Poteva andare peggio

2010, POTEVA ANDARE PEGGIO
Caro Guglielmo, ritengo di poter parlare anche a nome tuo quando affermo che il 2010 si avvia a scalare con rapacità posizioni su posizioni in cima alla shitlist degli anni più merdosi del secolo. E però io qualcosa di buono ce la voglio ancora trovare. Non sono morto, tanto per iniziare. Né mi hanno gambizzato, o rotto pesantemente il culo. E’ già un risultatone, per come la vedo io, quindi si vede che l’emergenza criminalità in città non è poi così grave. Non mi hanno mai arrotato sulle strisce pedonali, anche se ci sono andato vicinissimo almeno dieci volte al giorno, quindi il traffico non è così caotico come sembrerebbe ad una prima rapida analisi. Non ho mai dovuto attraversare cumuli di munnizza, come a Napoli, o a Palermo, o a Catania: solo muntarozzi. E non lasciarti fuorviare dai cassonetti che vengono svuotati una volta ogni tre giorni. E poi, non ho dovuto sudare per prendere l’autostrada, visto che ormai gli svincoli sono cosa fatta. Certo, ci sono voluti vent’anni e ancora non è che siano proprio prontissimi, ma vabbè. E il ponte? Non sei felicissimo che Eurolink sostenga di aver consegnato il progetto definitivo alla Stretto di Messina, nonostante gli studi tecnici siano ancora al lavoro? Dimmi, caro Guglielmo, non ti capita mai di pensare che viviamo nel migliore dei mondi possibili?
Alessio Caspanello

Caro Alessio,
noi viviamo nell’unico mondo che c’è, dunque anche nel migliore possibile, come pure nel peggiore possibile, il che, immagino, equivale a dire che il bicchiere è mezzo vuoto ma anche mezzo pieno. E dopo questa fritturina d’aria, per tornare al giudizio sull’anno che si avvia al termine, posso dire che anch’io ho decisamente visto di meglio. Ma nemmeno io sono morto, anche se ci sono andato molto molto vicino, non mi hanno sparato né minacciato, né imprigionato. Non ho dunque ragione di lamentarmi e preferisco invece coltivare la piantina di un gioioso o, quantomeno, bendisposto stupore. Sorrido e mi stupisco alla notizia che Eurolink ha consegnato il progetto del ponte e sono fiducioso e assai curioso di vedere chi lo firmerà, quel progetto, nella sua versione esecutiva, dato che a me risultavano non essere stati superati alcuni problemini tecnici di fattibilità dell’opera (ma io sono un profano e un male informato, ergo quella firma arriverà di certo). Mi stupisco e quasi mi felicito nell’assistere al quotidiano miracolo di una città che sembra sempre sull’orlo di un baratro in cui non cade mai, forse per aver saggiamente scelto di scenderne la china passetto dopo passetto in modo da arrivare, con prudenza e senza rischi inutili, a toccarne il fondo.
Guglielmo Pispisa

di Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

qui gli articoli precedenti.

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