operato. Spiego: dato che lavoro meno, sono meno aggiornato sul lavoro da fare, mi serve più tempo per imparare e la cosa mi stressa. oh… MVFC! 😀

    Sui ciarlieri non ho nulla da dire.. in ufficio da me non ce ne sono a parte uno che continua a parlare di moto, segue un certo truck driver e odia i suv. Ma non sono io! E’ mio guggino!

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  2. 😀 non ce la farò mai senza di te PANCHO! e MVFC è talmente figo… altro che WTF, LOL o LMFAO – sei un trend setter, ecco cosa sei

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  3. e allora gioirai quando sfodererò MB, ESC e DCMM… per non parlare del scurrile PD [che vuol dire padova, maliziosetto!]

    Oh comunque trend setter a me pare il nome di una razza di cani…

    Tra signore: “Il mio cane è un trend setter e il suo Alano?”, “Eh si signora, altrimenti da dove vuole che caghi?”

    BADABUMCHA!!!!

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