Christian

Una volta ho ammesso durante uno dei giovedì ‘Tanga tra i denti’ di noi amici camionisti – nell’intervallo tra un’esibizione e l’altra, whisky in mano e Fausto Papetti in sottofondo – che una delle mie perversioni più eccitanti è quella di ascoltare Radio Italia solo musica italiana per alcune ore di seguito, a volte addirittura giorni. Kristo, lo slavo con maglietta ‘Kill them all’ (la versione adulta del poppante con disegni a penna Bic sul braccio che abbiamo visto fare lo sbruffone in diretta nazionale dallo stadio Marassi, qualche settimana fa), non la smetteva più di ridere. Perchè? Chiedevo io. ‘Ma non sei mica un duro e puro anti-tutto, tu?’ Stronzate. Semmai sono un anti-niente, a parte i nazi. E poi che c’entra? Non è bellissimo calarsi per un attimo nella tradizionale attitudine melodica italiana? Si capisce tutto, lì. Si capisce ogni cosa della gente, dei modi di essere, di fare, di cos’è veramente italiano oggi. Funziona molto più di tante altre analisi sociologiche possibili – tipo sull’alimentazione o sul modo di vestire – ormai così globalizzate e superficiali. E poi cazzo, è troppo divertente! Sentire Biagio Antonacci che si crede il dio in terra e Ramazzotti starnazzare come un papero, godersi l’infantilità senza limiti di Max Pezzali, la profondità intellettuale de borgata di Tiziano Ferro, le melodie con le palle della Pausini… che figata 🙂

Ora qui però racconto di una mia perversione ancora più segreta. Ma sì, vada come vada: ormai voi internauti per me siete di casa. Non potrei nascondervi più nulla, per voi sono come un libro aperto. Ebbene, ho amato alla follia Christian. No, non il vostro vicino di appartamento e no, non in senso sentimentale e/o carnale. Parlo di musica, e parlo di Christian il cantante melodico italiano degli anni ’80. Quello della foto, ricordate? (A proposito, notare il maglione legato sulle spalle di truck driveriana memoria…) Il romanticone. Il belloccio. Lo sdolcinato. Il di bianco vestito. Lo Julio Iglesias italiano.

Non esiste acconciatura più riccia della sua, fossetta del mento più calcata, vestito più elegante e immacolato. Lui, l’unico e inimitabile. Il migliore. L’espressione più piena e riuscita del romanticismo estremo quale stile di vita. Romanticismo puro fine a se stesso, tra l’altro. Cioè, nemmeno riferito all’interlocutrice naturale: l’amata (o l’amato). Ma figurati… Romanticismo autoreferenziale. Smielare per smielare. Punto. Amore dunque immaginario, platonico, teorico. Che poi puntualmente in un rapporto normale cozza con lo sporcarsi le mani della routine di tutti i giorni, ovvio, e combina disastri. Alzi la mano chi non sa di cosa sto parlando.

Comunque, il buon Christian, o meglio Gaetano Cristiano Rossi, nasce in una famiglia umile palermitana e da piccolo spacca con il pallone tra i piedi. Un pò Maradona, un pò Cabrini si trasferisce poi al nord per seguire la famiglia ma la sua carriera calcistica si interrompe per un problema al cuore (forse troppo pieno di ammore?). E così comincia la carriera canora. Ora, la domanda sorge spontanea: ma i medici non potevano farsi i cazzi loro? Scherzo, naturalmente, tanto più che proprio in queste righe sto celebrando il mio amore incondizionato per quella melassa inascoltabile che è andato avanti ad incidere per decenni! E – attenzione – il ragazzo gira ancora oggi in tour per il mondo, e fa il pienone amici. E sapete perchè? Perchè l’Italia all’estero è soprattutto questo, e lo sarà sempre: sentimenti, melodramma, dolcezza, esagerazione, gesticolazione, pummarola in coppa e via dicendo. Al massimo, si sono aggiunti alla lista negli ultimi decenni camorra, prosciutto e melone, Armani e Berlusconi. Giusto per farvi rimpiangere la tradizione…

Dunque per favore smettetela, voi giovani moderni tutto design, musica elettronica e vestiti alla Lady Gaga. Non capite proprio un cazzo… fate i neomelodici, che avrete successo. Riempitevi la bocca di zucchero, cuore, ammore e stronzate simili. Mica dovete crederlo davvero! Ma che, scherziamo? Poi nel privato potete fare ammucchiate bisex o transex, come tutti gli altri, ma mi raccomando: sotto i riflettori solo microfono ben impugnato, sorriso paraculo, capello ingellato e tanto tanto tanto TANTO sentimento.

Più italiano di così…

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6 thoughts on “Christian

  1. io capisco e apprezzo,
    ricordo il sabato della finalona di Sanremo su Rai1 del 1983 , ad aspettare l’esibizione del sopracitato Christian con “abbracciami amore mio”…anche se Padre Cionfoli quell’anno, con “Shalom” aveva letteralmente lasciato tutti a bocca aperta ( me compreso ).
    mi mancano tanto tanto quei sabati canori e sò che mai più torneranno….

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  2. no dai Luca… mi fai piangere così! certo che torneranno! con marco carta, i dari e via dicendo.. 😀 una confessione: a me Alice di ‘per Elisa’ faceva paura, proprio mi inquietava

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  3. Io avevo una cassetta con le canzoni di natale cantate da Christian, porca miseria!

    C’era pure “We are the world” (che non è un canto natalizio ma l’italiano medio non sa l’inglese quindi tu buttacela dentro): e la versione di Christian mi piaceva un sacco… Poi ho scoperto l’originale…

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  4. Truck.. solo per te ho fatto una approfondita ricerca tra le musicassette della mia collezione [mia… dei miei genitori… collezione… pila impolverata nell’angolo di una ancora più impolverata e dimenticata libreria delle enciclopedie] e guarda che ho trovato…

    Fronte

    Retro

    Non ho capito perchè un file mi è stato salvato in png e l’altro in jpg ma è lo stesso…

    Enjoy the Christian! 😀

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  5. bibbidi bobbidi boo… oh mio ddio… sto sbavando.. tutti mi guardano in ufficio.. che imbarazzo… GRANDE PANCHO! 🙂

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