The Ufficio Files – un nuovo collega

2097Abbiamo già disquisito di fondamentali tematiche, all’interno della galassia ‘ufficio’: leggetevele qui se ve le siete perse. E comunque vedete di non perdervele più la prossima volta, o mi incazzo.

Oggi aggiungiamo un’ulteriore perla di saggezza. Forte del fatto che da noi in azienda di autotrasporti si sono di recente aggiunti due bei pezzi di camionista mitteleuropeo – Mika il polacco e Attila il magiaro – e che ho osservato divertito per giorni interi il comportamento dei suddetti e degli interlocutori, cioè noi colonne portanti del prodotto tipico pugliese esportato su gomma, mi sono detto: sta a vedere che questi momenti – il nuovo collega che prende posto, le strette di mano, i sorrisi, gli imbarazzi, le chiacchiere di corridoio – entrano pari pari nell’immaginario della vita d’ufficio. Perché con un nuovo collega ci sono sempre mille stimoli, c’è la possibilità di partire da zero con un rapporto- finalmente, c’è l’interesse diretto e talvolta bieco di andare d’accordo per finalità di (nemmeno troppo) prossima schiavizzazione, c’è la curiosità, forse addirittura un pizzico di rara, purissima empatia umana. Ma non vorrei esagerare con l’ottimismo.

Ma, soprattutto, c’è il rapporto tra l’aspetto, l’aura, l’idea che un nuovo collega trasmette e la conseguente attitudine nell’avere a che fare con lui o lei. E qui è come scoprire l’acqua calda: se la nuova collega è avvenente, particolarmente avvenente, insomma un maledetto sogno erotico piombato nella nostra vita a ciel sereno, per cambiarla, sconvolgerla, è chiaro che faremo tutto il tempo gli splendidi, risultando appiccicosi come una merdosa big babol. Ma spesso dura poco, pochissimo tempo, fino a quando uno dei due non comincia a stare sul cazzo all’altro. In ogni caso ci sono diverse scuole di pensiero sull’approcciare un nuovo collega che ben si presenta, non solo piacevole a vedersi ma che so, sveglio, pimpante, simpatico. Insomma. un buon colpo del datore di lavoro- per una volta.

Si può infatti esagerare all’italiana, tipo in due giorni diventare amiconi oppure piccioncini, stare a chiedere di tutto, ridere per qualsiasi cazzata l’altro dica, parlare a mitraglietta, trovare scuse ridicole per mandarsi email, proporre addirittura aperitivi o cene dopo lavoro (quando sono cinque anni che a malapena saluti prima di schizzare a casa allo scoccare delle 18:00). Legarsi dopo un paio di settimane come fratelli di latte, o come sudaticci amanti di Meetic, e godersi quella manciata di settimane di ottimo umore, libido alle stelle, allegria, produttività e fischiettii continui. Però attenzione, dalla quinta settimana in poi – è provato – comincia a sgretolarsi l’affresco. Si intravedono i lati negativi dell’altro, si fronteggiano i primi obblighi reciproci, magari salta già fuori la prima magagna, insomma le azioni del nuovo collega subiscono una flessione. Il problema è che in casi simili non è colpa del nuovo arrivato, o di te stesso, è semplicemente che il ‘pappa e ciccia’ non funziona proprio, specialmente sul lavoro. Imparatelo una buona volta per tutte! Basso profilo, cazzo, basso profilo!

Perchè infatti l’altra opzione è invece conservativa, modesta, da formichina che mette via le briciole di pane per l’inverno. Ecco, così bisogna fare nel mondo schizzato di oggi: essere fottute formichine che fanno un passo per volta, sobrie, contenute, cordiali ma rispettose. Non c’è nulla di peggio di un nuovo amico che diventa un fratello dopo un mese e dopo due comincia a rompere i coglioni. Perché bruciare le tappe? Perché non scoprirsi piano piano, lasciando sempre uno spazio, un punto interrogativo, una possibilità, perlomeno fino a quando, irrimediabilmente, ci si sopporta a malapena? Mi sembra di gran lunga più intelligente, tra l’altro.

Anche sul carico di lavoro, diamogli tempo a ‘sti nuovi colleghi, che diamine! Facciamoli abituare, rovesciamogli addosso lavoro con criterio, con tatto. Senza finzioni. Perché se facciamo i brillanti, che è tutto facile, ci vuole un attimo, ma non ti preoccupare bla bla bla questo poi crede di aver trovato il posto al Ministero, ma se facciamo gli sclerati, i fiscali, i serissimi, questo prima cercherà di svignarsela, e se la crisi e non glielo permetterà, allora si farà subito furbissimo, scivoloso, imprendibile. E il sogno di non fare più niente svanisce.

Allora ascoltate un esagerato: moderati e di basso profilo, cazzo!

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2 thoughts on “The Ufficio Files – un nuovo collega

  1. Com’è che conosci Meetic se sei felicemente accasato? 😀

    Nel mio ufficio c’è una giornaliera “sausage fest” quindi ogni aggiunta femminile anche se estremamente rompi coglioni è vista, almeno da me, come manna dal cielo… anche se devo dire che in questi casi bestemmie e rutti diminuiscono e ciò non è bene!

    Fortunatamente poi siamo pochi e tutti giovani, pochi rompicoglioni [1] quindi il nuovo arrivato si trova bene… almeno credo. Ci sono stati dei casi in cui i nuovi arrivati dopo un paio di battutine innocenti li abbiamo ritrovati chiusi in bagno a piangere ma tenderei a catalogare questi episodi come marginali… ghghgh

    Ma esiste il mobbig tra camionisti?

    Da parte mia quando ho iniziato a lavorare dove sto attualmente sono partito col basso profilo ma avevo un amico già assunto [ehhhh siamo in italia che ci vuoi fare?] e mi sono inserito in 5 minuti… per altro entro in ufficio e 2 colleghi: “Hai la moto vero?” Io: “Si, una harley”, loro: “Figata, allora vieni anche tu quando usciamo tutti in moto”… affanculo il basso profilo eheh

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  2. sempre conoscere il nemico, Pancho! (meetic) 🙂
    troppo comodo inserirsi in società con una harley… giochi facile, fratello- presentati vestito da Epifanio e una bibbia in mano!
    certo che esiste il mobbing, l’altro giorno al telepass il Daf davanti a me ha sgasato fumo grigio apporta e ho centrato lo spartitraffico tra casello e l’altro.. scamorze dappertutto, e lo stronzo adesso è chief truck driver! (perchè mi ha aiutato a raccoglierle)

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