Roba pubblica

Sarà che sono già entrato nella fase ‘Bello avere e crescere figli, ma… la mia vita? Quando torna al legittimo proprietario?’, sarà che provengo dalla working class, o che per me le religioni  – tutte, leggere a tal proposito il magnifico ‘Vangelo secondo Biff’ di Christopher Moore – fanno ridere (o incazzare), ma con questo post voglio sostenere a gran voce tutto quanto sia PUBBLICO nei servizi per l’infanzia.

E badate bene, la politica non c’entra un cazzo. Potrei essere il conservatore più fermo di questo mondo, un mostruoso ibrido di Ronald Reagan, Margaret Thatcher e Totò, un figlio illegittimo di Angela Merkel e l’Imperatore Hirohito (ma si dà il caso che non lo sia 🙂 e che sia invece un maledetto camionista fricchettone tutto droga, sesso e cittadinanza libera), e comunque sosterrei la causa: ai bambini va data un’istruzione, dei servizi, dei materiali, dei trattamenti di tipo pubblico. Uguale per tutti. Livellato al basso. Sempre e comunque. E che cazzo… di viziati in giro se ne vedono già a bizzeffe, di differenze sociali ne abbiamo a palate, vi sembra il caso di impostare la vita di un nuovo individuo immergendolo nella bambagia privata di circoli privilegiati, ambienti religiosi, contesti internazionali da puzza sotto il naso e via dicendo? Per avere poi il solito, insopportabile rampollo dalla evve moscia e la faccia da schiaffi, che non sa nemmeno mettere insieme i calzini dello stesso tipo dopo che si sono asciugati sullo stendino? Ma per favore…

Ci sono molte motivazioni per l’abolizione di qualsiasi servizio per la gioventù (ivi inclusi corsi vari, sanità, trasporti e quel cazzo che volete ancora) di tipo privato, oltre all’odioso fatto che qualcuno faccia soldi sulla ridicola apprensività di noi genitori italici. Ne elenco qui sotto alcune, invitandovi a discuterne civilmente sul ring della palestra ‘Occhio Nero’, nella quale mi alleno nei fine settimana: panza pelosa al vento e tatuaggi da galeotto in bella vista. Ce ne fosse uno completato… colpa degli indulti! Ogni volta mi risbattono fuori prima del tempo.

* Già i bambini tendono per natura a non essere mai contenti, volere sempre di più e rompere il cazzo a più non posso (ehi, assomigliano alla maggioranza degli adulti, ora che ci penso!), vi sembra il caso di riempirli di esclusività, privilegi, cose preziose, personaggi importanti, trasporti preferenziali e via dicendo? Ma dico, siete totalmente impazziti? Evidentemente, chi fa queste scelte non alleva di persona i suoi figli: ci saranno nugoli di filippini al seguito. A proposito, ho fatto un sogno fantastico: tutti i filippini si ribellano, prendono a calci in culo i biondi loro padroni e cominciano a comportarsi come barboni nichilisti punkabbestia, maghrebini comunisti e pure ricchioni. E Rom. Lasciano i piccoli principini da soli nei parchetti quando fa buio, fanno cagare i cani con pedigree davanti all’uscio di prestigiose boutique nel quadrilatero della moda, spaccano specchietti di automobili di lusso, così, per il gusto di farlo.

*nelle cose pubbliche si è tutti uguali, la roba scarseggia, il personale non è servitù e gli altri bambini ti fanno subito capire che là fuori non è tutto rose e fiori: perfetto! Quale migliore scenario per dimostrare ai nostri amati succhiasangue che anche loro devono pedalare un pò, per far giornata? Ah, io non cambierei mai la mia Scuola d’Infanzia con bidelle ciccione dal passo incerto, maestre multitasking e arredamento essenziale stile anni ’60 per un modernissimo loft infarcito di design e puzza sotto il naso. C’è tempo nella vita per differenziarsi dalla massa e diventare manager di successo: che all’inizio allora si sia tutti perfettamente uguali e livellati al basso.

*è matematico: le bambine che hanno frequentato le scuole religiose diventano ehm… come posso dire… zoccole :), i maschietti dei babbioni incredibili, quelli che vanno alle scuole dei diplomatici saranno dei frustrati perenni, quelli dei jet set  internazionali dei disadattati a vita. Meglio allora una bella scuola pubblica dalla carta igienica scarseggiante e dalla pochissima scelta al baretto (tipo, una/due merendine e acqua del rubinetto- fosse per me…) per temprare i nostri amati e prepararli davvero alla vita: accontentarsi di poco e impegnarsi per migliorare.

*ma vi sembra sensato svenarvi, prosciugare le vostre  – talvolta – nemmeno troppo floride finanze per garantire al vostro moccioso qualcosa di speciale? Qualcosa che lo differenzi dagli altri? Ma siete matti? Il vostro maledetto moccioso deve invece proprio essere UGUALE agli altri, identico, cazzo! Usufruite delle cose statali, risparmiate dei soldi e statevene tranquilli: le cose migliori sono pubbliche, il personale migliore, l’atmosfera più sana, reale, normale. Altrimenti sbatteteli pure negli asili degli orrori di fottuti privati che vogliono solo far soldi, o dateli ai preti che ve li ehm… ok, ho promesso alla mia signorina che mi sarei contenuto in questo post 🙂

Dunque amici, usate la testa: non crescete piccoli mostri disadattati ma piazzate i vostri figli nelle cose pubbliche e tenetevi i soldi per qualche bella scampagnata fuori dai confini italici: guardate come fanno gli altri. Apprezzatene la normalità. Sono figli, non eredi al trono! E meritano amore, attenzione, regole e limitazioni. Sì, esatto: tutte quelle che voi non vi siete mai dati! E infatti guardatevi un pò: risultati scarsi all’alba della vecchiaia, no?

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2 thoughts on “Roba pubblica

  1. Pingback: Squola « : kaizenology :

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