Per dirla tutta

Eccomi di nuovo tra voi. Truck Driver tra i suoi fedeli. Contenti? Vi sono mancato? E chi se ne frega (in entrambi i casi).

Sento sempre gente parlare male. Male del vicino, male dello straniero. Male di quello che succede in ogni parte del mondo. Tutti parlano male del Medio Oriente, e la Siria di qui, e l’Iran di là, e l’Egitto che potrebbe islamizzarsi troppo dopo la rivolta, e la Libia che è in preda a svariate tribù di fanatici. Sento parlare solo male della Cina e dell’India, che sì, sono enormi potenze economiche ma non rispettano i diritti umani, l’ambiente, i lavoratori, i poveri ecc. ecc. C’è gente che parla male anche del Sudamerica, ovviamente: troppo violento, troppo instabile, troppo ‘Repubblica delle Banane’. L’Africa al solito non conta un cazzo, se non per quel minimo di groppone in gola a Natale nel vedere i bambini denutriti o i danni da estrazione selvaggia del petrolio o le montagne di rifiuti tecnologici che scarichiamo puntualmente da quelle parti. Afghanistan, Pakistan, Kazakhstan e compagnia bella poi manco si possono definire paesi civili, e via dicendo per il resto del globo.

Insomma di buono parrebbe rimanga solo l’occidente, e in particolare:

  • gli anglosassoni con la loro carne flaccida, la carnagione trasparente, gli studi in rinomate università e il grandissimo merito di aver inventato e alimentato per decenni la finanza selvaggia, ovvero il cancro dei nostri tempi. E poi pretendono di insegnare agli altri come si fanno le cose, ed esportare democrazia. Ma che si impicchino tutti nella sala riunioni di un maledetto Hedge Fund, mentre io scommetto con un Future che moriranno entro tre minuti. E se succede, ci guadagno, dunque guai a chi prova a salvarli, ‘sti porcelli con gli occhi azzurri e le taglie XXXXL (perchè così funziona un hedge fund, no? Guadagnano sulle disgrazie degli altri)
  • i latini con il loro temperamento insopportabile, maturi quanto ragazzini brufolosi alla partita di calcio del quartiere, svogliati e incivili. E attaccabrighe. Sarà anche vero che in questi paesi ci godiamo di più la vita (? Ma chi ha detto ‘sta cazzata?), ma lungimiranza e programmazione collettiva – note attività benefiche – non sono nemmeno prese in considerazione e il risultato si vede, è sotto gli occhi di tutti: crolla tutto. Sopravvive il più forte, il più furbo, il più disonesto. Bello come scenario, proprio il caso di proporlo anche ai trogloditi del terzo mondo, concordo
  • scandinavi, teutonici, nordeuropei e bionda compagnia cantante. Gente altissima, bellissima (nei primi 20/25 anni di vita, poi lasciamo perdere), istruitissima, modernissima. Tollerante, capace, moderata e onesta. Certo, ogni tanto scappa fuori qualche lieve forma deviata di associazione, tipo come si chiamava… ah, nazismo, ma che vuoi che sia. Non è che lo stile di vita a queste latitudini sia il massimo, con la funzionalità e la praticità che si mangiano tutto, poesia e gusto del dettaglio in primis, però è anche vero che da loro si cerca di far stare bene tutti i pulcini della chioccia, non solo i potenti e i prepotenti. Poi, ovvio, dei pulcini delle altre chiocce chi se ne fotte
  • gli amici dell’Europa dell’Est, così scolarizzati e avidi di progresso, di modernità, di successo. Anzi, avidi e basta. Loro che stanno riusciendo nella memorabile impresa di prendere il peggio da tutti: dagli ex regimi locali, dall’occidente pigro e smarrito (e ipocrita), dall’oriente dei diritti calpestati, dall’Africa della follia dei dittatori. Ho la sensazione che certa gente da quelle parti venderebbe pure la nonna per mostrare benessere, e sebbene i vecchi talvolta mi stiano parecchio sul cazzo non credo che una settantenne di Minsk meriti di starsene su una bancarella tutto il giorno in attesa di un compratore. Chiamatemi romantico

Dunque, fatemi capire: questa gente sarebbe il vanto del genere umano? Esempi e modelli organizzativi da applicare nel resto del mondo? Certo che abbiamo un bel coraggio… Io avrei una proposta: e se ognuno, ogni paese, ogni area geografica, ogni etnia, religione, gruppo di invasati pensasse ai cazzi propri ed eventualmente a come cooperare con gli altri invece che sentirsi superiori? Non sarebbe forse molto meglio?

E si può fare con facilità: ogni volta che qualche esaltato si mette a elencare le presunte eccellenze della propria parrocchia basta avere un controaltare che fa una bella lista della merda che c’è intorno. Che ne so, assistenza sanitaria non garantita, alcolismo, convivialità inesistente, criminalità da colletto bianco, obesità, nazionalismi vari ecc.

Voglio vedere poi chi c’ha la faccia tosta di presentarsi ancora al mondo come il migliore. Lasciamo gare e medaglie allo sport, per favore, e concentriamoci sul vivere sereni ed equilibrati. Mica poco. Altro che Phelps o Bold.

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3 thoughts on “Per dirla tutta

  1. “La Regione Lombardia è un’eccellenza”… ma se non producete nemmeno un quarto delle bestemmie che facciamo qui in Veneto! 😀

    Bentornato Truck!

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