Arredo classico

Ci credo io che poi Ikea faccia faville nel mondo intero, Italia compresa. Possiamo fermarci ore e ore a discutere su chi ci sta dietro, sulla produzione decentrata in paesi low labour cost secondo i dettami del capitalismo più immorale, sul marketing furbetto, sui turni domenicali del personale, e il presunto passato nazista del fondatore, e il Made in Bangladesh, e questo e quello, ma guardiamoci negli occhi, amici, e chiediamoci con sincerità:

avete presente come siamo messi? Da dove arriviamo, noi italici, in termini di arredo domestico medio (cioè mediamente diffuso, non parlo certo dei ricconi con sala biliardo e servitù)? Ricordate ancora le case delle vostre nonne? Quelle dei genitori? Sì, esatto, proprio le mura dentro le quali vivete ancora oggi a trent’anni (se non quaranta), bamboccioni che non siete altro… Vergogna! E basta con le solite, ridicole scuse quali: eh ma oggigiorno chi se lo può permettere? Con la crisi che c’è… Cioè, fammi capire: vivi con i tuoi a quarant’anni perchè c’è crisi e poi te ne vai in giro vestito di marca, con macchina da (almeno) 30.000 euro, occhiali da sole, capelli splendidi e via dicendo?

Ma vai a cagare.

Comunque, ovvio che Ikea sbanca. Proviamo a fare insieme una lista dei capisaldi del famoso gusto italiano tradizionale nell’arredamento. Roba che in linea teorica ci dovrebbe invidiare il mondo intero, noi patria dello stile, della moda, del design. Del buon gusto. Datemi una mano a stilarla, amici, suggerite pure gli elementi mancanti, spostate, modificate, integrate. Ci sarà da divertirsi, vedrete. Ecco poi perchè ‘sti svedesi dei pezzi di legno di scarto che ti devi pure montare hanno spaccato il culo ai passeri arredatori del Bel Paese. E senza possibilità di replica. Nazi o non nazi che sia davvero il tizio.

  • Centrino, in tutte le sue varianti. Cioè centrino di pizzo da tavolo in sala da pranzo, centrino da tavolino, centrino da muretto, da mensola, centrino da sopra la tele. Quest’ultimo segmento di mercato è stato inesorabilmente polverizzato dalla diffuzione degli schermi piatti, in effetti… maledetta modernità, ha sicuramente pensato zia Concetta a riguardo. Quella che ci rimpinzava di peperonata a sette anni, ricordate? Comunque, è allo studio presso gli specialisti di arredo italico una sorta di centrino verticale da tv, che copre lo schermo e, con sottofondo di immagini giovani, tipo videoclip dai colori sgargianti di MTV, dona un simpatico effetto caleidoscopico, ma fisso. Da provare, cazzo.
  • Vetrinetta da salotto piena di… come faccio a non essere troppo volgare… stronzate immani 🙂 tipo souvenir di Alberobello o di Porto Garibaldi, cinesate da ristorante a menu a prezzo fisso 3,50 euro (4 portate), medaglie e trofei di caccia o di altri sport donate ai soli partecipanti, mica ai vincitori. O addirittura per semplici partecipazioni a castagnate in Val Fizzetta con l’oratorio (ma, niente messa niente castagnata, avvertivano minacciosi i Don la settimana prima)
  • Divani e poltrone ancora incellofanati, o coperti da lenzuolo bianco, chissà per quale diavolo di motivo. Stanze intere, arredate e tutto, chiuse a chiave e inutilizzate per tutto l’anno. Bisognerebbe chiedere perchè da qualche parte in provincia, lì hanno case enormi che possono permettersi di non usare per una metà buona, evidentemente. Addirittura ho sentito da voci di corridoio che taluni tengono divani e stanze intere intatte per poi utilizzarle nel ricevere i parenti quando muore qualcuno in famiglia. Cioè, inaugurano spazi e arredi per fare bella figura quando qualcuno schiatta. Io non so, ditemi voi, ditemi.
  • Piatti dipinti a mano da chissà quale artista locale in preda a chissà quale morso della tarantola creativa (a occhio e croce, nella maggior parte dei casi direi una tarantola davvero scarsa), esposti in verticale su appositi sostegni in ceramica.  Di norma ci sono il filone montanaro/tedesco, le Dolomiti, il frate birraio e via dicendo, quello dozzinale marittimo e quello di ispirazione religiosa. Io scelgo senza dubbio il dozzinale marittimo, è come immaginare quei piatti coperti di delizioso fritto misto romagnolo: lo snobbi, lo deridi, lo prendi in giro, ma poi non lasci un singolo maledetto calamaro sul piatto. Anzi, ammetto anche di avere un piatto esposto in verticale nel disimpegno del mio ampio trilocale. Recita: ‘Benvenuti a  Casalborsetti’.

Ora torno a schiacchiarmi un pisolino sui letti in esposizione di quel nazi di Kamprad.

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6 thoughts on “Arredo classico

  1. ottimo zio! la macchinetta fotografica mini con le foto della Valcamonica ( annesso il pugnale con manico ligneo con Cervo in rilievo ) e la TIGRE di ceramica all’ingresso delle case? ci sono anche degli ottimi pupazzetti con interno in polistirolo posti sul centrino al centro del letto matrimoniale degli ospiti ….il tutto contornato dall’odore di melanzane fritte che gira nell’aria……..

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  2. Truck è il tipo che va in giro a fotografare gli altri mentre dormono… 😀

    Vorrei aggiungere al tipico arredamento italico: soprammobili a profusione manco desse fastidio una superficie piatta libera più ampia di 20cm quadrati. Numero 1000 di quadri di dubbio gusto sparsi per tutta casa manco fosse una galleria con le immancabili: madonna con rametto d’ulivo che viene rinnovato ogni anno alle Palme, ventaglio da collezione inquadrettato magari in posizione tattica sopra al lettone matrimoniale. Assenza totale di librerie tranne qualche ripiano che contiene enciclopedie talmente vecchie da essere non aggiornate per un uomo del Cinquecento.

    E sopra a tutto: tutti i mobili in “arte povera” che NON HANNO ALCUNA FUNZIONALITA’, con ante o cassetti mezzi incastrati!! Porca zozza li brucerei a vista…

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  3. 😀 sì, è vero! decine di Teomondo Scrofalo appese ovunque! e.. come fai a sapere delle foto a quelli che dormono?…. maledetto…

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  4. Quando mi hai prestato il camion l’altra volta mi sono accorto che all’interno della cabina invece di avere foto di zinnone prorompenti e ammicanti avevi le foto di anonimi che dormivano… ma sai l’emozione di poter devastare in un urto frontale qualche brutto suv mi ha presto distolto l’attenzione da questa tua “particolare” abitudine ecco… 😀

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