Coccodrillo

Qualche tempo fa mi capitò di intervistare Mario Monicelli, fu una conversazione piacevole e divertente. Parlammo di diverse cose e da qualche parte deve esserci pure il file audio di quello scambio. Al magazine per cui scrivevo interessava una certa statua che il regista aveva acquistato e il pezzo ruota attorno a quello, il ricordo che serbo di quella chiacchierata va ben oltre. Ora che Monicelli ha scelto la libertà non mi resta che questo frammento, la punta di un iceberg, poche battute ma molto molto efficaci:

«Da duemila anni Gesù si vendica su di noi di non essere morto su un divano.» Così Emil Ciorani in “Sillogismi dell’amarezza”. In molti, dopo e prima di lui, hanno ragionato, ricamato, filosofeggiato e scherzato sul tema. Di recente, in chiave pop, Davide Colombo del collettivo multimediale milanese “il Deboscio”, ha lavorato a un progetto in questa direzione partendo da quello che in narrativa anglosassone si definirebbe un what if : quale sarebbe ora il logo della chiesa cristiana se Gesù fosse stato decapitato?
Con l’aiuto di uno sculture specializzato in calchi ha realizzato una statua che rappresenta Cristo inginocchiato su un ceppo; poco distante la testa mozzata poggiata su un cuscino. Nessuna traccia di sangue, colori neutrali e soprattutto nessuna ascia in vista. In termini simbolici, l’assenza dell’ascia è in realtà una presenza. E infatti “il Deboscio” ha approntato una serie di fotomontaggi, in cui i luoghi della cristianità, dalla chiese ai cimiteri, sono adornati di asce e non di croci. Da qui il titolo dell’opera: “L’immagine coordinata”, l’immagine, il logo, mancante da abbinare alla scena della “sacra decapitazione”. Il regista Mario Monicelli, piacevolmente colpito dal lavoro di Colombo ha deciso di comprare l’opera. L’ho intervistato.
Come mai hai scelto di acquistare “L’immagine coordinata”?
L’ho comprata… In realtà è rimasta ancora alla “Littleitalygallery” a Milano, l’ho vista solo in foto, non ne conosco nemmeno le dimensioni.
È più o meno a grandezza naturale. A questo proposito dove la metterai?
Be’ io abito in quaranta metri quadrati, il posto si trova (ride).
Tornando alla domanda iniziale…
È un riconoscimento nei confronti di un lavoro artistico che reputo intelligente. Mi piace l’idea spiritosa, leggera e allo stesso tempo dissacrante che c’è dietro. È un’opera molto carica di ironia. È questo il motivo principale che mi ha spinto a comprarla. ne ho parlato con Davide Colombo e siamo entrati in sintonia immediatamente, proprio sulla caratura ironica del suo lavoro. Di questi tempi l’ironia è merce rara. E su certi temi poi… Ne parla anche il mio ultimo film (Le rose del deserto N.d.R.). C’è una scena in particolare in cui alcuni soldati, per irritare un frate che è con loro, guardando la luna commentano: “certo che la mezzaluna è molto bella, esile, romantica… meglio della croce, simbolo di morte.”
A livello formale, come giudichi l’opera?
L’opera mi è piaciuta sia a livello estetico che poetico. Ne ho apprezzato il disegno, la composizione, i piani e la luce. Spero poi sia davvero così, ripeto ho visto solo l’immagine e a meno che non sia merito esclusivo di un grande fotografo…
Un acquisto fatto da un nome come il tuo non può che dare visibilità a “il Deboscio”…
Volevo dare un attestato di stima a questi giovani artisti, e aiutarli per quanto possibile. Sono molto bravi e arguti. La curiosità nei confronti de “L’immagine coordinata mi è venuta leggendo il depliant di presentazione: preciso, simpatico e scritto bene, cosa da non sottovalutare affatto, in quanto abbastanza insolita. Ormai i ragazzi non sanno più scrivere… non conoscono più la sintassi.
C’è chi ha definito l’opera una blasfemia gratuita e scontata…
Ognuno la pensa come vuole, io ho intravisto del concetto nel lavoro di Colombo. Il resto lascia il tempo che trova.

 

 

 

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3 thoughts on “Coccodrillo

  1. Copio sotto due battute tratte da http://www.spinoza.it che mi sembrano un epitaffio perfetto:
    Mario Monicelli, 95 anni, sfugge alla morte buttandosi dalla finestra. [darlene alibigie]

    Mario Monicelli si è ucciso gettandosi dalla finestra: fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione.

    Mi piace

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