Here come the bastards, here they come

Da quando Delta Blues è in libreria sono passati solo sei giorni.  Nella testa mi ronza di continuo il pezzo dei Primus “Here come the bastards”, come mi ronza di continuo, dopo la presentazione bolognese, una riflessione sull’altro da sé. È un tema su cui rimugino da parecchio e mentre stavamo pianificando Delta Blues stavo lavorando al mio saggio su Neon Genesis Evangelion in Pop Filosofia e mi accorgo solo ora, solo dopo averne parlato in pubblico, ragionato assieme al pubblico, che deve esserci stato un cortocircuito tra le due cose. L’alterità è un tema fondamentale in Delta Blues e non ce ne siamo quasi accorti, o meglio lo abbiamo introiettato talmente tanto, che Derrida e Sartre fanno capolino a ogni pié sospinto anche se non erano invitati. Ci tornerò, dopo altre presentazioni, quando il flusso carsico che in Delta Blues unisce il “negro” al Monumento alla Vittoria di Bolzano avrà trovato il canale giusto per scorrere alla luce del sole.

La presentazione bolognese è andata ben oltre le nostre aspettative. La Compagnia Fantasma ha riscritto, sonorizzato e interpretato Delta Blues alla perfezione, cogliendo il senso di ossessione, di caduta e di oscurità forse anche meglio di quanto potessimo fare noi. L’audio della diretta non c’era, U-stream ci ha comunicato che non c’era abbastanza banda – no hay banda – ma lo abbiamo recuperato e lo metteremo online al più presto. Grazie a tutti quelli che sono venuti a sentirci, e a quelli che ci hanno provato da casa. Grazie, ne avevamo bisogno, i bastardi ne avevano bisogno per tornare e infatti eccoli che arrivano…

Eugenio Saguatti ci ha scattato qualche foto, ve le mostreremo…. intanto una, basta e avanza: coglie il momento, la congiuntura astrale che ci vede tutti e quattro assieme. Succede poche volte l’anno e quando succede, per noi, è sempre un’emozione molto forte. Siamo vicini, vicinissimi, ogni giorno ci sentiamo al telefono, ci scriviamo decine di mail, cazzeggiamo e lavoriamo fianco a fianco, ma non possiamo stare assieme. Come posso spiegarlo? È come avere i migliori amici in casa tutto il giorno e allo stesso tempo non potergli tirare una pacca sulla spalla, un coppino, stringere loro la mano, abbracciarli quando si finisce un libro o quando se ne comincia un altro…

Noi viviamo nelle nostre pagine, conosco gli altri anche e forse meglio grazie alle storie che mi raccontano. È un privilegio. Lo so. Ma a volte non basta. Alle volte ci vuole un divano vecchio di pelle in una libreria che ti fa sentire a casa

Bando alle ciance sentimentali…. domani sera e dopodomani ci trovate a Torino. Saremo alle 21:30 alle Officine Bohemien di via Mercanti 19 per DELTA BLUES e il giorno dopo saremo ospiti di Autori in Digitale alle 11.30 al il centro congressi Torino Incontra di via Nino Costa 8.

Here they come. Here come the bastards, I heard it from a confident who heard it form a confidant
They’re definately on their way. There’s one with this idea. Something about a hammer head shark, nosehairs and flatus
Best keep your distance because  Here they come here come the bastards  Bury your head deep in the sand.
Anonyminity is a virtue in this day and age.  Amazing hand dexterity . Flagrant misuse of security
Better run, run, run, run, run  Run Run Run Run, here they come

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5 thoughts on “Here come the bastards, here they come

  1. 😀 ddio quanto mi piacete.. ma guardiamo in faccia la realtà: se fossimo vicini non dureremmo che un paio di mesi- e quanto sarebbe dura per me farvi capire che dovete ascoltare sempre quello che vi dico! ufff…

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  2. Non conoscendovi di volto: posso provare a imbroccare chi è l’amato Truck Driver?

    Il primo sulla destra.

    Ho vinto qualche cosa?

    :D:D

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  3. lascia stare che sono offeso a morte.. manco mi si vede!!! 😀 ma come hai fatto a indovinare?? Panciovilla mi stupisci sempre più..
    Hai vinto un set giòstyle anni ’80 per il campeggio

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