Nemo profeta in patria 2

Description unavailable

Image by gottanew1 via Flickr

Wikileaks continua a pubblicare notizie sull'”Ente”, notizie che Delta Blues raccontava prima che accadessero. Martin Klein sapeva tutto ecco perché gli è successo quello che gli è successo…

«L’accordo tra Heritage e Eni è frutto apparentemente di corruzione»: così il vicepresidente per l’Africa della compagnia petrolifera britannica Tullow, Tim ÒHanlon, «identificando in due ministri ugandesi» coloro che avevano ricevuto i «benefici dall’intesa» in un incontro con l’ambasciatore americano a Kampala, Jerry P. Lanier, del 14 dicembre 2009, incentrato su una maxi intesa che l’Eni si apprestava ad annunciare in Uganda. Lo rende noto Wikileaks. «La Tullow afferma che alti responsabili del governo dell’Uganda sono stati “compensati” per sostenere la vendita alla rivale compagnia italiana Eni. ÒHanlon ha identificato il ministro della sicurezza, Amama Mbabazi, e quello dell’energia, Hilary Onek, come quelli che hanno beneficiato dall’acquisto dei diritti della Heritage a Eni», si legge nel cable pubblicato da Wikileaks. «Se le accuse della Tullow sono vere – e noi crediamo lo siano – allora questo è un momento critico per il nascente settore petrolifero dell’Uganda», scrive il diplomatico americano.

Il 18 dicembre, Eni annunciò l’acquisto dalla britannica Heritage del 50% ed il controllo dei blocchi 1 e 3A in Uganda, per un ammontare complessivo da 1,35 miliardi di dollari. Una vicenda poi protrattasi per lungo tempo, con la «chiusura della partita Uganda» nel febbraio 2010. «La compravendita Heritage-ENI probabilmente deraglierà ogni potenziale partnership tra la Tullow e la Exxon Mobil, e avrà profonde conseguenze per la trasparenza nella futura gestione dell’industria», si legge nel cable siglato dall’ambasciatore Usa a Kampala, che preannuncia dure misure, «fino al ritiro del visto a Mbabazi, già conivolto in diversi scandali», e pressioni sul presidente Museveni su «questi preoccupanti segnali di corruzione crescente». In un altro cable pubblicato da Wikileaks, si fa riferimento alle attività dell’Eni in Venezuela, e in un dispaccio del febbraio 2010 in cui l’ambasciatore Usa a Caracas racconta l’incontro con l’ambasciatore italiano, Luigi Maccotta, incentrato sugli accordi siglati dall’Eni con il governo di Chavez. «O accettate o prendo un aereo», sarebbe stato l’ultimatum di un responsabile Eni al governo sul contratto.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...