Italia & criminali di guerra

Caro Guglielmo, è stato necessario prendermi a martellate i polpastrelli per evitare di scrivere di Berlusconi anche stavolta, ma evidentemente Dio ci vuole bene, e ha deciso che metà della Libia avrebbe potuto tranquillamente essere sterminata perché io e te si potesse avere qualcosa di interessante da scrivere anche stavolta. E quindi parliamo di Muammar Gheddafi. Che poi è l’equivalente beduino di… no, niente. Dicevamo di Gheddafi, uno che seda le rivolte a colpi di cacciabombardiere. Io di Gheddafi mi ricordo di averne sentito parlare quando avevo tredici anni, e tutti in casa mia temevano ‘stro stronzo che aveva lanciato due missili a Lampedusa, così, per vedere l’effetto che fa, e noi che anche allora avevamo al governo un pugno di palle mosce ce la siamo ‘zzuppata, invece che ammassare nottetempo truppe al confine e spiegarli due o tre cose sullo stare al mondo in una certa maniera. E infatti gli americani, per non saper né leggere né scrivere, anche solo sospettando che ci fosse lui dietro l’esplosione del Boeing 747 nei cieli di Lockerbie, gli hanno sterminato mezza famiglia. Il problema è la parte di famiglia che gli è rimasta, e che potrebbe succedergli al governo della Libia. Tipo il figlio calciatore, che aveva la pretesa di giocare col numero dieci nella nazionale allenata allora dalla buonanima di Franco Scoglio. Che giustamente gli ha chiesto di tornare a pascolare cammelli, e di evitare anche solo di pensarla, quella minchiata del numero dieci.
Alessio Caspanello

Caro Alessio, mi ricordo bene del lancio di missili a Lampedusa. Talmente velleitario da far venire il dubbio che gli fossero partiti per sbaglio. Ricordo una meravigliosa vignetta del compianto Angese in cui, alla notizia dell’attacco missilistico, Craxi dice a Martelli di stare immobile, di non fiatare, e nella vignetta successiva, loro ancora impietriti, appare la scritta “La ferma condanna del governo italiano”. Mi ricordo anche il bombardamento americano sulla residenza del raìs, a cui Gheddafi scampò miracolosamente (perché Craxi lo aveva avvisato). Oggi ci facciamo una figura ancor peggiore. Se Craxi all’epoca praticava una politica filoaraba per contenere le ingerenze militari e politiche degli USA e porsi come mediatore per chiunque volesse avere rapporti con i paesi dell’Africa settentrionale e con l’OLP di Arafat; se dunque pure il buon vecchio Bettino aveva una idea politica, una visione di ampio respiro che lo induceva ad abbozzare davanti ai bullismi del ricciolone libico, il governo attuale che idea ha? Intendo, a parte far fare soldi con gli appalti in loco alle aziende sue protette? Per quale motivo mi devo sorbire servizi del Tg olandese (qualsiasi cosa pur di evitare il Tg1) in cui si parla con sdegno di mercenari italiani che sparano sulla folla? Magari non è vero, ma il lato tragico è che in Europa l’accostamento Italia/Criminale di guerra risulta quantomeno plausibile. E per colpa di chi? Ehi, hai notato che non ho citato Berlusconi neanche una volta?
Guglielmo Pispisa

di Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

qui gli articoli precedenti

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6 thoughts on “Italia & criminali di guerra

  1. Io guardo sempre il telegiornale svizzero che penso abbastanza oggettivo, ma non ho mai sentito di mercenari italiani in Libia. Comunque, anche se tutto è possibile, non significa che gli italiani siano, nella stragrande maggioranza di spirito “mercenario”.
    Certo però se si hanno come amici certa gente… e ce n’è un altro di origine KGB un po’ più a nord…

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  2. da mezzo olandese posso provare a interpretare: lassù ce l’hanno un pò col nostro esimio Cavaliere per le sue sbrodolate varie.. per me con ‘sta storia hanno preso un granchio giornalistico e questo fa loro disonore, in tutta onestà. Ma è chiaro che andando avanti così non facciamo che attirare attenzioni negative, che poi è proprio quello che intendeva il mio amichetto kai zen g

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  3. Di sicuro c’è che l’Italia ha venduto per anni armi alla Libia (e non solo, la fiat ve lo ricordo produce mine antiuomo e carri armati e lo ha fatto anche con gli aiuti statali), anche quando c’era l’embargo e quando era uno stato canaglia…

    http://www.archiviodisarmo.it/

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  4. In realtà credo siano state la Valsella (che ora ha chiuso) e la Oto-Melara(sempre di area FIAT comunque) che hanno prodotto mine antiuomo. Vi ricordo che comunque dal 1994 è vietato in Italia produrre mine anti-uomo….SE volete sapere quante e quali armi produciamo e vendiamo all’estero vi consiglio di dare un occhio qui:http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&view=article&id=1547:boom-delle-armi-made-in-italy-il-governo-censura-i-dati-sulle-banche-armate&catid=43:il-militante-ignoto&Itemid=78

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  5. Da sempre l’uomo ha prodotto armi e le ha vendute.
    Nello stesso modo come si può combattere contro qualcosa, si può combattere per qualcosa, e ugualmente si può combattere per difendersi.
    Produrre armi non è negativo; diventa negativo il venderle male ovvero a chi ne farà cattivo, o malvagio uso. Quindi non penso sia giusto condannare chi produce armi; è giusto, semmai, condannare chi vende “male” le armi che produce.
    Un altro discorso è per le mine anti-uomo. Non credo ci sia oggi qualcosa di più scellerato e subdolo nel modo di offendere… anche nel tempo.
    Non credo ci sia alcuna giustificazione verso chi produce e piazza mine anti-uomo.
    Quante sofferenze veramente “gratuite” senza limiti di tempo.

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