No guru

Invecchiando mi si ingrossa a vista d’occhio il bubbone del fastidio per i cosiddetti ‘guru’, cioè coloro che sono – o dovrebbero essere – talmente bravi, geniali, creativi, politicamente corretti, equilibrati, trasparenti da essere eletti dagli abitanti di questo globo come appunto dei maestri di vita. Dei leader. Degli esempi viventi. Dei cazzo di guru, insomma.

Intanto guru significa letteralmente santone, e già questa annotazione di carattere confessionale mi irrita le ghiandole salivari, gonfiandole a dismisura. Ma in realtà ciò che più non sopporto, dall’alto della mia veneranda età e dal basso della sporcizia – metaforica e non – con la quale ho avuto a che fare nei miei primi quarantuno anni, è la mancanza totale in questi figuri di lati oscuri, difetti, negatività qualsiasi. Che poi sono tutte cazzate, ovvio. Partendo dal dato statistico inconfutabile che ciascuno di noi ha il suo sacrosanto lato oscuro – sì, anche tu ciellino capitato per caso su ‘ste pagine, ECCOME SE CE L’HAI – e che ciascuno di noi ogni tanto nella vita è un emerito coglione e nulla più, e che tali statistiche non fanno altro che renderci più simpatici agli occhi degli altri, è evidente che anche i maestri di vita fanno cose riprovevoli. Tipo scapperarsi, scoreggiare o spingere a più non posso per defecare.

Ecco, immaginateli in questi due o tre atti, adesso. Fa bene. Così come fa bene immaginare nelle stesse luride operazioni quotidiane amori troppo idealizzati, divi del cinema, uomini e donne tutti d’un pezzo eccetera. Fanno schifo, vero? Ribrezzo. Proprio come voi, come noi tutti. I guru sono semplici persone che fanno un sacco di soldi, amici! Dunque siate grati alla loro professionalità – in caso esista davvero, e per quanto resiste – e bona lì. Non fatevi fregare. Non mettete la mano sul fuoco per loro. Non lodate, non decantate. Mica se lo meritano, magari manco lo vogliono per davvero: per i più intelligenti di sicuro è così.  Diffidate dei maestri di vita. Non è che abbiamo abbandonato i miti religiosi, politici e ideologici delle decadi addietro per buttarci adesso tra le braccia di guru commerciali, per favore! Superiamo invece miti ed eroi tout court (ma come parlo oggi? :D).

Ecco sotto il solito, merdoso bullet point con una manciata scarsa di guru da sfottere un pò. Commentate il post mettendoci i vostri, elenchiamoli per benino. Va bene anche il giovanotto bravissimo a calcetto che sorride sempre, fa volontariato e ed è persino vegetariano che vi fa rosicare il fegato, in quartiere. Se è intelligente, capirà di certo che prenderlo per il culo è la sua unica speranza.

Altrimenti, che si fotta. No?

  • Steve Jobs. Per forza. Mi spiace anche un pò, forse, ma lui è il numero uno. Innegabile. Dunque una bella pernacchia da numeri uno, per cortesia, kaizenologisti. Tutti insieme: PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
  • Vinicio Capossela. E che cazzo, ma farà qualcosa male, qualche volta, ‘sto barbuto fattone? Non ne posso più di sentire che è bravissimo, poeta, sognatore, visionario, ‘il Roberto Saviano della musica italiana’ (pazzi di Boris, voi capite, voi sapete). Ho appena letto che fa anche dj set adesso, affollatissimi e apprezzatissimi. E te pareva… Pernacchione anche per te, fratello: PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
  • Carlo Petrini. Me ne parlava giusto un amico: ma che qualifiche ha ‘sto signore per raccontarla a tutti su tutto, come fa abitualmente? Mica troppe, stando al curriculum. Boh. Non è che mò, visto che abbiamo capito come dei coglioni che dopo aver comprato di tutto e di più, in realtà non ci serve quasi niente e anche meno, chi elogia la lentezza è da osannare a priori. Parlatene col mio capo, di lentezza. Apprezzatela in fila in posta. Chiedetela per la vostra maledetta connessione internet di casa… E allora? Allora cibi sani e buoni sì, eccome! Guru gastronomici anche no – grazie
  • un altro classico, José Mourinho. Sarà. Questo s’è scampato gli assolati pascoli del Portogallo imparando un pò di inglese e un pò di life coaching, è stato bravo, ha fatto strada, adesso c’ha in squadra cento giocatori che valgono milioni su milioni e che ovviamente prima o poi vincono qualcosa, e mi viene venduto come guru? Come maestro di successo e motivazione? Sono convinto che si farebbe una grassa risata anche lui, a riguardo. Per cui, amici, fans in primis, appassionati, donne innamorate di lui, non siate coglioni solo voi. Per favò. Seguitemi invece in questo gesto liberatorio:
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9 thoughts on “No guru

  1. Pingback: No guru- Rivistaeuropea

  2. Beh più che santone guru significa maestro o guida… comunque per quanto riguarda la declinazione che hai adottato tu sono d’accordo… quindi parte laaaaaa classifica…

    Valentino Rossi, il migliore della storia, il secondo nel polso, la pressione psicologica sugli avversari, ci tira il culo arrivare dietro tutte le domeniche, la ducati la sistemiamo in 5 minuti………. 2 podi in 2 anni entrambi conquistati per disgrazie altrui… PRRRRRRRRRRRR [con simpatia s’intende]

    Madre Teresa di Calcutta… famola pure santa, battezzava gli induisti e musulmani moribondi a tradimento, sosteneva che la povertà e il dolore facessero bene al mondo [a dir la verità è proprio il cristianesimo che lo insegna] però lei non si faceva mica curare in India eh-eh… un mega PRRRRRRRRRRR [e senza simpatia alcuna]

    Non me ne vengono in mente altri così su due piedi… ma pure da seduto 😀

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  3. 😀 pancho sei uno sciocchino! Concordo in pieno su Rossi- e di Madre Teresa mica sapevo… hai capito la furbetta

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  4. Negli ultimi anni ho notato un’evoluzione del fenomeno “guru”: se prima l’appellativo veniva affibbiato da qualche presunto esperto, adesso le persone se lo autoaffibbiano. L’effetto ricercato è quello di darsi delle arie, l’effetto ottenuto è lo stesso che si ottiene andando ad una festa dopo essersi deodorati le ascelle con due stronzi.

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  5. Pingback: Ode al dj | : kaizenology :

  6. Pingback: Com’è che ti chiami? | : kaizenology :

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