Delta Blues su Alto Adige

«Delta Blues»: il collettivo Kai Zen rilegge Conrad

  
“Delta blues”: il collettivo Kai Zen rilegge Conrad
Si intitola «Delta Blues» il nuovo romanzo di Kai Zen, collettivo di narratori nato nel 2003. Il gruppo è composto da Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani; i primi due sono nati e cresciuti a Bolzano. Il romanzo – pubblicato dalle Edizioni Ambiente – è un eco-thriller ambientato sul Delta del Niger e nella foresta. Jadel Andreetto vive fra Bologna e Buenos Aires. Al momento di questa intervista si trovava in Argentina, dopo una serie di conferenze in alcune università statunitensi (New York, Boston, Toronto).  
All’inizio del libro scrivete che «Delta blues» è una cover; alla fine, riportate la bibliografia e le fonti da cui avete attinto: avete «coverizzato» un testo di narrativa, un’opera illustrata, o un reportage?  «Delta Blues» è la cover di «Cuore di tenebra» di Joseph Conrad, rivisitato secondo il nostro stile e il nostro punto di vista. Quando ci è stato proposto di lavorare a un romanzo Verdenero e abbiamo pensato di rivolgere l’attenzione agli scempi ambientali delle compagnie petrolifere in Africa, ci è venuto naturale pensare a simili interventi come alle conseguenze deteriori del neocolonialismo. Da lì il pensiero è andato al colonialismo e all’opera più importante in materia che è senz’altro «Cuore di tenebra». «Apocalypse Now» poi, che a sua volta è una cover di quel classico, ovviamente è presente nelle nostre pagine. E, anche se è per lo più ispirato alle memorie di Gaspar de Carvajal, c’è anche l’influenza sotterranea di «Aguirre, furore di Dio» di Werner Herzog.  
Da dove nasce il titolo «Delta blues»?  Il Delta Blues è il blues dei primordi, quello dei primi del ‘900, quello di Robert Johnson che fa il patto con il diavolo al crocicchio, ed è anche una forma di colonialismo al contrario. La musica africana che colonializza i ritmi irlandesi e scozzesi, gli imbastardimenti tra suoni del Nordeuropa e quelli creoli e dà vita al blues, con la sua cadenza triste, ma anche rabbiosa adatta perfettamente a narrare il fluire del fiume. Abbiamo semplicemente riportato in Africa questo suono che lì è nato e che in Occidente ha trovato la chiave deil suo dolore, la sesta nota della pentatonica, il Krol, la «blue note». Quella aggiunta clandestinamente. Scegliere un titolo del genere ha condizionato il racconto, ha modificato l’intreccio costringendoci quasi a inserire il blues per davvero. È un’allegoria di un’Africa non più attuale, che ha fatto il patto con il diavolo e che ha pagato con l’anima un conto troppo salato. L’Africa di oggi invece è un’Africa su cui l’Occidente ha smesso di esercitare un’influenza morale.  
Come avete lavorato alla stesura del testo?  Ogni romanzo di Kai Zen ha bisogno di una configurazione diversa. Questo in particolare è stato pensato in quattro, scritto in due ed editato in tre.  
Come vive il suo essere scrittore, oggi, rispetto ai temi dell’etica, della morale e della politica?  Le storie, le narrazioni, sono un’arma potente in grado di entrare in circolo e diffondersi come un contagio. Si può scegliere come usare quell’arma: puoi limitarti a scriverti addosso e disinnescarla oppure sfidare lo Zeitgesit per raccontarlo e creare così anticorpi che facciano da scudo verso le storie infette quotidiane. Non sono forse narrazioni la pubblicità, il gossip o gli interventi dei politici e tutte le informazioni che ci bombardano senza darci il tempo di sviluppare un dubbio o una critica?  
di Andrea Montali
 
***
 
Ecco la scheda del libro (sempre su Alto Adige):
 

E tra i personaggi del libro compare anche Ivo Andric

Il thriller esce in una collana che ha ospitato anche Lucarelli e i Wu Ming

 La pubblicazione d’esordio di Kai Zen è stata «La potenza di Eymerich» (Bacchilega, 2004), progetto cui ha partecipato tra gli altri anche Valerio Evangelisti. Il gruppo ha successivamente dato alle stampe «Spauracchi» (Bacchilega, 2005) e «La strategia dell’Ariete«(Mondadori, 2007). «Delta blues» è un eco-thriller che racconta la storia del geologo Martin Klein, collaboratore di una multinazionale del petrolio. La vicenda è ambientata sul Delta del Niger e nella foresta, dove Klein decide di dare una sterzata all’operato dell’azienda, proponendo un diverso approccio al territorio e alla popolazione locale, oltre ad elaborare una strategia volta a investire i proventi in energie rinnovabili; l’Ente (questo il nome del colosso del greggio) finge di appoggiare le istanze di Klein, ma in verità trama per eliminarlo. Dell’uomo si perderanno le tracce. Successivamente la multinazionale ingaggia un agente dei servizi, Ivo «Tamerlano» Andric, con il compito ufficiale di ritrovare il proprio collaboratore; ma i personaggi della vicenda, così come i lettori, scopriranno un’altra (o meglio, molte altre) verità.  Un territorio distrutto dall’avidità, raccontato in un romanzo di denuncia che ben si colloca nelle pubblicazioni della collana «Verdenero», un progetto di Edizioni Ambiente: una serie di libri di narrativa che toccano i temi delle ecomafie e dei disastri ambientali che stanno devastando il pianeta. Fra gli scrittori che hanno pubblicato nella collana: Carlo Lucarelli e un altro noto collettivo, i Wu Ming. Il lavoro di Kai Zen è consultabile sul blog (cliccatissimo) kaizenology.wordpress.com. (a.mo.)
 
Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...