Sguattero o centro del mondo?

Dal basso della mia saggezza sporca di olio motore, ho imparato invecchiando che un individuo a un certo punto della sua esistenza si trova davanti a un bivio (senza indicazioni cazzo! Come succede nel 90% delle strade di questo stramaledetto paese): o procreare, lasciarsi andare al dolce pensiero di un cucciolo da allevare, delizioso frutto dell’amore di coppia, magica combinazione di pregi e difetti di mamma e papà, ingordo e divino catalizzatore di affetto e attenzione – senza avere idea della stronzata che si sta facendo – o decidere di non voler diventare genitore e concentrarsi invece sulle altre cose della vita (la propria persona, il lavoro, la relazione, le creme anti-aging, i bambini poveri del Ghana, i disadattati, la pesca d’altura, il giardinaggio). Anche qui, senza capire con chiarezza da subito che è una minchiata galattica.
Ora, voi mi direte: ma come, critichi entrambe le vie, amico Truck Driver?
Certo. E critico anche la via di mezzo, cazzo: fare figli, ma poi imboscarsi in uno dei seguenti, collaudati modi:
-in quanto ricchi e borghesi, farli allevare da balie e baby sitter, zie, nonne e cugini, viaggiare spensierati senza sosta e infischiarsene di loro. Naturalmente tali figli saranno, crescendo, vuoti dentro e dediti al crack e al sesso promiscuo, sperpereranno il capitale di famiglia in un batter d’occhio e voi finirite poveri, infelici e divorati dentro dal rimpianto, vi impasticcherete come dannati e avrete tanta, tanta voglia di spararvi in faccia. Il che non è bello.
-in quanto sempre (falsamente) oberati di lavoro, star fuori di casa da mattina a sera, inventarsi di tutto pur di non ‘sporcarsi le mani’ con il quotidiano in famiglia, e finire le giornate a masturbarsi al proprio desk con la pornografia online non ancora bloccata dal firewall della vostra azienda. Che tristezza, no? Scusate, masturbatevi a casa!
-essere pessimi genitori e tirare su i figli da schifo (raccoglierete quello che avete seminato, BASTARDI)
-vendere i figli interi al campo nomadi, o a pezzi al mercato degli organi. E qui aspetterei a condannare del tutto la scelta, dipende dalle tariffe in vigore 😀

Ma torniamo al bivio iniziale, lasciate che vi faccia cambiare idea, qualsiasi sia la vostra scelta.
*Fare figli? Ma lasciate perdere… si, lo so, vi credete moderni, siete dinamici, avete fatto di tutto e di più a cavallo tra i venti e i trent’anni, siete convinti che basti essere ottimisti e organizzati. Che sarà mai? La vita non cambia veramente, con un figlio, è il figlio che entra nella nostra vita. Vero. Giusto. Suona da dio. Politically correct. Ma tanto, comunque, sempre sguatteri dei figli dovrete essere, cari novelli genitori (o in procinto di esserlo – o tentati dall’idea). No, no, avete capito bene. Mica assistenti. Mica educatori. Mica compagni di gioco. Sguatteri proprio. Inservienti. Servi. Non pagati per giunta, ricompensati con poche, dolcissime coccole ben alternate a costanti rotture di coglioni, senza orario di lavoro, senza fine settimana, senza ferie, senza schiarite all’orizzonte, tra l’altro. Sì, perchè dopo i primi anni di vita, i pannolini, le pappine, le notti in bianco, ci sono gli anni di scuola (compiti a casa, maestre, compagni di classe rompicazzo, scioperi, bidelle scortesi ecc..), e poi gli anni della teenage (no comment…), e poi ancora quelli della droga (che quasi quasi…), e quelli delle cinque di mattina, cazzo. E via dicendo. E quando finalmente uscirete dal girone infernale, quando i vostri bamboccioni finalmente divideranno un buco di appartamento con qualche pusher, sarete vecchi e stanchi, e non avrete più un cazzo di forza per riprendervi in mano la vita e fare tutti quei viaggi, tutte quelle belle cose che vi siete persi negli ultimi 25 anni.
Ecco. Contenti? 🙂
Come dite? Esagerati… certo che adoro essere un papà e avere due figlie! Perchè?

*Non fare figli? Ma lasciate perdere… già siete insopportabili adesso, egoisti, egocentrici, odiosi, invecchiati a vista d’occhio ma ostinati a non ammetterlo, schiavi del presenzialismo, dell’attivismo, del dinamismo, dello sport, degli anti-ossidanti, dello zen, del ‘c’ero anch’io’, del ‘l’ho fatto anch’io’, del ‘senti qui che pelle/muscoli/accento/divano’ (a seconda dell’ossessione del momento). Non capite che non avete alcun senso, così conciati? Non siete Giorgio Armani. Nella vita ci sono fasi per tutto: le esagerazioni, le nottate a zonzo, i weekend in tenda a duemila metri, il vagabondaggio, l’artigianato hippie, il sesso di gruppo ecc.. Ma poi il tempo passa e bisogna anche capire che l’attenzione si sposta altrove, la vibra emigra, l’occhio di bue deve illuminare anche qualcun altro, oltre a voi stessi. Quello di fianco, quello dopo. Quello più giovane. Più fresco. Siete noiosi, capite? Non interessate più molto. Molto meglio defilarsi un attimo, lasciare il palco, godersi le retrovie. È la cosa più sana del mondo, garantisco. Servirebbe proprio qualcosa o qualcuno a cui dedicarsi, di cui diventare poveri sguatteri. Eh sì.

Quindi?
Fare figli o non fare figli?
Boh.

Vivere, direi.

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10 thoughts on “Sguattero o centro del mondo?

  1. Scelgo l’opzione “fare figli e rifilarli a truckDriver”… lascio il palco, mi defilo, mantengo la mia indipendenza e truckDriver avrà un altro frugoletto da allevare, a cui raccontare le storie eccetera…

    Oh a proposito di tariffe di mercato: voglio 1000 euro/mese per il bambino che ti smollo, 950/mese se è una femmina! Eh: essere genitori è un privilegio e se non me lo paghi che privilegio è?

    :D:D:D

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  2. ehi… ho come la sensazione che la proposta di Pancho sia una vera FREGATURA!! mi sbaglio?? maledetto… 😉

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  3. Comunque al campo nomadi non pagano male, peccato che ci sia di mezzo tutta quella burocrazia prima dell’assunzione come fornitore di bambini: devi bere fino a sfondarti col capofamiglia, mangiare con loro (serve una analisi medica che certifichi l’ulcera, altrimenti non vale come scusa…), cantare piangendo (anche se non capisci le parole delle canzoni) attorno ai falò e fare il palo ai borseggiatori per almeno un mese alla Stazione Centrale…

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  4. illuminante rivelazione del nulla, e quindi di un tessuto connettivo totalizzante che ci investe e denuda, insomma…eccoci dinanzi all’immagine del kaos! io ne sono parte e tu, pure o, forse, non troppo…i figli sono pezzi di cuore? allora il mio, di cuore, che ha sofferto abbastanza ed è stato spezzato più volte, è meglio che non faccia altro danno. Basto a me stessa, o meglio, non basto neppure a me stessa, figuriamoci ad un altro essere umano. Il mondo è un giardino inesplorato, in cui non mancano i semi, se il selvaggio vento occidentale vorrà, anche i geni del mio genio continueranno ad errare per l’Asia (e pure per l’Africa, magari…e per l’America, etc..)

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