Delta Blues su Booksblog

Recensione di Giammarco Raponi, che ringraziamo.

http://www.booksblog.it/post/7066/delta-blues-di-kai-zen

È ormai innegabile che a raccontare la realtà, a mio modo di vedere, è senza dubbio la narrativa di genere, sia giallo, noir o thriller. Si aggiunga a questa banale osservazione un certo impegno a raccontare realtà specifiche legate a tematiche ambientali e si avrà la collana Verdenero di Edizioni Ambiente.

Delta blues dei Kai Zen, un folto e già ben noto collettivo di scrittura, è un ottimo risultato di questo connubio, un libro dalla scrittura asciutta, senza fronzoli, e dal ritmo incalzante: ci si ritrova all’ultima pagina senza quasi accorgersene. Perciò, veniamo all’aspetto più interessante: la trama.

Martin Klein viene informato del decesso del suo amico Søren Fresleven, morto di infarto, che è già nel pieno della sua operazione in Nigeria. Martin è sul punto di lasciare tutto e partire, quando viene rapito.

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Martin e Søren erano molto legati, sin dai tempi dell’università a Monaco, dove Martin si era iscritto alla facoltà di Filosofia dopo aver già preso una laurea in Geologia con tanto di dottorato e plauso accademico. Sposa la sorella di Søren, Karen, che morirà presto e dalla quale avrà una figlia, Nina.

Søren, nel frattempo, diventa parlamentare e membro della Bredbury Power System, una società che produce «celle e unità backup per vetture e centrali», e che insieme ad altre società «fa pressione sul dipartimento ambiente del Parlamento europeo, affinché si elabori al più presto un progetto strategico di rinnovamento degli enti pubblici che si occupano di energia».

L’incarico viene affidato a Martin Klein, che viene mandato dall’Ente, una multinazionale del petrolio, nel Delta del Nigeria «per verificare le applicazioni e le possibilità al progetto, in vista dell’imminente normativa comunitaria».

In altre parole, Martin dovrà verificare se ci sono le condizioni per una eventuale riconversione del sito alle energie pulite. Ma a chi converrebbe una soluzione del genere, in una zona del mondo – non l’unica, purtroppo – dove ogni cosa è sporca di petrolio?

Perché la verità, che ormai dovrebbe essere assodata, è che il petrolio sporca, inquina, crea dolore, guerre e devastazioni. Purtroppo, però, a dissetarsi alla sua fonte sono in tanti: dalle multinazionali ai trafficanti di armi alle bande di criminali che scorazzano per il fiume Niger.

Ma riesce a sporcare anche le coscienze? No, se in cima alla scala di valori ci sono i soldi.

Toccherà a Ivo Andriç «un lavoratore con la maiuscola», paradossalmente assoldato dallo stesso Ente, mettersi sulle tracce di Martin, scoprire come stanno davvero le cose e a raccontarci questa terribile storia.

Delta blues
Kai Zen
pag. 272
euro 16,00

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