Ma che bel consiglio

 

Caro Guglielmo, nonostante le decine di argomenti dei quali io e te si potrebbe discutere tra guerre, terremoti, catastrofi nucleari, migranti, rimpasti di governo e tutto il resto, mi piacerebbe parlare invece di consiglio comunale. Io ti invito ad assistere ad una delle sedute. Se ne fanno due dozzine al mese, di mattina e di pomeriggio, trovare mezz’ora libera non è difficile, e ti assicuro che è un’esperienza al limite del lisergico. Hai presente le classi di un liceo quando non c’è la professoressa e al suo posto arriva la supplente di primissimo pelo? Ecco. Praticamente uguale. Lo sciollero più clamoroso, tra gente che si alza e cazzeggia per l’aula, gente che chiacchiera al cellulare camminando con le mani in tasca e parlando a voce alta, gente che scambia battute e considerazioni “fuori microfono” da un lato all’altro dei banchi, gente che parla in dialetto e si fa un bel pacco di cazzi suoi e gente, poca e sfortunata, che cerca invano di dire qualcosa di intelligente che resti a verbale. Io, che al Comune ci passo ormai il triplo del tempo che potrei e dovrei dedicare ad attività più costruttive, ormai ci ho fatto il callo, e non mi stupisco più. Tu provaci, almeno una volta. Provaci, e fammi tornare la capacità di stupirmi. E magari anche di bestemmiare a denti stretti dalla rabbia e dallo schifo.

Alessio Caspanello

Caro Alessio, mi pare giusto per una volta non cavalcare la cronaca, tanto, di nucleare, rischio atomico, guerre per il petrolio, migrazioni e politica parlano già tutti e non vedo perché unirsi al gregge. Distinguersi va benissimo, certo. Ma santa pazienza, perché diavolo mi vorresti vedere a un consiglio comunale? Io faccio già tre lavori contemporaneamente, ho una famiglia di cui prendermi cura, una casa bisognosa di piccola manutenzione che non so fare… pure a Palazzo Zanca mi devo sbattere? E non mi fraintendere, non è snobismo o puzza sotto al naso. In vita mia ho fatto il militare, ho lavorato in un ufficio pubblico, ho scritto romanzi, impugnato cartelle esattoriali, studiato scienza delle finanze, ridotto opere liriche mai rappresentate, vissuto da adolescente negli anni ottanta. Ho atteso per ore professori, giudici e ragazze (per motivi differenti), ho assistito impassibile a migliaia di programmi televisivi spazzatura prima ancora che la spazzatura diventasse di moda, imparato a memoria il testo di canzoni come Sugli Sugli Bane Bane (tu miscugli le banane) e Sarà perché ti amo, sono andato a vedere Messina-Rossanese in CND, ho collezionato pacchetti di sigarette vuoti. Ho insomma una certa esperienza di attività del tutto inutili e non nego di aver trovato alcune di queste perfino, seppur moderatamente, dilettevoli. Ma con tutto quello che ho da fare oggi, assistere a un consiglio comunale senza nemmeno percepire il gettone di presenza, bello mio, non me lo chiedere.
Guglielmo Pispisa

di Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

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