Wanted…is back!

Mi sono preso una piccola pausa per rimettermi a posto la schiena, sapete, purtroppo si avvicinano i quaranta e gli acciacchi sono sempre più frequenti e prolungati. In ogni caso rieccomi qui di nuovo alla ricerca di “cattivoni latitanti” in giro per il mondo (per chi non sa o non ricorda di cosa io stia parlando può rinfrescarsi la memoria sul numero 1 di Wanted qui). E allora per festeggiare il mio ritorno oggi ho deciso di giocarmi la doppietta, diciamo un Platini e Boniek della stagione 1983-84, due jolly del calcio che facevano il bello e il cattivo tempo nel campionato di serie A e nelle coppe europee di quegli anni. I “nostri” gemelli del gol (o forse sarebbe meglio dire dell’autogol) sono il ben noto ex-capo di stato Giorgione W. Bush e il suo fedele braccio destro Dick Cheney, due che non hanno bisogno di presentazioni e che anch’essi facevano il bello e il cattivo ( forse più il cattivo) tempo in giro per il mondo nei primi anni del nuovo millennio. Tranquilli, non voglio tirare fuori storie trite e ritrite su armi di distruzione di massa cercate e mai trovate, sui rapporti “intimi” tra la coppia d’assi del “gol” in questione  e la famiglia Bin Laden. La zona geografica che ci interessa resta più o meno quella , la regione fra il Tigri e l’Eufrate, la vecchia Mesopotamia, ma l’argomento è leggermente diverso. Iniziamo col dire che  probabilmente in pochi ricordano che nei primi anni novanta quel piccolo e bellissimo paese europeo che risponde al nome di Belgio emanò una legge di carattere internazionale che prevedeva un regolare processo per chi, ovunque nel mondo, si fosse macchiato di crimini contro l’umanità. Ovviamente fra i tanti uomini di potere citati a giudizio dal tribunale belga per questo tipo di reato ci furono anche Bush e Cheney, colpevoli secondo i belgi, di aver impartito degli ordini ai soldati americani di stanza in Iraq che prevedevano di fare fuoco con i cacciabombardieri su obiettivi ritenuti sensibili anche se questi ultimi si fossero trovati vicino a scuole e ospedali. L’accusa dei fiamminghi continuava constatando che quegli attacchi aerei spregiudicati avevano avuto spesso come “effetto collaterale” la morte di centinaia, forse migliaia di bambini e donne innocenti. All’inizio quasi nessuno in Europa e nel resto dell’occidente si accorse o prese sul serio l’iniziativa di Bruxelles, poi quando il Belgio iniziò a fare sul serio, cercò cioè di portare Giorgione Jr. e Dick davanti a un giudice, l’allora presidente degli USA e il suo braccio destro fecero di tutto per far in modo che l’imputazione nei loro confronti decadesse. Anzi, grazie al potere ricattatorio che da sempre il governo degli Stati Uniti è solito esercitare contro chiunque cerchi di mettergli il bastone fra le ruote, grazie a questo potere, dicevo, gli USA fecero in modo di costringere il Belgio nel 2003 a rivedere la legge in questione. E il piccolo staterello nord europeo non poté altrimenti…Peccato, davvero. Perché il testo originario della legge recitava più o meno così: si permette ai  tribunali del Belgio di giudicare i crimini di guerra e contro l’ umanità qualunque sia il posto dove sono stati commessi e qualunque sia la nazionalità dei presunti autori. Invece, dopo le pressioni subite (addirittura l’allora ministro della Difesa americano Donald Rumsfield minacciò un trasferimento della sede Nato di Bruxelles verso altri lidi «meno ostili») dopo queste pressioni, dicevo, il Belgio si vide “costretto” a modificare l’articolo di legge in questione. Con il nuovo testo si garantiva l’ immunità ai leader stranieri e ci voleva un «collegamento» con il Belgio perché le vittime potessero depositare la denuncia a Bruxelles. Insomma, come dire “abbiamo scherzato, ora si torna a casa”. Ed è quello che alla fine fecero anche Bush e compagno (anche se usare il termine “compagno” per uno come Cheney fa scappare un po’ da ridere), e finito il loro mandato governativo se ne tornarono a casa, impuniti e contenti. E quindi a ben vedere questo mio trafiletto è in realtà un Wanted alla memoria, un Wanted per non dimenticare, perché anche se al momento nessun tribunale penale in giro per il mondo attende sul banco degli imputati Bush e Cheney, io so, e come me molti altri sanno che le coscienze sporche non cadono in prescrizione e anzi, se non riescono a espiare questo torbido che le appesantisce finiscono il più delle volte per sedimentare la colpa e il rimorso. E in realtà è proprio quello che spero per loro, sarebbe la giusta condanna, anche se per avere una coscienza sporca bisogna prima averne una di coscienza e non credo che sia questo il caso…

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