Referendum e punteruoli

Caro Guglielmo, dopo il successone dei referendum nazionali, mi piacerebbe che l’iniziativa si potesse estendere anche a Messina, città che sbattendosene le palle di andare a votare e non raggiungendo il quorum ha dimostrato di essere abitata da una impressionante mole di palle mosce, ma vabbè. So che i referendum consentiti in Italia sono solo quelli abrogativi, ma lasciami sognare per un momento e consentimi di immaginarmi al chiuso dell’urna, con la matita in pugno, fremente, davanti una scheda che mi recita “volete voi che la Polizia municipale sia dotata di un chiodo col quale vergare le multe direttamente sul cofano dell’auto il cui proprietario ha posteggiato sul marciapiede col muso fino al muro, impedendo il passaggio dei pedoni che invece ne avrebbero pieno diritto, di passare, visto che il marciapiedi ci sarà anche un motivo per cui si chiama così? Volete voi che nel codice penale siano introdotte pene corporali per i siffatti reati: Clausura in cella d’isolamento (metri due per due) a pane e acqua a giorni alterni per chi posteggia in doppia fila. Stessa pena, a vita, per chi posteggia in terza. Interdizione dai pubblici uffici e decadenza dei diritti civili per chi getta il pacchetto di sigarette accartocciato a venti centimetri dal cestino portarifiuti. Dai quattro ai sette anni di lavori forzati per chi va in giro con lo stereo a centoventi decibel, con aggravanti generiche se si tratta di esseri umani giunti oltre il trentesimo anno d’eta. Trenta calci nelle palle con Doc Martens da skinhead per chi, col cassonetto vuoto, lancia il sacchetto dell’immondizia in corsa fuori dallo stesso cassonetto (cinquanta calci, se il sacchetto si apre spargendo munnizza per la strada). Lo volete voi?”. Dimmi Guglielmo, il mondo non sarebbe un posto almeno un po’ migliore?

Alessio Caspanello

Be’ esiste anche il referendum costituzionale. Per cui, se hai fortuna, qualcuno potrebbe cambiare la Costituzione nel senso da te auspicato, ad esempio mettendo nella sezione diritti e doveri dei cittadini un bis o un comma che reciti “è fatto dovere a ogni cittadino italiano di non rompere l’anima al prossimo posteggiando l’auto a schifo, ed è parimenti diritto-dovere di ogni cittadino italiano punire chi posteggia a schifo a colpi di punteruolo sul cofano”. Dopodiché, se qualche parlamentare (nella misura di un quinto dei componenti di una delle due camere) non fosse convinto della modifica o non ne fossero convinti 500.000 cittadini che invece vogliono continuare a posteggiare a schifo, ci sarebbe un referendum per confermare la modifica della Costituzione. Solo allora potresti piazzare l’agognata X. Anche avuto riguardo alle ultime proposte di modifica della prima legge dello Stato (che non mi pare riguardassero parcheggi), mi sa che non sarai accontentato. Il tuo senso civico e la tua specchiata onestà però mi commuovono, dico davvero. Alessio Caspanello è l’unica persona che io conosca che auspica una pronuncia referendaria per rigare la fiancata dei prepotenti che posteggiano sul marciapiede. In questo paese di furbetti e di arroganti, di gentucola che plaude alla legge del più forte quando è più forte e sbraita di legalità solo fino a che non è riuscita a salire sul carro del più forte, Alessio Caspanello si batte perché un gioioso anarchismo da Robin Hood si faccia legge dello Stato. Alessio, ascolta un cretino (cioè me): comprati un punteruolo e fai da te.

Guglielmo Pispisa

Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

qui gli articoli precedenti

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2 thoughts on “Referendum e punteruoli

  1. Io proporrei il referendum abrogativo [perchè bisogna essere giusti e seguire le leggi] per abrogare il divieto di distruzione di proprietà privata se per proprietà privata si intende un qualsiasi suv!

    Io comunque sono d’accordo con un piccolo addendum: darei ai vigili il punteruolo per i porci con automobile ma leverei loro la pistola dato che per le loro funzioni non serve [come per altro la leverei agli esaltati ex-militari/poliziotti falliti della domenica che prendono il nome di “vigilanti privati”…]

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