Maglioncino color pesca sulle spalle, annodato al petto

Non me ne vogliano i numerosi e simpatici amici che hanno l’usanza di indossare il capo suddetto nella curiosa modalità descritta, tipicamente italica. Nulla di personale, per questa volta. Io sono per la libertà assoluta su tutta la linea, in perfetto stile olandese: pensate che là rispettano persino uno come Geert Wilders… 😀 L’unica mia eccezione sono i nazi (e qui mi associo alla massiccia produzione di post a riguardo da parte dei miei soci, in queste ultime settimane), per cui auspico sempre e comunque caterve di mazzate fino a farli esprimere a monosillabi, e devo ammettere di fare fatica a tollerare anche certa scuola di pensiero leghista. Per loro prevederei invece soggiorni forzati alla Mecca, vestiti da crociati e pronuncianti frasi razziste in bresciano, durante l’usuale pellegrinaggio annuale dei fedeli. Per il resto, peace man: sono un fricchettone sballato che ti sorride sempre, muovendo la capoccia al ritmo di ‘Exit planet dust’ dei Chemical Brothers.

Quindi nulla di personale, ma quanto mi fanno specie i maglioncini color pesca adagiati sulle spalle di ruspanti galletti italici in passeggiata serale, ben annodati sul petto. Quanto mi piace osservare con genuina curiosità e rinnovato stupore questo curioso fenomeno nazionale. Perchè? Perchè non è solo un semplice accorgimento vestiario, una scelta stilistica, ma anche un vero e proprio medium culturale. E come no? C’è tutto un mondo dietro, cari amici dalle troppe t-shirt heavy metal non stirate in guardaroba! C’è odore di anni ’80, non lo sentite? Inconfondibile… E c’è in sottofondo il suono inimitabile della voce del Commendator Zampetti (beccatevi ‘sto post dedicato di tempo fa: https://kaizenology.wordpress.com/2009/05/28/zampetti-della-terza-c/). Ci sono Drive In, Massimo Boldi, Umberto Smaila, il Billionaire, la Costa Smeralda, Forte dei Marmi. C’è il mito del benestante abbronzato col sorriso stampato in faccia. C’è la confortevole seconda o terza casa di famiglia, dalla quale ci si è mossi appunto con cotanto golfino addosso dopo cena, per due passi e un cono gelato in centro. Casa comprata  – probabile – a suon di evasione fiscale perpetrata nelle generazioni, con picco proprio in questo ultimo paio di decenni; tanto va di moda. C’è la sagace cura dell’aspetto fisico quale chiave per il successo: l’uomo di oggi è rasato, profumato, ingellato, sopraccigliato (nel senso che si fa le sopracciglia), depilato, abbronzato, griffato. C’è il bizzarro fenomeno sociale dello struscio lungo il litorale marino – avanti e indietro dalla gelateria alla caserma dei carabinieri, in loop fino allo scoppio delle caviglie – quale esposizione ufficiale della mercanzia; evento cruciale, badate bene: quello è il luogo dove si stilano le classifiche popolari del migliore in circolazione, del più figo, di quello con la donna più bona, più abbronzata, più scosciata, più simile alle manze televisive.

No, non è solo un pullover in cashmere o lana merinos dai colori pastello, la cui gamma cromatica assomiglia tanto al bancone frigo della gelateria stessa:

-Mango, albicocca e pompelmo rosa per me, grazie.

-Panna Montata?

-Panna montata, amò?

-Tanta tanta.

-Tanta tanta.

-Cannella?

-Cannella, amò?

-Poca poca.

-Poca poca.

Quel maglioncino significa anche, un pò, che non me ne frega un cazzo se va tutto a puttane, io l’attività per i cazzi miei ce l’ho da sempre, faccio i soldi, dichiaro poco-niente, leggo la gazza, seguo il calcio, c’ho sky, c’ho l’iPhone, c’ho ‘sto pezzo di gnocca accanto, c’ho le Prada da vela ai piedi, il suv parcheggiato… chi m’ammazza più, a me?

No dai, aspettate un attimo! Vedo già lettori del post che si alzano indignati e vanno a strafarsi di serie televisive. Mica sono tutti così, ci mancherebbe. Ma insomma, la categoria è ben frequentata 🙂 E a me sta benissimo, vedi precisazione  sopra sulle libertà.

Solo che…

Mi girano un pò i coglioni se la mia seconda figlia non ha ancora un posto al nido, per il secondo anno consecutivo, perchè non ci sono nidi, non ci sono fondi, le tasse non si pagano, i servizi ai cittadini vengono tagliati, e poi un sacco di galletti italici abbronzati se ne vanno a zonzo beati. Tutto lì. Per cui, annodatevi pure il pullover alle spalle, disinvolti uomini di una certa classe, ma pagate le tasse CAZZO.

O vi strozzo con il pullover stesso.

http://www.wikio.it

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7 thoughts on “Maglioncino color pesca sulle spalle, annodato al petto

  1. Lavoro, pago e pretendo uè sbarbato!Daaai non fare il bauscia!

    A cafonauti! [cit. del zampetti]

    Io sono per: non paghi le tasse? ti incendio il suv porca puttana! AH le paghi? cazzo e ora che ci faccio con sta molotov? E’ un peccato buttarla via no? E poi non è ecologico comprar benzina per poi non usarla… faccia da pirla!

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  2. Pingback: Christian « : kaizenology :

  3. Massimo Ciavarro sul lungomare di Viareggio.
    Non nascondo che anche io, tempo fà a Loano, ho emulato lo splendido Ciavarro, ma mente passeggiavo con una certa disinvoltura ( mano in tasca e coppetta pistacchio, puffo e torta sbrisolona ), mi affioravano nella mente i soliti pensieri…..
    Il Mutuo, l’ Esatri, il canone RAI e la mia busta paga.
    Il giorno dopo ho optato per la mia t-shirt preferita dei Mars Volta, seduto sulla panchina di fronte a Banca Intesa di Loano a smangiucchiare un Kebab ( completo con cipolla e salsa piccante ).
    che bello………
    questa è vita!

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  4. Pingback: Camicia + cardigan = lupetto + giacca? « : kaizenology :

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