Ma ‘sti moderati…?

Dopo il venticello primaverile che sta scompigliando i programmi politici ed elettorali dei nostri padroncini, siamo in zona ballottaggio. E dunque è tutta una caccia al voto moderato. Il “moderato” è un curioso animale molto diffuso dalle nostre parti che è dotato di un sistema nervoso delicatissimo, e infatti guai a spaventarlo che scappa e non lo prendi più. Parliamo di immigrazione? Schcht! Pazzo, che mi spaventi i moderati! Di giustizia, di diritti dei lavoratori, di legge elettorale, di biotestamento? Ma che sei scemo? Il moderato si adombra, ci rimane male. E se ne va. Ma allora, di che parliamo? Di… parliamo di arredamento, di sport, al limite. Di corsie preferenziali, ecco, dei veri problemi della gente. Localizziamo, non facciamo i soliti massimalisti presuntuosi che poi i moderati zac, è un attimo che si sfilano. I moderati… Ma chi cazzo sono ‘sti moderati? Ci ho pensato su. Mi è venuta fuori questa specie di cosa che dedico loro con tutto il mio affetto.

Dedicato a te, moderato. Moderato nel parlare, nell’agire e nel gesticolare

moderato nel votare, ovvio, moderato nel moderare le proprie opinioni

indirizzandole sempre da una parte sola. La tua

Quella della tua famiglia, dei tuoi amici, dei tuoi cani

La parte di tuo papà, stimato professionista e professore

che si è sudato il pane che mangia

la Ferrari che guida, il bastone che comanda

il posto tuo e mio, quello di suo figlio (il moderato)

sistemato nello studio legale blasonato dell’amico confraterno di papà

e il posto di Dio

che sta al posto suo, cioè dove deve stare, accanto al posto guida. E zitto

Moderato vuol dire… ma che vuol dire, poi?

Moderato vuol dire che non sei comunista né fascista

perché ami la libertà di farsi ognuno i comodi suoi

Io i miei tu i tuoi e ce li scambiamo se vuoi

se fa comodo a papà

Moderato è non vedere i privilegi che hai, scambiarli per volontà

la rendita di posizione, il master alla Boccone, il fiume di sangue che vedi dal balcone

panoramico dell’attico che ti puoi permettere col duro lavoro

che bussa sempre da te perché sei moderato e non lo spaventi

e dunque stai al balcone a guardare da lontano il fiume

rosso sangue di sole tramontato

pensi perché sei moderato

e non distingui i corpi di chi lo tinge colorato

Dedicato a te, moderato

e a me, cornuto e scoglionato

che pure ero figlio di professore universitario

granpersonaperbene, come dice chi mi batte la mano sulla spalla

se ne sente la mancanza

e nel mentre si accarezzano la panza

A me a me dedicato

che dovevo seguire l’orma sua in tutto e per tutto

ma a tutti e due c’è parso brutto

così s’è scommesso e perso altrove

e ora mi sento come Telemaco senza Ulisse

gli occhi spavaldi dei Proci addosso mentre passo nei corridoi

ché i morti non fanno vendette né favori e allora dove sei ci resterai

Moderato vuol dire paura di toccare l’equilibrio che ti vede favorito

Chi è padrone e chi sotto

chi pecora chi cane e chi lupacchiotto

Moderato nel rischiare, moderato nel capire

chi si è e chi si vuole diventare, moderato

nel sentire e nell’amare

Moderato nel pensare

Moderato nel morire

che non si sa mai, tante volte dovesse servire

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3 thoughts on “Ma ‘sti moderati…?

  1. Pingback: La selezione della settimana | YATTARAN

  2. Allora, sono intervenuto su questo blog al primo turno per le elezioni del sindaco di Milano ed è andata piuttosto bene quindi, per scaramanzia, ho pensato di fare un altro appello al voto (anche ai moderati): ragazzi, non facciamo scherzi! Intesi?

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