Come fa la mucca?

Dunque sono stato per parecchio tempo in una casa di campagna olandese, quasi sepolto dalla neve, isolato tra i campi sterminati e candidi del rurale est,  ai confini con la Germania. In compagnia di intrepidi merli dal becco scuro o arancione (a seconda del sesso), simpatici pony dal ciuffo biondo e dalle tonnellate di merda prodotte (sorprendente, date le ristrette dimensioni dell’animale) e lucidissime lastre di ghiaccio a ricoprire tutto: stagni, canali, sentieri, piste ciclabili e strade. In termini di mobilità, è stato come fare una vacanza nel braccio di massima sicurezza di un carcere. Solo che lì hai la tv via cavo, con ogni probabilità.

E allora vai di buon umore, musica, litri di tè caldo, stufa accesa, dolcetti, sigarette che fanno ridere, libri per bambini, fogli e pennarelli a volontà e qualche idea creativa per non soccombere sempre e comunque dinanzi alle tre femmine dal 50% minimo di sangue olandese nelle vene con cui ho a che fare ogni giorno. No, perchè sono pericolose le olandesi, se non avete mai avuto l’occasione di sperimentarlo: sono emancipate ma adorano i vizi, anche quelli più retrogradi, sono pratiche e senza fronzoli ma con il pallino dell’essere coccolate fino all’eccesso. In pratica, individui dal senso unico grosso come una casa, e sempre a tuo sfavore. Maledette neerlandesi… E sì che gli amici autotrasportatori me l’avevano detto, ancora ai tempi dell’Ape Car e delle damigiane di rosso da distribuire tra i condomini di Pioltello: moglie e buoi…

Ma vediamo i lati positivi: l’eterno confronto Italia-Olanda è stimolante, curioso, spesso avvincente perchè senza spiegazioni apparenti, dunque misterioso. Così capisci la complessità delle cose della vita. La diversità. La relatività. E la rottura di coglioni: non sai mai cosa è meglio, cosa è giusto. In pratica, una tragedia. Ma da vivere con il sorriso. Fanculo. Tanto poi in fondo tutti noi tiriamo avanti a fatica fino a quando si muore, no? Allora perchè menarsela oltre misura? Non ha senso. Meglio stapparsi un’altra birretta, và… E giochiamo ai versi degli animali, vi va, bambine? In italiano, in olandese… che bello!

Ma subito cominciano le perplessità.

-in olandese la mucca  – gloria nazionale – si chiama koe (si legge ‘ku’) e di verso fa ‘boe’ (si legge ‘bu’). Lo sanno già anche i bimbi di pochi mesi, che ovviamente adorano il pacifico e abbondante animale pezzato. Ma come, cazzo? BU? Con la ‘b’? Provate un pò a pensarci, il suono della ‘b’ va fatto con una certa specificità, a labbra serrate, spingendo fiato contro di esse. È una fottuta consonante labiale, per dinci, o meglio bilabiale, e questo vorrà pur dire qualcosa, no? Secondo voi una mucca è in grado di emettere tale suono? Non direi, considerando anche quanto cazzo sia presa dall’erba da masticare non stop e dai suoi quattro stomaci da gestire. Mi sembra così evidente che il suono della mucca sia sostanzialmente un ‘MMMMMMM’ al quale – posso capire – vada aggiunta forse una qualche vocale, per comodità di rappresentazione. Ma sulla ‘b’ avete proprio toppato, amici olandesi, e vi meritate una bella presa per il culo per questo. Ha!

-ma non ridete troppo voi, italioti. Non è che da noi si sia fatto meglio, in casi simili. Vogliamo per caso parlare del cane e del suo verso? ‘BAU’. Ma come? Avete mai visto un cane – goffo, adorabile e bavoso animale domestico – serrare le labbra per esprimere felicità nel vedervi (specie se con frattaglie di cervo alla griglia per le mani) oppure per cacciare via zingari slavi intenzionati a svaligiare la vostra villetta nel trevigiano e fare ‘BAU’? Assurdo. Capisco le differenti interpretazioni, gli ‘UAH’, i ‘WOH’ o gli anglosassoni (e olandesi) ‘WOOF’, così come altri modi di imitare il cane, ma quella ‘b’ di ‘BAU’ è altrettanto ridicola e improponibile quanto la  ‘b’ delle mucche sopracitata. Uno a uno, come al solito. Nessun vincitore. Tutti coglioni uguali, italiani e olandesi. Mettono il labiale ovunque.

-ora lasciamo stare i versi, parliamo di nomi. Le coccinelle in olandese si chiamano lieveheersbeestjes, che tradotto significa: bestioline del nostro caro Signore. Ma che, stiamo scherzando? Qui da noi – paese schiavo da sempre dei capricci e delle ingerenze di clero, Vaticano e compagnia molestatrice – quei deliziosi animaletti dal look così alla moda hanno un nome bello e musicale e in Olanda – paese di droga, puttane e diritti civili -si chiamano ‘bestioline del nostro caro Signore’? Ma cosa sta succedendo a questo mondo pazzo? Cosa significa tutto questo? E le mie certezze laiche? Sono talmente offeso che una volta morto non farò più spargere le mie ceneri su un campo di tulipani rossi, dalle parti di Volendam, all’ombra di un grande mulino a vento ma giuro che mi prendo un cazzo di oculo al camposanto più cattolico che esiste in provincia di Padova.

E le prossime coccinelle cattoliche che becco se la vedranno brutta.

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7 thoughts on “Come fa la mucca?

  1. mia figlia ha battezzato bau ogni bestia quadrupede che vede senza che noi le abbiamo mai detto quello è un bau o scemenze simili. dunque è proprio nel dna linguistico degli italiani: il cane è bau, inutile combattere.

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  2. 😀 voi magari no, ma il resto del mondo di sicuro! il cane è bau IN ITALIA, fratello.. in verità se ti metti accanto a lui quando abbaia, ne entri in simbiosi, ne assumi la posizione, ti accorgi che fa senza dubbio qualcosa di diverso.. io voto per ‘WAUW’

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  3. Uhm forse sono i corati quelli he ne sanno in fatto di coccinelle… da quelle parti si chiamano bubamara… non so cosa voglia dire ma suona bene… in Argentina invece si chiamano vaquita de san antonio: la mucchetta di san antonio!!!

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