Storia Continua

Una bella cosa che ci riguarda è apparsa in rete in questi giorni, pubblicata a puntate. La segnaliamo qui sotto, e ringraziamo Scrid di www.storiacontinua.com

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1° puntata – http://www.storiacontinua.com/autori/parte-il-laboratorio-kai-zen/

Sono davvero entusiasta di potervi riproporre un nuovo ciclo di lezioni sui generi letterari nati dal Web, partendo proprio dalla storia del collettivo Kai Zen. Loro ci hanno iniziato alla scrittura collettiva e, quindi, a loro spettava questo primato.

Per chi non fosse ancora molto ferrato sull’argomento, non si preoccupi, nelle prossime settimane i Kai Zen ci illumineranno anche su cos’è e come è possibile realizzare un’opera collettiva. Oggi, tanto per spezzare un po’ il ghiaccio, si sono limitati a ripercorrere le tappe della loro carriera. Ecco come nasce un collettivo di scrittura:

kai Zen nasce il giorno della presentazione del suo primo libro. Bizzarro ma vero. Nel lontano 2003 un sito locale emiliano in collaborazione con Wu Ming ha lanciato in rete un romanzo da costruire insieme, online. Hanno fornito un incipit e dato libero sfogo agli internauti, scegliendo poi i capitoli che man mano avrebbero proseguito la storia, tra quelli arrivati.

Tre dei kai zen parteciparono all’iniziativa, non conoscendosi, ognuno da casa propria. L’esperimento fu ben riuscito, e una piccola casa editrice di Imola, la Bacchilega, decise di pubblicare il racconto. Ne è uscito ‘Ti chiamerò Russell‘, romanzo che ci ha permesso di conoscerci di persona, durante la sua presentazione alla biblioteca di Imola nel 2003.

Ci siamo piaciuti e ci siamo scambiati l’indirizzo email. Poi da casa abbiamo cominciato a bombardarci di idee, progetti, proposte. Tra queste, una ci ha colpito molto: quella che poi diventerà ‘La strategia dell’ariete‘, il nostro primo romanzo. E abbiamo cominciato a lavorarci. Poi ci siamo incontrati una prima volta a Bologna, eravamo in 4, abbiamo discusso per bene del romanzo che stavamo scrivendo, e lì è nato in concreto il progetto kai zen. Ci sono voluti un paio di annetti per conoscerci e carburare bene. Poi sono arrivate le pubblicazioni e il resto.

In sostanza, siamo 4 persone diverse, con immaginari, stili di vita e gusti diversi, con attitudini differenti che siamo riusciti, negli anni, ad amalgamare bene. Il primo passo è stata la fiducia reciproca, e l’amicizia. Senza questi due elementi non avremmo potuto mai condividere dei progetti. E piano piano è arrivata la consapevolezza che, forse, dato che uno era bravo con la creatività, uno con la concretezza, uno con la raffinatezza del linguaggio ecc. potevamo davvero funzionare come una band, e in più influenzarci a vicenda, migliorandoci . Potevamo mettere a disposizione del gruppo le nostre individualità. Condividere un progetto, così come 4 colleghi che hanno casa, famiglia e vita privata, condividono una piccola società in un settore lavorativo. Noi lo abbiamo fatto con la scrittura.

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Ci sono due ‘dipartimenti’ all’interno di kai zen. Uno è quello della formazione a 4 ‘fissa’, noi 4, quelli che pubblicano romanzi a nome ‘Kai Zen’. L’altro è quello più sperimentale dei Romanzi Totali, delle iniziative online aperte a tutti, sull’esperienza di ‘Ti chiamerò Russell’, che noi negli anni abbiamo affinato e migliorato, arrivando alla pubblicazione cartacea di altri due romanzi ‘collettivi’: ‘La Potenza di Eymerich’ e ‘Spauracchi‘, nei quali la comunità di navigatori che ci ha seguito nell’iniziativa si è vista pubblicare i loro capitoli e – in alcuni casi – ha formato a sua volta gruppi di scrittura collettiva.

Come vedete, il virus virtuale è contagioso.

2° puntata – http://www.storiacontinua.com/corsi-di-scrittura/la-distruzione-del-mito-dellautore-nella-scrittura-collettiva-prima-parte/

Prosegue il Laboratorio Kai Zen con due articoli sul ruolo dell’autore, su come si sia rinnovato grazie all’avvento di una scrittura collettiva moderna, agevolata nello scambio e nella diffusione dai nuovi mezzi di comunicazione.

Ci hanno sempre insegnato che lo scrittore è una sorta di penna divina, da lasciare in pace per far sì che trovi il flusso magico di ispirazione, seduto da solo là sul cucuzzolo del monte della Sapienza.

Ci hanno sempre detto che ci sono autori immensi, dal talento infinito, costante e inarrivabile. Che questi autori producono libri di 500 pagine ogni anno, massimo due. Possiamo anche crederci, se ci fa comodo, ma in realtà la scrittura non è mai un processo puramente individuale.

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Ci sono editor, collaboratori, confidenti. Anche chi eventualmente scrive da solo ogni tanto scende a prendersi una birra, conosce gente, si confronta. Poi torna alla sua scrivania con una nuova idea, una nuova ispirazione. Questa è già scrittura collettiva, ovviamente in stato embrionale.

Il punto è che una buona idea difficilmente arriva diretta da un singolo pensiero individuale. Molto più spesso è un’amalgama di punti di vista, un mix di immaginari, ispirazioni, trovate. Anche nella scrittura è così, per noi Kai Zen.

Le idee che condividiamo sono spesso e volentieri migliori delle possibili idee individuali che potremmo avere. La scrittura collettiva è una forma di scrittura che allarga al mondo letterario gli stessi approcci della troupe cinematografica e della band rock. Kai Zen è come una band. Funziona come una band.

Tra l’altro, così facendo, la scrittura non solo è più ‘divertente’, ma si avvicina molto di più alle possibilità di ciascuno di noi e di voi internauti: più che concepire, pianificare e realizzare un romanzo tutto da soli, qui si tratta di discutere, condividere, suddividere i compiti tra un gruppo di persone. Altrimenti la figura dello scrittore rimane uno status inarrivabile per la maggior parte di noi, è un falso storico, come dicevamo sopra.

Invece, nella scrittura c’è bisogno di tante cose diverse, uno non se l’aspetterebbe neanche: idee, coerenza, fantastia, concretezza, descrizioni, dialoghi, personaggi, ambientazioni, ritmo, verosomiglianza, vocabolario, evocatività e via dicendo. Difficile che una persona possa essere tutto questo, se non si tratta di un grande della nostra epoca. Più facile che un gruppo di persone possieda qualità diverse e, se si mette a lavorare insieme, possa sfruttarle tutte al meglio.

L’amalgama costa fatica, ovvio. Non sempre riesce, altrettanto ovvio. Ma vale sempre la pena e – forse – è l’unica forma possibile, se non ci si sente già da soli grandi scrittori.

Segue la seconda parte l’intervento dei Kai Zen sulla scrittura collettiva.

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A breve su www.storiacontinua.com le prossime puntate.

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One thought on “Storia Continua

  1. Pingback: Storia Continua – 2° parte « : kaizenology :

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