L’e-book è mio e me lo gestisco io (una questione open source)

Ci stiamo ragionando da tempo. Diversi lettori, anche da questi parti, ce lo hanno chiesto… A quando gli e-book dei romanzi di Kai Zen? Abbiamo sospeso la decisione, ma forse siamo stati lungimiranti (o lo è stato il nostro agente, che però probabilmente ci dà dei matti). I costi, ci assicurano gli editori, sono alti, la conversione in formato e-pub, le tasse, le varie piattaforme da cui vendere l’e-book… Il prezzo finale ci ha gelato il sangue. Tra 8 e 9 euro. A noi ne verrebbe il 25%. Ora se è giusto e sacrosanto che l’editore si prenda una cospicua fetta della torta (sempre meno di quella del distributore che invece ci lascia perplessi) sul libro cartaceo che ha dei costi materiali, ci sembra bizzarro anzichenò che il 75% del costo del prezzo dell’e-book vada a perdersi in meandri oscuri che, non sono solo (anzi) le tasche dell’editore.

Ora, un e-book è un file, materiale virtuale, pochi centimillesimi di euro di corrente elettrica, una serie di 0 e 1 in fila. Il luogo in cui comprare questi 0 e questi 1 è un luogo altrettanto virturale, la rete. Allora la domanda che ci siamo posti è: ma e se facessimo come hanno fatto (meglio) Nine Inch Nails, Carobon/Silicon e (un po’ meno meglio) Radiohead? E cioè se l’e-book lo facessimo noi e lo vendessimo sul nostro sito? Be’ 100% di guadagno… Poi, i nostri testi sono pure in copyleft per cui il pdf è già là fuori aggratis (guarda qui a destra… boxnet…). 100% di guadagno… Ma quanto chiediamo?

E qui, questa discussione, come il prezzo dei nostri e-book diventa “open source”.

1. Chiediamo al lettore da 0 a x. Nel senso che l’e-book sarà in download a offerta, con paypal. Proprio come fece Trent Reznor per l’album che produsse a Saul Williams… Quanto vale il nostro lavoro? Be’ chi compra il cartaceo ha deciso che il prezzo di mercato gli va bene, chi prenderà l’e-book stabilirà il prezzo giusto per sé. Oppure prima lo leggerà e poi magari deciderà che qualche euro li vale, o magari non può permettertselo e qualche altro lettore deciderà che può  eccome,  invece, e pagherà anche per chi non lo ha fatto… Vedremo.

2. Stiamo cercando di capire molte cose, anche su come muoverci in rete, su come editare il file in modo che sia un e-pub decente e magari con contenuti extra, ma abbiamo bisogno dell’aiuto dei naviganti e di chi sta ragionando attorno alla spinosa questione… E i vari “disributori”? E google e-books? Ci sono piattaforme che si possono usare anche con la formula del Do It Yourself? Insomma c’è un’e(ste)tica punk che possa convivere e prosperare con il mainstream?

3. E se altri scrittori facessero come noi? Si potrebbe pensare a costruire una piattaforma comune da cui il lettore può scaricare gli e-book? Una specie di catalogo / casa editrice totalmente indie…

La discussione è aperta… Ma per ora, in attesa di suggerimenti, commenti e critiche, possiamo dirvi che a breve, brevissimo, su www.kaizenlab.it (che verrà rinnovato ad hoc) si potrà scaricare intanto l’e-book de La Strategia dell’Ariete (seguiranno poi man mano altri titoli) e per l’occasione abbiamo deciso di fondare la nostra casa editrice personale virtuale “e senza black jack”… anzi si chiamerà proprio così: SenzaBlackJack, in onore di un certo Bender…  che cacciato dal luna park sulla Luna disse: “Ah sì? Mi costruirò un Luna Park tutto mio con black jack e squillo di lusso! Anzi, senza Luna Park.” E poco dopo cacciato dal modulo lunare per tornare sulla Terra: “Ah sì? Mi costruirò un modulo tutto mio, con black jack e squillo di lusso! Anzi, senza modulo… e senza black jack.”

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23 thoughts on “L’e-book è mio e me lo gestisco io (una questione open source)

  1. Ciao, aggiungo i miei due eurocents:

    Convertire un PDF in format epub/mobi non e’ semplice. calibre ci riesce,
    ma il risultato non e’ granché. Se vuoi che il pdf sia pubblicato in
    formato epub/mobi in forma “open source” (ovvero immagino qualche tipo di
    licenza CC) puoi rivolgerti al progetto gutenberg [1] o alla sua
    controparte italiana [2], o anche al progetto manuzio [3], che si occpuno
    di rendere disponibili in formato ebook i testi non più coperti da
    copyright. In teoria, dovrebbe essere sufficiente fornire le singole
    pagine del testo scansionate con un OCR: queste vengono poi attraversano
    un processo di proofreading e infine pubbicate. In questo modo però non
    credo che si possa far pagare il file mobi/epub finale, ma resterebbe in
    piedi il discorso paypal…

    HTH,
    Stefano

    [1] http://www.gutenberg.org/
    [2] http://dp.dm.unipi.it/
    [3] http://www.liberliber.it/progetti/manuzio/index.htm

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  2. La potenza di Eymerich e La strategia dell’Ariete sono già stati convertiti dal sottoscritto e mi hanno fruttato tanti bei soldini. 😉
    😄

    Mi pareva di aver contattato Gugliemo, se non ricordo male.
    Si possono scaricare da qua:
    http://forum.simplicissimus.it/downloads/?sa=view;down=16
    http://forum.simplicissimus.it/downloads/?sa=view;down=12

    Se dovessi eliminarli dalla condivisione avvertitemi.

    Ci sarebbe la piattaforma Narcissus di Simplicissimus che consente di accedere a tutti gli store da loro forniti; se gli si fornisce già il file nel formato opportuno non c’è nemmeno da pagare loro per la conversione.

    Io però vi consiglierei di procedere come i cugini cinesi e consentire il download gratuito ma invogliare la gente nella maniera opportuna a donare qualcosina.

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  3. Una curiosità, con cosa li hai convertiti?
    Non vogliamo eliminarli dalla condivisione, anzi. L’idea era di fare però qualcosa di diverso rispetto al testo pubblicato su carta (che è quello che hai convertito tu), anche solo graficamente se non per i contenuti extra… per Delta Blues stiamo pensando davvero a un bel malloppo di extra…
    Il download gratuito è assolutamente contemplato. L’offerta libera partirà infatti da 0 euro e non ci saranno né messaggi, né incoraggiamenti, né minacce 😀 …
    I nostri testi sono in copyleft e sempre lo saranno in ogni formato. Se mai un editore ci dovesse proporre una versione e-book con contenuti extra e tutta una serie di annessi e connessi che al lettore venga a costare una cifra ragionevole, allora pubblicheremo gli e-book con gli editori, fermo restando che la versione in pdf, odt ecc. Sarà sempre disponibile aggratisse

    Grazie ancora per il lavoro che hai fatto sui nostri testi… We owe you one, anzi two…

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  4. Faccio parte del forum Simplicissimus da lunga data e ho visto crescere il fenomeno ebook sin dagli albori.
    Gli utenti hanno elaborato diversi modi per convertire, il migliore risulta essere la macro che ha creato l’utente Luke, Luca Calcinai, assieme a noi della comunità, Writer2ePub.
    http://luke.simplicissimus.it/writer2epub/
    Si tratta di un’estensione di LibreOffice (funziona anche su OpenOffice.org) che a partire da un documento di testo riesce a produrre un file ePub molto pulito e validato.
    Il difetto è che a volte occorre eliminare o modificare certe cose manualmente, ma è l’unico che riesce a non appesantire l’ePub con materiale inutile se non dannoso, come Calibre o altri software.
    Una ritoccata con Sigil non fa mai male.

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  5. @joe: grazie di avere convertito La Potenza di Eymerich (di cui sono uno degli autori)
    ^_^
    @KZJ: per la versione arricchita dell’epub della Potenza ci sarebbero tutti i “capitoli 11” da inserire…

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  6. Eh sì, non sarebbe male affatto… solo non possiamo metterla a offerta libera, non è un lavoro solo nostro… o Emerson Krott si “costituisce come autore” con un suo conto paypal o non possiamo incassare noi le possibili offerte per l’e-book…

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  7. Per la versione di Delta Blues arricchita, sappiate che gli eBook reader a tecnologia ePaper (attualmente in commercio) non sono in grado di poter gestire video e musica all’interno di un documento. File di questo tipo sono da leggere su tablet o su PC.
    Se volete una mano per cominciare all’ePub povero, sono disponibile a lavorare per la pura e semplice gloria imperitura*.
    🙂

    * citazione tra i credits.

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  8. Ciao a tutti,

    la questione m’interessa molto ed è un po’ che ci ragiono. Condivido qualche riflessione con voi.

    PROBLEMI EDITORIA ELETTRONICA
    —————————–

    1. IVA. In Italia abbiamo il grosso problema relativo all’IVA al 20%. Per qualche affascinante motivo, lo Stato pretende per un ebook un 20% d’IVA invece del tradizionale 4% sull’editoria cartacea. Vuol dire che devo mettere in conto un aumento del 16% sul prezzo finale di vendita di un ebook rispetto al libro di carta. Alla faccia dell’IVA agevolata per la cultura.

    2. Distribuzione. È vero che in teoria l’ebook non ha costi di distribuzione. È anche vero che CHIUNQUE ti offre un servizio di distribuzione (il negozio on line) ha costi da sostenere e che deve rientrarci.

    I costi sono quelli relativi al sistema informatico che fornisce il servizio di vendita. Lista non esaustiva:
    – server
    – banda Internet
    – energia elettrica
    – manutenzione h/w e s/w (aggiornamento OS)
    – sicurezza del sistema
    (Tutti i precedenti sono costi standard di housing)
    – sviluppo e manutenzione s/w eshop per beni digitali
    – costi licenze sistemi DRM (vedi più avanti)
    – costi transazioni POS virtuali (pagamenti con carta di credito, altro bel ginepraio)

    Se gli editori insistono per i DRM, ‘ste cose tocca pagarle. Il server Adobe per i DRM su EPUB e PDF costa 6400 euro + 1000 euro l’anno di costo di esercizio per l’infrastruttura di certificazione. Fonte:

    http://www.adobe.com/products/contentserver/
    https://store2.adobe.com/cfusion/store/html/index.cfm?event=displayProduct&categoryOID=2108038&store=OLS-IT

    C’è poi un costo a transazione che si aggira intorno a 14 eurocents per ogni vendita (licenza permanente) o di 5 eurocents per ogni vendita (licenza a tempo 0-60 gg). Tutto IVA esclusa.

    Riguardo i POS virtuali, per ogni transazione è previsto un compenso all’erogatore del servizio che è una percentuale del valore della transazione. In alcuni casi chiedono un minimo per transazione.

    Se io fossi un distributore/venditore di ebook, dovrei stimare le dimensioni del mercato, suddividere la spesa sul numero medio di vendite previsto, stabilire il prezzo minimo accettabile e una percentuale di quel prezzo minimo che mi permetta di:
    – rientrare dai costi di esercizio del sistema di vendita/distribuzione
    – ricavare un plusvalore da cui scalare le tasse (dovute allo Stato) e viverci dignitosamente.

    Prima di nuclearizzare i negozianti on-line, bisognerebbe sapere che numeri hanno usato per stabilire il famigerato prezzo minimo di vendita e quanto chiedere all’autore come compenso per questo servizio. È possibile che questo numero sia stato stimato in maniera assai conservativa, per garantirsi la sopravvivenza.

    Le grosse catene si sono standardizzate su un modello di vendita tipo agenzia, ovvero: compenso per il venditore = percentuale sulla vendita. In genere il modello prevede una percentuale del 30% sul venduto. Lo fanno perché il loro mercato (inglese, tipicamente) è talmente ampio da sostenere la spesa dell’infrastruttura di servizio. O hanno altri modi per sopravvivere e possono INVESTIRE per creare mercato (vedi quello che ha fatto Amazon).

    Se io fossi un’imprenditore, con la situazione italiana (mercato editoriale ristretto e asfittico, legioni di tecnofobi), io metterei addirittura una tassa d’ingresso a chi vuole entrare nel meccanismo, magari cammuffata sotto forma di cifra minima da raggiungere prima di pagare gli autori. Come dite? Qualcuno lo ha già fatto? 🙂

    3. Quanto costa un ebook. Il costo dipende dalla difficoltà a ottenere il manufatto (di bit) da replicare (a costo zero) per la vendita. In funzione del target di qualità, del software che serve e degli skill tecnici dell’operatore, questo prezzo può variare di tanto.

    Per intenderci: la specifica EPUB (quella di riferimento) è assai articolata e permette sia cose fantastiche che colossali mucchi di melma. Il punto è: quali tra i vari software commerciali e free permettono di strutturare il lavoro in modo da rendere la produzione di un EPUB efficace fino all’ultimo? Infine, quanto della specifica di riferimento è supportato efficacemente sui reader hardware e software che interessa supportare? Il lavoro provi a fartelo da solo (best effort) o ti affidi a un (sedicente) professionista?

    Io ho ragionato un po’ su InDesign e Sigil/Calibre. Parere personalissimo e discutibile: per la produzione continuo a preferire InDesign. Per l’ottimizzazione e la verifica, vedo meglio gli altri due che rendono il formato EPUB più trasparente. Più che controllare cosa viene fuori dalla conversione con InDesign, da informatico preferirei però uno strumento di authoring più diretto nella definizione di COSA deve venir fuori.

    Per quanto riguarda la compatibilità con i reader, visto che tutti tranne il Kindle supportano EPUB, si tratta di individuare un sottoinsieme pratico della specifica che si possa convertire in formato MOBI e sia abbastanza solido da funzionare con tutti i reader più diffusi. Onestamente non so quanti abbiano fatto questo lavoro a parte Simplicissimus, che ha investito in questo settore da sempre. Apple, Amazon e B&N lavorano con la nicchia dei propri reader. Mia ipotesi: gli altri attori con negozio annesso potrebbero usare prodotti OEM rimarchiati e quindi essere tutti abbastanza simili.

    4. Modello di business. Offerta libera è rischioso. Anche i Radiohead (i Radiohead!) hanno fatto marcia indietro dopo “In Rainbows”. Pensateci bene. Se fosse andato bene, lo avrebbero detto, numeri inclusi, e reiterato l’operazione. Fonti:

    http://en.wikipedia.org/wiki/In_Rainbows
    In particolare i paragrafi “Release” e “Reception”.

    Io scommetterei più sulle catene come Amazon, B&N, Apple Bookstore perché hanno un valore aggiunto importante: una base di clienti ampia e un processo di fruizione del bene consolidato, a prova di tecnofobici. Che poi questi clienti siano interessati al libro che intendete vendergli, è tutto da vedere. Se però dovessi sparare alla cieca, preferirei farlo dove il numero è più ampio.

    FACCIAMO 2 CONTI
    —————-

    Supponiamo di porre l’ebook in vendita a 5 euro.
    Scorporiamo l’IVA (al 20%): 4,16 euro
    Scorporiamo la percentuale del negozio/distributore (al 30%): 3,20 euro.

    Per voi è realistico pensare che un editore possa chiedere di suddividere gli utili di vendita al 50% con l’autore?

    Se sì, vi entrano: 1,6 euro a libro.
    All’editore entrano: 1,6 euro a libro.
    Altrimenti anche meno. Gli spiccioli!

    L’editore ha speso soldi per realizzare il libro. Supponiamo che il libro sia di 200 pagine. A spanne, è un lavoro che può valere 200 euro.

    Vuol dire che l’editore guadagna dopo aver venduto almeno 125 libri (200 / 1,6 = 125).

    Ora la terribile domanda: quanto è grande il mercato italiano dei libri elettronici?
    Ovvero:
    1. ho speranze di vendere almeno 125 copie di un ebook?
    2. il guadagno (al lordo delle tasse) che ne traggo (1,6 * (N – 125)) è sufficiente a giustificare il caos organizzativo per tutto questo?

    Organizzare una vendita on line richiede tempo e impegno di qualcuno. Quanto costa questa persona (dipendente?) all’editore?

    Esempio concreto: vendo 500 libri. Guadagno (al lordo delle tasse): 600 euro. Al netto delle tasse (40% a esser buoni): 360 euro per 500 libri.

    Conviene? Dite la vostra.

    Ciao!
    G.

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  9. Citazione tra i credits in grassetto direi… Molto volentieri accettiamo l’offerta… stiamo raccogliendo il materiale extra (in solo testo) per musica e video ci organizzeremo in qualche altro modo…

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  10. Pingback: La selezione della settimana | YATTARAN

  11. L’editore genovese Quintadicopertina, specializzato in ebook, applica una formula molto interessante (soprattutto per lavori da sviluppare “a puntate”, penso, per esempio, a una forma tipo feuilleton): ci si abbona all’autore (http://bit.ly/hIm7xm). Per 12 euro all’anno si ricevono un numero X di uscite nel formato scelto (epub, mobi, ecc…). Non saprei quanto va all’editore e quanto all’autore, però mi sembra un metodo di diffusione molto interessante (anche perché specificamente studiato per il formato ebook) che può garantire anche all’autore un dignitoso ritorno economico.

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  12. Interessante è la scorporazione dei costi di un ebook tramite editore. Dove le percentuali sono sufficientemente eque e il costo dell’ebook abbordabile.
    Quando il costo dell’ebook diventa doppio p triplo, allora i conti non tornano, tanto vale usare Amazon o altri per mettere in vendita l’ebook.

    Ps. volendo produrre ebook kindle compatibile c’è un prodotto, Mobipocket, che fa un ottimo lavoro partendo da tre configurazioni distinte Doc, PDF e Html con la possibilità di mettere anche la copertina.

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  13. Pingback: “Come lo feci” di Viktor von Kaizenstein (era l’e-book è mio ecc. ecc.) « : kaizenology :

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