Solo, patetico e priapico

SOLO, PATETICO E PRIAPICO
Caro Guglielmo, questo 2011 si è aperto all’insegna di postriboli, di turpitudini, di bunga bunga, di consigliere regionali lombarde vestite da uomo, o da poliziotte, o da infermiere, a seconda delle serate. Di giornalisti che si chiamano Emilio Fede che tramano con…con…vabbè, con Lele Mora per estorcere un milione e duecentomila euro al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, approfittando della sua disattenzione indotta da priapismo compulsivo, in maniera che il primo possa farci sopra un cresta di quattrocentomila euro ed il secondo si ripaghi un po’ di debiti coi restanti ottocentomila. Si è aperto con nipotine di Mubarak strappate alle patrie comunità per minori (e quindi chi l’ha strappate aveva perlomeno il sospetto che fosse minore) da presidenti del consiglio che, in visita ufficiale in Francia, non trovavano di meglio che rompere ripetutamente i coglioni a solerti funzionari di polizia per tutta la notte fino alla liberazione della minore e all’affido a zelanti igieniste dentali di nome Nicole Minetti. Si è aperto con un vecchietto in preda agli ormoni impazziti preso per il culo a sangue da chiunque gli stesse attorno cercando di fottergli tutto il fottibile. Dalle mie parti questo si chiama pressappoco “bordellino dei tram”. E dalle tue?
Alessio Caspanello

Caro Alessio, volendo dargli una definizione un po’ più nobile, la chiamerei la solitudine del potere. Il dramma di un uomo che ha costruito la sua vita principalmente attorno al culto del denaro e adesso, quando si fa sera, deve pagare se vuole che qualcuno passi del tempo con lui. Che sia un falso amico addestrato a fare lo yes man e a reclutare signorine disponibili, o che sia una delle suddette signorine, igienista bilingue o esotica minorenne, poliziotta hard o infermierina sexy, il risultato non cambia: quel che va in scena è una farsa a pagamento, una rappresentazione a beneficio dell’unico spettatore pagante. Il re Mida che ha reinterpretato a modo suo un vecchio slogan anni ’70: il personale è politico. Oggi, fra indignati di sinistra troppo occupati ad alzare il ditino accusatore per avvedersi di quanti pochi voti sposterà questa storia e di quanto invece risultano antipatici loro, e cialtroni di destra altrettanto impegnati a inventare giustificazioni sempre più lambiccate e improbabili per schermare il loro indifendibile dominus, l’unico vero effetto è questo: il tema politico su cui si focalizza l’attenzione della gente è il patetico priapismo di un vecchio. La fine del paese è racchiusa in questa triste metafora?
Guglielmo Pispisa

di Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

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