TANTI AUGURI A NOI…

“Tanti auguri a tutti noi bravi italiani che invece della testa siamo avvezzi a usar le mani, per rubar al prossimo o per allungar mazzette e far sì che le util conoscenze rimangan buone, strette strette…”

Tanti auguri a tutti gli italiani, da nord a sud, isole comprese. Tanti auguri e una domanda: che cazzo abbiamo da festeggiare? Siamo sicuri di voler esporre in questi giorni, fieri, le bandiere tricolori alle finestre? E poi questo profondo senso di appartenenza alla Nazione in quanti lo sentono veramente? Uno su cento? Uno su mille? Nessuno? Mi guardo intorno e quello che vedo è desolante, patetico, imbarazzante. Un popolo allo sbando, in caduta libera. Ovvio, vado per generalizzazioni, non siamo tutti così, ci sono anche quelli che bla bla bla… Ma sono una minoranza. La maggioranza, anzi, la stragrande maggioranza degli italiani la vedo tutti i giorni con i miei occhi, che guida l’auto senza rispettare i limiti di velocità, che supera la gente in fila alla posta oppure in banca perché ha fretta e allora chi se ne frega del resto del mondo, oppure alla cassa di un qualsiasi negozio che ti chiede se vuoi lo scontrino perché in caso contrario non ti fa pagare l’Iva così risparmiate tutti e due, oppure che fa fare la cacca al cane sul marciapiede senza raccoglierla e due ore dopo tira delle madonne alla colf thailandese  che non gli ha spolverato per benino lo schermo piatto da quaranta pollici; o ancora che urla come un forsennato alla partita di calcio del figlioletto dodicenne e sbraita contro l’arbitro e i genitori della squadra avversaria e alla fine mette le mani addosso a quel disgraziato che si era permesso di dire che suo figlio non sa giocare al pallone e poi, due giorni dopo, non fa una piega quando sente alla TV che con un decreto ministeriale gli hanno congelato lo stipendio e aumentato il prezzo della benzina senza un valido motivo. L’italiano medio di pasoliniana memoria è diventato questo, c’è poco da fare: non vota perché la domenica preferisce andare allo stadio oppure a sciare e quando vota lo fa intonando la conta di “pum passa paperino”, oppure crede di votare da trent’anni lo stesso capolista di partito  e non si è nemmeno accorto che negli anni ha votato prima il nonno, poi il padre e infine il figlio, una stirpe di politici di razza che per tutta la vita gli hanno promesso favori e agevolazioni di ogni tipo e magari qualcuna gliel’hanno pure concessa, ma sono state briciole a confronto degli imperi economici che intere generazioni di parlamentari, consiglieri, assessori, senatori hanno accumulato. E non solo loro…vogliamo parlare dei dottori, degli avvocati, giornalisti, notai, CRISTO! I notai italiani?? Lobby chiuse al limite della setta dove una mano lava l’altra e tutte e due tengono lontani gli “estranei”. Si, è vero, sto facendo un elenco di luoghi comuni, ma purtroppo siamo diventati questo: luoghi comuni che hanno assunto una forma concreta, luoghi comuni che camminano. Siamo individualisti negli interessi e pecore negli stimoli. Perché abbiamo paura di stare fuori dal gregge, abbiamo paura che così facendo non potremmo usufruire dei vantaggi che ci dà lo stare nel recinto, buoni buoni, ad aspettare il tozzo di pane che prima o poi arriva. Per cui, ripeto: che cazzo abbiamo da festeggiare? Vogliamo ancora, per giustificare l’entusiasmo e l’appartenenza, citare nomi di concittadini scomparsi ormai da secoli? Vogliamo ancora inneggiare a Garibaldi, Cavour, Mazzini e scendendo a ritroso nel tempo Leonardo Da Vinci, Petrarca, Dante e ancora più giù Giulio Cesare, Pompeo, Pitagora e amici? Nessuno ha voglia di festeggiare i centocinquant’anni urlando il nome di qualcuno dei “grandi” di oggi? Che so, Berlusconi, Bondi, Bossi, Scaiola, Fassino, D’Alema o Veltroni? Non sono questi gli italiani che più ci rappresentano e più ci “meritiamo”? Io dico di sì, e dico anche che non solo i peggiori fanno il loro mestiere e lo fanno bene, ma agiscono anche  del tutto indisturbati perché quelli come me (si, pecco di presunzione e mi ci metto anch’io)quelli come me, dicevo, che potrebbero dare uno scossa, uno strattone intellettuale ed emotivo a questo paese sono lì sopiti, fra le braccia di Morfeo, intenti a crogiolarsi nella critica ragionata, nell’articolo pungente, nell’appello accorato e nulla più. Noooo! Basta, il tempo dei contraddittori rispettosi, delle manifestazioni composte, dei girotondi sensibilizzanti è finito. Stop, Kaputt. Se veramente vogliamo cogliere l’occasione per festeggiare qualcosa, allora proviamo a festeggiare una rinata vivacità intellettuale che se ne fotte delle maggioranze e delle proporzioni, ma fa dell’assolutismo creativo e critico la sua arma d’assalto, concedendo tregua a nessuno, tenendo gli occhi sempre aperti, pronti all’attacco. In parole povere, amici all’assaltooooo!!! Ehm… cosa? Sono da solo? Cosa dite? Non mi ha seguito nessuno? Ah è vero, correvo, correvo come un’idiota, un povero illuso.Vabbè, tranquilli, non è successo niente. Buon anniversario a tutti.

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One thought on “TANTI AUGURI A NOI…

  1. Se non corri troppo riesco a tenere il tuo passo.. e ti passo pure la borraccia!

    Per festeggiare oggi ho bevuto… per dimenticare cosa stavo festeggiando eheh

    Mi piace

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