Un padre

  • si ritrova a parlare di corretta alimentazione, vitamine, proteine e carboidrati più di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Da fan dei Sepultura scivola giù nella ben poco invidiabile posizione di fan dei legumi (che sono ottime proteine non animali, sono gustosi, costano poco, perfetti in combinazione con la pasta e bla bla bla). Da fondi di qualsiasi orrendo alcolico durante feste illegali, tra droga e sesso promiscuo, si ritrova a schiumare avidamente aspri succhi biologici di frutti rossi, molto ricchi di antiossidanti cazzo
  • non va più agli aperitivi dopo il lavoro – appuntamento imperdibile fino a qualche anno prima – per essere a casa presto a spupazzarsi la prole e farsi vedere moderno dalla propria compagna. Salvo poi pentirsene quando, totalmente sclerato, si fuma una sigaretta in balcone alle 22:30 con i piatti ancora da finire e i figli che non si addormentano manco per il cazzo; quindi dice sì all’invito successivo, assetato di vendetta. Salvo pentirsene quando si ritrova in mezzo a una ressa insostenibile, giovinastri urlanti e bibite troppo alcoliche (fino a qualche anno prima la protesta era per l’opposto), mentre il pensiero è lì, fisso, ai marmocchi che staranno saltando per tutta la casa chiedendosi dov’è papa, dov’è papà? Salvo pentirsi di essersene pentito, quando i figli lo faranno incazzare in tempo zero e il richiamo dell’aperitivo del giorno dopo parrà più che mai irresistibile. Salvo… (la spirale non finisce mai)
  • piange come un coglione durante un qualsiasi film dal vago taglio sentimentale, ad ogni tenera visione per strada, persino leggendo un onesto romanzo che si sofferma rapido sulla problematica relazione tra un padre e un figlia. Obiettivamente, è disgustoso. E in proporzione, durante un’eventuale (ennesima) visione di ‘Mystic river’, tale padre può rischiare la morte per disidratazione via ghiandole lacrimarie. Che se non sbaglio sarebbe un record.
  • si mette a fare lo scemo alle sette di mattina per infondere buon umore ai figli appena svegli e semplicemente odiosi. Imitazioni sbilenche, Facce buffe,  giochetti tipo ‘dov’è andata  a finire la mia banana?’ dopo averla mangiata, e via dicendo. Povero illuso. Non servirà a niente, se non a farli ridere con supponenza per qualche minuto appena; alla prima scusa cominceranno di nuovo a frignare e si dovrà tornare alle maniere forti. Un tizio che apprezzo dice sempre: coi figli meglio sclerare prima che dopo; perlomeno non fai tardi. Ecco.

Arduo mestiere, il padre, cari amici internauti. Se hai figli maschi, dovrai buttare nel cesso il tuo tempo stando dietro a questa schiappa che non sa giocare a calcio per niente e non ha i coglioni per il rugby (i nonni poi li senti tu…). Se hai figlie femmine stai da dio per la prima decina d’anni dopo la nascita, poi verso l’adolescenza SONO CAZZI TUOI. E non c’è bisogno di spiegare.

Se hai sia maschio che femmina, combina le due cose sopra.

Se non hai figli, non sei un padre. Cazzo vuoi?

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14 thoughts on “Un padre

  1. Ma questo post è collegato in qualche modo alla nascita del 7miliardesimo bambino? Volevi combattere l’aumento della popolazione del pianeta? Ok, ok, ho capito: meno figli, più aperitivi!

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  2. 😀 maledetto dietrologista.. è un gioco bellissimo, si vede che non l’hai mai fatto- provalo domattina e vedrai la tua reginetta esplodere di gioia: prima mangi la banana, poi tieni la buccia chiusa e dici: mm quasi quasi mi mangerei un’altra banana.. la sbucci come un deficiente, addenti l’aria come uno stolto e poi con un’espressione alla Franco Franchi dici: ma non c’è niente…

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  3. verissimo, ma sull’aperitivo o non ci va proprio (scuola tradizionale), oppure ci va, si ‘mbriaca e flirta con mezzo mondo e poi quando torna a casa puzzolente di alcol fa la preziosa… 😀

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  4. 😀 in verità Andrea è un puro problema di coperta troppo corta, direi: non fare figli, o farli ma esserne poi distanti non mi piace, non è da me, ma annullarsi del tutto per i figli non lo è nemmeno… per cui non c’è soluzione: chiappe strette in questi anni, fuori dai coglioni presto à la Padoa Schioppa (ho sempre apprezzato quello che ha detto e che gli ha scatenato contro un’orda di ipocriti) e finalmente di nuovo tempo per gli aperitivi (che nel frattempo saranno diventati bianchini spruzzati al circolino)

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  5. amici padri, vi voglio bene- dieci anni però volano, fratello.. goditeli (e intanto pensa alle ipotetiche pratiche sessuali in voga a metà degli anni ’20 – del duemila)

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  6. 😀 😀 😀 ma perchè sei così!?!? e io che ti ho preso come segretario nel mio progetto di conquista del mondo letterario.. potassio, cazzo, potassio- capito ora il mio segreto di bellezza?

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  7. Eppure basterebbe sottoporre i bambini a ipnosi, ci si accordo per un segnale convenuto tra madre e padre e… per esempio, quando papà o mamma battono le mani i bimbi cadono in trance. Silenzio. Pace. Tranquillità e possibilità effettiva di andare a fare l’aperitivo in santa pace (basta riporli in un armadio ventilato…). Un sistema comodo anche per l’adolescenza: durante la trance gli adolescenti rispondono a qualsiasi domanda. QUALSIASI domanda. Però se preferite continuare a giocare con la banana… 😉

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