Maiko (Japanese Whispers)

Il giorno più importante della vita di Naoko è un giorno rovente d’agosto. Si è svegliata nel cuore della notte per cominciare i preparativi. Il chimono, il trucco, l’acconciatura, tutto deve essere perfetto. È agitata ma si concentra e ripete a mente ogni singolo gesto della cerimonia del tè che dovrà eseguire per la sua onee-san, la sorella maggiore.
Sono cinque anni che aspetta questo momento. Cinque anni passati seguendo la onee-san in ogni suo impegno con i clienti. Sempre discreta in disparte, ha imparato l’arte della conversazione, a suonare il flauto di bambù, cantare canzoni tradizionali, servire il sake, creare composizioni floreali, si è esercitata nella calligrafia, ha acquisito nozioni di poesia e letteratura e ha studiato a fondo l’arte di intrattenere i clienti. Oggi da maiko diventerà geisha, uscirà dal bozzolo come una farfalla, sceglierà su consiglio della sua mentore, un nuovo nome e comincerà a ripagare il debito contratto con la casa di geisha.
Mentre annoda con cura l’obi sulla schiena, ripensa a quando è entrata nella scuola. Aveva otto anni, i suoi genitori l’avevano venduta. Appena arrivata alla casa, la misero a fare la domestica. Un lavoro durissimo al servizio di tutte le geishe, un lavoro per temprare il carattere, ma Naoko era determinata e la padrona aveva ritenuto opportuno farla iniziare a frequentare le classi della scuola dell’hanamachi, poco dopo sostenne l’esame di danza per passare di grado da shikomi a minarai. Sollevata dagli incarichi domestici, con l’aiuto delle sorelle anziane, Naoko apprese le complesse e misteriose tradizioni dell’arte. Assisteva ai banchetti come ospite silenzioso e osservava. In meno di un mese divenne una maiko. E ora dopo tutti questi anni è pronta. Si osserva nello specchio brunito. Un leggero sorriso le guizza sulle labbra bianche e rosse. Le mani le tremano appena, ma le tremano. Il chimono è leggero, estivo, ma il sole non aspetta. L’alba è appena passata e l’aria comincia già a farsi soffocante, afosa.

Naoko si alza, con passi brevi raggiunge la porta scorrevole di carta di riso e la apre. Si affaccia sul cortile interno della casa. La nuova shikomi, sta portando un secchio, deve essere molto pesante ma la bambina stringe i denti e lo solleva al petto con entrambe le mani mentre prosegue il suo cammino. Sta portando l’acqua con cui lei dovrà eseguire la cerimonia. Le ricorda se stessa e quando la bimba le passa davanti e la guarda, Naoko si inchina. La piccola sorride, è felice. Le manca un dente.
Il giorno più importante della vita di Naoko è un giorno rovente d’agosto. Il giorno più importante della vita di Naoko è un giorno dal cielo limpido e azzurro, un cielo solcato da un’ombra lontana.
Naoko è pronta. Raggiunge la casa del tè al centro del giardino. Wa, armonia tra persone e natura, armonia degli utensili e il modo in cui vengono usati; kei, rispetto verso tutte le cose e gratitudine per la loro esistenza; sei, purezza interiore e pulizia delle cose che ci circondano; jaku, tranquillità e pace della mente che deriva dalla realizzazione dei primi tre principi.
Sale i due scalini che portano alla costruzione in legno. Oltre il fusuma di carta l’aspettano l’onee-san, una prova, il futuro. Posa la mano sul pannello, lo fa scorrere. Poi una luce bianca, un calore indicibile, l’aria evapora. Hiroshima non esiste più.

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