WANTED!

Quel simpaticone di George W. Bush durante la seconda guerra del golfo aveva assegnato ad ogni membro del governo di Saddam Hussein,  l’acerrimo nemico, una carta da gioco attribuendole a seconda dell’importanza del ruolo svolto e seguendo più o meno le regole del Poker. Ovviamente l’asso di picche era toccato a Saddam, il Re ad Alì il Chimico e così via. La trovo un’idea orrida, ovviamente, e quindi vorrei usare lo stesso criterio per un mio elenco personale, quello di alcuni ricercati responsabili di gravi crimini, che girano liberi e belli per il mondo. Quando parlo di ricercati non mi riferisco né a mafiosi tipo Matteo Messina Denaro, né a terroristi o presunti tali tipo Bin Laden e soci. Il mio è, come dicevo, un elenco personalissimo di ricercati, per lo più persone che in pochi ricordano anche se il crimine da loro commesso il più delle volte ha sconvolto la vita di intere famiglie e città. E poi non vorrei usare le carte da gioco come identificativo della loro rilevanza in negativo, io a carte so giocare poco e male, ma preferisco fare riferimento alle figurine, quelle dei Calciatori della Panini per la precisione, vi ricordate?

E allora seguendo questo criterio, direi che il personaggio ritratto nella foto qui a lato potrebbe essere un Michel Platini della Juventus, stagione 1984-85, un pezzo importante della collezione insomma. In realtà si tratta di Warren Anderson colui che nel 1984 era il CEO (Chief Executive Officier) cioè l’amministratore delegato della Union Carbide di Bhopal (India). Ma perché Anderson ad oggi è ancora un ricercato, un latitante per la giustizia indiana? Per rispondere bisogna partire proprio da quel 1984. Poco dopo la mezzanotte del 3 dicembre di quelll’anno 40 tonnellate di isocianato di metile(MIC) fuoriuscirono dallo stabilimento della Union Carbide India Limited (UCIL), consociata della multinazionale americana Union Carbide specializzata nella produzione di pesticidi. La nube formatasi in seguito al rilascio di isocianato di metile uccise in poco tempo 2.259 persone e avvelenò decine di migliaia di altre. Il governo del Madhya Pradesh ha confermato un totale di 3.787 morti direttamente correlate all’evento, ma stime di agenzie governative arrivano a 15.000 vittime. Il danno fu così grave e permanente che si ritiene che i prodotti chimici rilasciati nell’aria nell’84’ siano ancora presenti nel complesso, che ora è abbandonato, e in mancanza di misure di bonifica e contenimento, stiano continuando a inquinare l’area circostante. Comunque in seguito alla tragedia nel settembre 1986 il Governo indiano iniziò una causa contro la Union Carbide nel foro di Bhopal e di conseguenza le corti americane non ammisero nessuna delle cause anteriormente promosse, in base al principio del forum non conveniens, cioè della loro incompetenza di giurisdizione, e ponendo come unica condizione che la Union Carbide si sottomettesse alla giurisdizione delle corti indiane, le decisioni furono confermate in appello. Nel novembre 1987, indipendentemente dal giudizio civile, il Central Bureau of Investigation indiano rinviò a giudizio la: Union Carbide, la Union Carbide Eastern Inc., la Union Carbide India Limited, Warren Anderson e otto manager indiani della Union Carbide India Limited con l’accusa di omicidio colposo e lesioni gravi, per aver provocato morti e danni permanenti attraverso l’esercizio irresponsabile di attività e di tecnologie altamente pericolose. Warren Anderson, pensò bene di ritirarsi in pensione nel 1986, ma il 1 febbraio 1992 fu dichiarato contumace dalla Magistratura Indiana di Bhopal, in quanto, come imputato, non si presentò mai davanti alla corte che lo accusò di omicidio. La richiesta di arresto fu inviata al Governatore dell’India e venne inoltrata una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti. Tuttavia la domanda di estradizione non si materializzò mai. Molti attivisti affermarono che il governo indiano esitò a formalizzare l’estradizione per paura dei contraccolpi che i maggiori investitori stranieri avrebbero potuto provocare sull’economia indiana, in seguito alla sua liberalizzazione. Vi fu inoltre un apparente disinteresse da parte del Governo Statunitense nel perseguire il caso, disinteresse che facilitò Anderson nel sottrarsi alla giustizia indiana. Attualmente Anderson è ancora latitante a seguito di una sentenza da parte della corte di Bhopal che in base alle prove dovrebbe condannarlo ad almeno 10 anni di carcere. Lui invece vive tranquillo e beato con la mogliettina in America, come hanno testimoniato diversi giornalisti, statunitensi e non, che hanno provato più volte con telecamere al seguito, a contattarlo al suo domicilio. Si è sempre fatto negare, oppure con un gesto di disappunto invitava i giornalisti ad andarsene, rimanendo in penombra dietro l’enorme vetrata della sua villa immersa in un parco, dove probabilmente ora si starà godendo l’immeritata pensione…

Next week, after Christmas, un nuovo Wanted…

FONTI: WIKIPEDIA

Annunci

One thought on “WANTED!

  1. Pingback: Wanted…is back! « : kaizenology :

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...