Terroni e alluvioni

Caro Guglielmo, questa rubrica che io e te curiamo, nell’anno e mezzo in cui l’abbiamo scritta, si è distinta sempre per una sana attitudine al cazzeggio caustico. Prendiamo un fatto, ci facciamo del feroce sarcasmo sopra e lasciamo che chi legge rida per una decina di secondi, se ci riusciamo. Poi succede che, come due anni fa (ma anche come un anno fa, e come tre anni fa, e come un mese e mezzo fa), la natura s’incazza ed esige un tributo in vite umane. E ci si stupisce e ci si addolora. Va bene il

dolore, che non lo si nega mai, ma lo stupore? La sorpresa, semmai, non dovrebbe essere dettata dal fatto che fiumi ridotti a discariche e bloccati da ogni schifo che l’uomo vi getta dentro, ad un certo punto non riescano più a contenere le acque, o che montagne abbandonate a sé stesse senza alcun controllo prima o poi si sbriciolino. No, lo stupore sarebbe meglio riservarlo ad altro. Io, per esempio, che conosco la criminale devastazione che si è fatta negli anni del territorio nel quale vivo, e ne scrivo almeno una volta a settimana da tempo, sono stupito dal fatto che, in due anni, siano morte solo quaranta persone e non diverse centinaia. E, nelle notti in cui resto sveglio e tendo l’orecchio per cercare di capire dove l’indomani dovrò andare a ficcare i piedi nel fango per raccontare la stessa triste, drammatica, paraculissima storia, mi domando con terrore cosa accadrebbe se un temporale come quello di Saponara, Barcellona, Scaletta, Giampilieri o Letojanni, dovesse arrivare su Messina città.

Alessio Caspanello

Caro Alessio, a cosa accadrebbe a Messina se colpita dalla devastazione toccata a Saponara non voglio nemmeno pensarci. Non voglio pensarci, nessuno ci vuole pensare… Meglio che non ci pensiamo, va’… Ma che vai a pensare… Non te ne incaricare… Non ittari malanova… Questo è l’atteggiamento di molti, troppi davanti alla tragedia: compiangere gli sfortunati, fare due buone azioni e poi toccare palle per scacciare la mala sorte. Tanto di più non si può fare… E se invece pensassimo da cittadini? Se ci ricordassimo di Saponara e di Giampilieri quando andiamo a votare, quando chi vuole il nostro voto ci viene a cercare, quando chi ha avuto il nostro voto si dilegua dai suoi oneri istituzionali? Se li andassimo a cercare noi tutti ‘sti assessori, sindaci e presidenti, fino a casa, per chiedergli conto non solo di quel che dovevano ma di quel che devono fare, ora, per evitare guai peggiori. Dove verrà costruito il prossimo condominio panoramico? Dove prenderanno la terra necessaria? Dove scaricheranno i detriti? Chiediamolo fino a che non ci daranno risposte serie. Magari se facciamo attenzione a queste cose, come a quelle più piccole (come la pulizia dei tombini e delle strade), la prossima volta riusciremo a evitare la strage e anche l’accorato pezzo di colore del giornalista meridionale stronzo trapiantato al nord che ci dice che da noi si alluvionano i cessi abusivi mentre al nord i centri storici.

Guglielmo Pispisa

Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

qui gli articoli precedenti


Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...