Proposte per Milano

Io quattro consigli in croce da dare a donna Letizia ce li avrei. No, perchè mi sembra evidente che la situazione stia precipitando, qui nella Capitale finanziaria d’Italia, come dicono. Se una volta faceva ‘solo’ schifo, adesso è al limite dell’umanamente sostenibile. E questo non va bene per niente: con gli anni, i decenni che passano le cose non dovrebbero mica piano piano migliorare? Concetto semplice, naturale, umano. Succede così dappertutto. Per questo la Spagna trent’anni fa era terra brulla e polvere e oggi invece Barajas spacca, a livello di aeroporto. E l’Andalusia – che corrisponde al nostro sud – è pulita, organizzata, con un’ottima viabilità.  Cristo santo, sono stato a Malaga qualche mese fa e pareva Monaco di Baviera! Per questo, facendo un altro esempio, Istanbul è diventata moderna, openminded, tecnologica. Per non parlare poi delle grandi città alle quali Milano si paragona, o che addirittura crede di avere sotto nella graduatoria generale di importanza. E allora?

Avete mai girato di recente per Milano, amici internauti? Un’esperienza… toccante. Se la qualità della vita è  Toronto, Zurigo o Copenaghen, allora Milano è Bucarest, il Cairo e Calcutta messi assieme. Ma solo in senso negativo, e in aggiunta è molto più aggressiva delle simpatiche città menzionate. Milano ti fa incazzare come una bestia. È inevitabile.

Ora, anche a costo di agevolare l’attuale sindaco – sì proprio quella distinta signora dalla faccia così simpatica, esatto –  adesso che siamo all’inizio di una lunga campagna elettorale in vista delle elezioni comunali del 2011, mi preme snocciolare un elenco di spassionati consigli su come rivoltare la città come un calzino e portarla alla riscossa. Roba un pò drastica, forse. Per sindaci con le palle (metaforiche, altrimenti lei sarebbe già tagliata fuori). Ma vediamo fin dove si vuole spingere quella minuta sagoma pallida dai tratti fantasmatici, a dire il vero, per preservare la poltrona. Altrimenti i consigli valgono pari pari anche per i giovani avversari politici in lizza: Onida, Pisapia e Boeri.

😀

Scusate.

Eccoci con le proposte:

  • divieto di automobili. Proprio totale. Si gira solo in bici, tram, autobus, metro, rollerblade, monopattino, tandem, risciò, tuk tuk e cazzi vari. E coma fa la mia anziana zia, che la devo portare dal dottore ogni mercoledì alle 11:.00 in punto? Ci andate coi mezzi, bellezza. Ma è anziana! E allora? Tra trent’anni saremo tutti anziani in ‘sto paese di merda. Che facciamo, ci ricopriamo di macchine fino a quando – grigi in volto – sbuffiamo smog al posto di parlare? E i miei bimbi come li porto a judo? In bici. Ma piove! Copriti. Ma rischio la vita… Si libereranno due posti a judo allora, con la lista d’attesa che c’è. Ma la spesa come la faccio? A piedi. Così non compri più quelle bottiglie d’acqua di plastica di merda. E lavori di bicipiti. E la mia suocera? Lei non potr… Silenzio! Divieto di auto E BASTA.
  • divieto di centri commerciali (strettamente legato al divieto sopra), e divieto di opinione da parte dei commercianti. Non ci interessa cosa ne pensano, è evidente che i loro interessi sono puramente economici e non rivolti al benessere dei cittadini. Nulla da dire a riguardo (anch’io non lavoro per la gloria), ma sulle decisioni collettive, semplicemente, serenamente, pacatamente, non ci interessa il loro punto di vista. Punto. Se non vi sta bene, andatevene a Treviso, che forse a loro interessa. O a Varese, che ne so.
  • divieto di settimane della moda. O meglio, no (dai, non posso essere così drastico! Fashion is business), obbligo di settimane della moda ripensate. Trasporti solo di tipo pubblico. Niente modelle stuzzicadenti ma piacenti donne della porta accanto. Eventi che facciano DIVERTIRE e non siano invece un ritrovo di pelli tirate e scope ficcate sù per il culo di involucri umani rivestiti di lusso fuori luogo. Inviti per sfilate ed eventi gratuiti per ragazzi, studenti, impiegati, colf e casalinghe, fino ad esaurimento. Quel che avanza – se avanza – a estrazione tra i vip del cazzo, tutti ammassati all’aperto, al freddo, sotto la pioggia, gettando i tagliandi dall’alto e vedendoli azzannarsi l’un l’altro per accaparrarseli. Modello aiuti umanitari in Pakistan. E diretta televisiva in Pakistan, naturalmente, con la gente del posto che guarda i vip, inorridita. E la dolce bimba pakistana dagli occhi grandi e neri che pensa: Fanculo all’Europa, mi apro un e-business qui e chi si è visto si è visto.
  • drastica riduzione dei locali fighetti e sostituzione immediata con trattorie, refettori, mense, taverne, tavole calde, fredde e tiepide. Divieto di insalate a 7 euro, panini a 5 euro, cappuccini a 3 euro. Non vi sta bene, commercianti? vedi sopra 🙂 Treviso! Varese!
  • divieto di selezione all’ingresso dei locali notturni. Perchè? Perchè ha rotto i coglioni. Ma come si fa a selezionare la clientela, allora? Aò, ma il tuo è un locale pubblico o un esperimento darwiniano? Selezionati le idee buone nel cervello, e renditi conto che non ce ne sono. Amico. Il locale si crea da solo, non lo sai? Richiama la gente da solo, per la qualità della musica, l’aria di festa, la voglia di aggregazione. Se nel tuo locale strafigo ci vuole entrare gente di merda significa una cosa sola: che il tuo locale è di merda.

Ecco, per me già basterebbe così. Milano sarebbe una città migliore, con questi piccoli, modesti accorgimenti. Dunque, coraggio candidati sindaci. Provateci. Ah, ma certo, dimenticavo:

  • divieto di atteggiamenti furbi e mafiosi.

Ma avete ragione, lo ammetto… Sono esagerato e patetico.

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8 thoughts on “Proposte per Milano

  1. bel bezzo, dannatamente vero. sul momento pakistan ho riso non poco 🙂
    @g.: e tu nomini assessori per così poco? neanche un favore sessuale, una palpatina, un’avanche? o forse lo fai perché a. è indagato per quella storia del contromano in route66? 🙂

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  2. 😀 oops.. lapis!!! che credo si dica freudiano in questo caso, no?? G sei il mio papà 🙂 e accetto le deleghe

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  3. Che ci sia una volontà di favorire solo un certo tipo di locali è evidente anche dagli attacchi assolutamente dementi lanciati da vari quotidiani di destra che hanno paragonato i circoli ARCI ai locali (sotto “accusa”, tra l’altro accuse veramente ridicole, principalmente il Magnolia), sostenendo che i primi facessero concorrenza sleale ai secondi.
    Come se fossero entità paragonabili.
    Senza circoli ARCI in questa città di merda voglio vedere dove trovi proposte culturali a prezzi popolari.
    Tutto ciò che è vera aggregazione spaventa, qui a Milano.
    O meglio, aggregazione di pensiero non omologato.
    Perchè a CaasaPound invece non rompono i coglioni. Strano. Chiediamo il perchè a De Corato?

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  4. Grazie. Se vi va, venite a presentare il vostro libro al circolo dove presento io, o proponeteci delle collaborazioni.
    Qui si è in trincea, e creare progetti comuni è l’unico modo sensato di procedere e fare la differenza, o almeno un minimo di.

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  5. Accetto la proposta delle zone senza traffico in città solo a patto di avere una delega per sfasciare a mazzate ogni suv che s’avvicina… Ma le moto avrebbero accesso? Dai una moto non fa tanto casino/inquinamento/ingombro: daaaaaaaaaaai…. 😛

    Guardate che per la proposta di niente voce ai commercianti e divieto selezione all’ingresso dei locali vi mettete contro a una lobby temibile: i produttori di golfini color pesca. Se non ci sono più i locali in cui sfoggiarli allora non li vendono, se non li vendono i commercianti s’incazzano… e sono famosissimi i loro cortei di bigbrownbag-blocks violentissimi! Attenti attenti! 😀

    Ma io a Milano non ci vivo.. che mi frega a me! Crepate maledette cotolette!!! [scherzo eh! :D]

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