Piccolo mondo antico

Listening to Richard Brautigan

Stare in America non mi fa bene. Non mi fa bene perché distorce la prospettiva che ho del mondo, o meglio del piccolo mondo antico, e mentre tengo conferenze nelle università più prestigiose del mondo (lo so suona sborone ma è così) in Italia le migliori menti del panorama critico letterario fanno il loro sporco lavoro, pagati, coccolati e riveriti. Sapete che c’è? Andate a battere la merda.

C’è un giornale che sbava come un cane tenuto alla catena dal padrone, a cui non piace tanto quell’altro padrone là, ma il suo magazine non è molto diverso da quelli dell’altro padrone là… Ora, e sarò sincero, non me ne frega nulla di cosa si scrive e si dice di Kai Zen, nel bene e nel male. Noi facciamo la nostra cosa e in questo caso dobbiamo restare in ombra, ma se nella stessa pagina in cui si parla di Delta Blues, si parla anche dei lavori di due scrittori di calibro, di quello di un saggista bizzarro ma eccezionale e di quello di un economista serio, un fil rouge deve esserci e quel fil rouge è che nessuno di loro ha molto spazio, sono tutti confinati in un piccolo box perché nell’articolo principale c’è il Libro. Il Libro? Sì il Libro, il Libro che spiega il razzismo ai ragazzi raccontando la favola di un calciatore.

Non metto in discussione la bravura e la professionalità dell’autore, non leggo la gazzetta dello sport e non leggo libri per ragazzi, o per lo meno non li frequento troppo (di solito mi basta Neil Gaiman, e a volte mi avanza pure), né tantomeno discuto dell’importanza di parlare – attraverso una passione come il calcio – di razzismo ai ragazzi… anche se credo non serva a nulla. È che mi sembra solo l’ennesima proposta politicamente corretta costruita ad hoc. Insomma buone intenzioni, glamour e una discreta operazione commerciale.

Ma perché non si dedicano, con sincerità, pagine solo a questo allora? Tanto ormai le pagine che si occupano di letteratura e saggistica si stanno trasformando in cronaca bianca, in una rubrica nella rubrica costume e società. Giochiamo pure al ribasso, ma con onestà per cortesia.

E noi con il nostro romanzetto d’appendice, dobbiamo solo essere felici di stare lì tra cotanti nomi, sulle prestigiosissime pagine del magazine più radical (chic) del piccolo mondo antico. Felici, contenti e muti. Come scriveva il mio socio in uno scambio di mail: festeggiamo festeggiamo, balliamo come i pazzi senza domani su questo fottuto Titanic.

Ma voi intanto, voi andate a battere la merda.

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