Sesso e lucertole a Melancholy Cove

More about Sesso e lucertole a Melancholy CoveChristopher Moore, “Sesso e lucertole a Melancholy Cove” (Elliot, pp. 220, € 17,50)

Uno sbirro strafatto di erba, un bluesman cinico sul viale del tramonto, un biologo trasandato preoccupato per dei topi in fuga, un’ex attrice di b-movie postapocalittici affetta da schizofrenia e accompagnata da un “narratore”, uno sceriffo corrotto, dei narcotrafficanti, un nerd bulimico, una psichiatra che sostituisce i farmaci di un’intera comunità con dei placebo, un farmacista morbosamente attratto da pesci e cetacei, un paese in preda alle scalmane e, in pratica, Godzilla. Ecco un romanzo così, sulla carta, non ha alcuna speranza di essere credibile, ma la storia in questione ha una variabile non trascurabile che lo rende un ottimo romanzo: l’autore.
Christopher Moore è un genio. Sì, un fottuto GENIO, uno in grado di mescolare gli elementi di cui sopra con eleganza, ironia e una fantasia prorompente, quasi devastante. “Sesso e lucertole a Melancholy Cove”, tradotto con maestria da Luca Fusari, è un tassello della produzione straripante di questo scrittore che ci ha regalato alcuni dei migliori romanzi in assoluto, “Il vangelo secondo Biff”, e di genere, “Un lavoro sporco”, degli ultimi cinque anni.
Sesso e lucertole è forse il più surreale del lotto, quello più scanzonato eppure poetico, con una costruzione narrativa polifonica che sposta di continuo il punto di vista del narratore, arrivando a mettere i lettori nei panni di un cane e del mostro marino ma rendendo tutto spassosamente plausibile e ridicolmente vivido.
Ma attenzione non si tratta di umorismo fine a se stesso o di demenzialità tout court, Moore sa il fatto suo, ha il dono della scrittura agile ma profonda, è in grado di far ridere a crepapelle ma anche di strappare qualche sorriso amaro. Se non lo avete mai letto “Sesso e lucertole a Melancholy Cove” potrebbe essere una buona porta d’ingresso alla sua produzione, è un romanzo che risale a un decennio fa, uno dei primi, ma sappiate che una volta entrati nel suo mondo sarà difficile uscirne. Moore è tossico, dà dipendenza. Lettore avvisato… www.chrismoore.com

recensione pubblicata da Blow Up (dicembre 2010)

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