Pan per focaccia

Qualcuno ogni tanto mi chiede: ma perchè sei talvolta così rude, Truck Driver?

E io rispondo sempre: cazzo dici, stronzo! 😀

No, scherzi a parte, questo post lo voglio dedicare alla sacrosanta – e vivamente consigliata – elasticità del proprio grado di cortesia nelle interazioni con soggetti differenti, a seconda della cordialità che essi stessi, volta per volta, propongono. E non solo a parole, ma anche a postura, attitudine, sguardi, gesti. Mi spiego.

Il mio grande cuore di babbo camionista dell’hinterland milanese, circondato e dolcemente straziato in famiglia da una moltitudine di donne, propende in generale per la somministrazione indistinta e non calcolata di cortesia e ammore a destra e a manca, con sconosciuti, interlocutori occasionali di strada, di lavoro, di servizi resi e offerti,  e ovviamente con parenti, amici e affini. Ehm, no, non sto parlando di ammucchiate di sesso estremo con chicchessia, amico con evidenti pruriti incontrollati… ti piacerebbe, vero? Bè, vai su xhamster e sfogati con le succose categorie a disposizione. Sto parlando invece della gentilezza e dell’empatia che questo vecchio porco camionista sente sempre più spesso di voler esprimere al vicino di casa, alla signora ferma al semaforo, all’operatore che distribuisce giornali gratuiti, al povero sfigato, alla commessa sfruttata del negozio di canottiere bucherellate (da uomo). Alla gente comune che, con un sorriso umile e spontanea cortesia interagisce con me ogni giorno. Non posso nascondere di emozionarmi talvolta, addirittura, in casi simili.

…in confronto a me San Francesco era un arrogante ciellino, vero? Ammettetelo!

Ma.

Tutto dipende appunto dalla cortesia dimostratami. Dalla normalità dell’approccio, dalla sua sostanziale serenità. E in questo mi distanzio subito dagli antichi dettami cattolici. Col cazzo che porgo l’altra guancia, fratello! Datemi uno scortese, un maleducato, una zitella riempita di botox alla guida di un fottuto mostro audi o bmw, un manager di ‘sti coglioni, un vecchio arraffone che vuole fare il furbo, un impiegato fannullone che fa la ‘saponetta’ a una richiesta precisa ecc.. e vedrete cotanto pezzo di manzo ambulante (io) mostrare il suo lato peggiore. Senza paura, e in modo diretto.  Con una finalità quasi propedeutica, mi verrebbe da dire. Punirne uno per educarne cento… un pò ci credo, sapete?

Certamente non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno, specialmente se arrogante, strafottente, maleducato e ostentante benessere. Così, senza un perchè preciso. O meglio, il perchè è che a pesci in faccia io rispondo con IL MERCATO ITTICO INTERO in faccia, e l’aggravante è che se hai i soldi, se sei ‘arrivato’, di successo, bravo e bello e fai l’arrogante sei doppiamente stronzo perchè dovresti essere invece riconoscente del fatto che, nonostante le mafiosate e le evasioni fiscali che hai fatto, ladro maledetto, questa società non ti ha ancora linciato come invece avrebbe dovuto. Come avrei fatto io. 🙂 E posso anche farlo adesso, se insisti ancora con quel tono di voce del cazzo, quell’atteggiamento da sbruffone al di sopra le regole, quell’attitudine magnetizzante una bella serie di calci nel culo.

Ecco. Mi sono spiegato, vero? No, perchè alcuni mi dicono: capisco Truck, ma dovresti essere cortese con tutti in ogni caso, così il maleducato si isola da solo e tu non ti ‘sporchi le mani’. Belle parole, ma in questo mondo, oggi, uno sbruffone arrogante non ci pensa minimamente a soffermarsi sul proprio comportamento, a fare un’analisi di coscienza. Eh no. Non c’è mica tempo: il lavoro, il centro estetico, i figli da andare a prendere a calcio e a danza hip hop, il weekend in montagna, il bollo auto, gli operai puzzolenti che sporcano il parquet di casa… meglio essere arroganti.

E allora, cosa dovrei fare io, genuino camionista dalla pellaccia spessa ma dal cuore d’oro? Far finta di niente e continuare a seminare cortesia in modo indistinto?

COL CAZZO! E scusate il francese.

Io sono buonissssimo coi buoni, e un cane bastardo rabbioso con maleducati, sbruffoni e arroganti. È la mia visione del mondo, amici, e più invecchio più sono convinto che sia giusto. Mandare giù non serve a niente, bisogna utilizzare i calci nel culo, veri e metaforici. Solo così certe teste si piegheranno, forse, piano piano, al senso giusto delle cose.

E se non si piegheranno, bè… perlomeno ho reso pan per focaccia. E ho scaldato per bene qualche chiappa flaccida che se lo meritava proprio.

O sbaglio?

ROCK’N’ROLL

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8 thoughts on “Pan per focaccia

  1. Cazzo bello xhamster non lo conoscevo! [ci credi? :D]

    Fortunamente ho sempre avuto poche interazioni con gli stronzoni del genere… però sono d’accordi SFANCULI e CALCI! Diritto divino di autoregolamentazione sociale 😀

    E’ pure un bel nome per un bel gruppo di punkabbestia!

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