E voi altri? Voialtri con Mondadori?


L’altro giorno incontro una conoscenza che non vedevo da un po’ che con un sorriso sbieco mi si avvicina e ancor prima di salutare mi dice: e voi altri? Voialtri con Mondadori? Ho risposto con un sorriso altrettanto sbieco, ho citato Corto Maltese e sono passato oltre…

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12 thoughts on “E voi altri? Voialtri con Mondadori?

  1. Pingback: Etica, scrittori e Mondadori « MondoBalordo

  2. State alla mondadori? Viuuuuuulenza! 😀

    A chi proprio disturba la cosa non può semplicemente leggersi i vostri lavori scaricandoli dato che pubblicate secondo copyleft? Così sarebbe O-kai no? 😀

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  3. Sarebbe super O-kai… ma noi in realtà stiamo sabotando Mondadori diabolicamente dall’interno… prendiamo anticipi più alti di quanto non guadagniamo con le vendite 🙂

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  4. Il bello poi è che nessuno dei “redentori” parla delle possibili ricadute occupazionali del boicottaggio sui lavoratori che tutti i giorni si fanno un mazzo tanto per Mondadori… Ma chi se ne frega del lavoro, vuoi perdere l’occasione di recitare la parte dell’inquisitore Eymerich!? Mandiamoli tutti al rogo!

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  5. Be’ in effetti è una gran furbata in un Paese di non-lettori lanciare il boicottaggio della principale casa editrice italiana, ignorando forse che il suo primo prodotto sono proprio i LIBRI. In tal modo non servono neanche più i vecchi roghi… si agisce direttamente al principio della filiera.
    E l’alternativa sarebbe? La RCS controllata dalla Mediobanca di Cesare Geronzi e Marina Berlusconi?!?
    Notevole soluzione!
    Avevo letto e pienamente condiviso il “florilegio” della redazione di Carmilla. Fa piacere che tanto buon senso non manchi ai migliori autori degli ultimi anni…
    A proposito, a quando il piacere di poter leggere un nuovo capolavoro all’altezza de “La Strategia dell’Ariete”???

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  6. Grazie per l’immeritato complimento, Sendivogius.
    L’ora del nostro ritorno in libreria è quasi arrivata: il 20 ottobre esce DELTA BLUES, un romanzo di tematica ecologista per le Edizioni Ambiente, collana Verdenero. Ma trattandosi di Kai Zen non aspettatevi una roba buonista o politically correct. Diciamo che stavolta abbiamo sperimentato una scrittura collettiva al cubo, riscrivendo, alla nostra maniera, un classico della letteratura mondiale…

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  7. Veramente, di tutte le crociate possibili e immaginabili, proprio contro i libri dovevano scagliarsi e per di più additando gli scrittori… gli stessi “additatori” che ci scometterei pagano l’idraulico, il barbiere, il piastrellista in nero per risparmiare qualcosa e che magari, se hanno un’attività, dimenticano di fare lo scontrino. Il problema è il sistema fiscale, il problema è che si possano fare leggi ad personam e ad aziendam, il problema è un altro insomma e al solito tutti a guardare il dito e mai la luna. CI accusano di far guadagnare B ma in realtà lo fanno tutti. Ogni fottuto prodotto che compri porta in sé un piccolo costo in più per la pubblicità e quel costo è un guadagno per B. Almeno noi mettiamo i nostri libri in copyleft, vuoi boicottare Mondadori (già perché Einaudi è esclusa dalla campagna… d’altronde è la casa storica della sinistra, un po’ come dare solidarietà al Cile di Allende ma non all’Argentina peronista dopo i golpe) ma leggere KZ ebbene puoi. Vuoi boicottare la spesa… be’ non ti resta che rubare. O fare una crociata contro i cassieri dei supermercati.

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  8. Sorvolando sulla leziosa polemica aperta nelle pagine agostane de ‘La Repubblica’ dal teologo Mancuso (“Che famo? Se n’annamo?!? Ma da solo no, perché mi prende male”) all’origine della querelle, bisognerebbe ribadire forse che un Autore risponde solo per ciò che scrive, contestualmente alla qualità ed alla natura del proprio lavoro all’interno di questa o altra casa editrice.
    “Sutor ne supra crepidam iudicaret”… Un Autore non partecipa ai CdA della sua casa editrice; non controlla i pacchetti azionari; non decide le linee editoriali; non pianifica la rete di distribuzione; non gestisce l’amministrazione finanziaria e fiscale… Non si capisce dunque a che titolo dovrebbe risponderne e quali responsabilità, o colpe, ciò comporti nella sua ‘condotta morale’.
    All’indomani del disastro del Golfo del Messico, tutti i dipendenti della BP avrebbero dovuto licenziarsi in massa dalla Company per protesta? E se contesto radicalmente il sistema capitalistico, dovrei dunque smettere di lavorare giacché ogni impresa e attività privata si configura come “società di capitali”? E se lavoro come cuoco alla mensa della Novartis dovrei immediatamente lasciare la corporation per protesta contro la diffusione del Ritalin e le campagne di distribuzione per gli psicofarmaci? Ma gli esempi potrebbero essere infiniti.
    Anch’io vedo molto ipocrisia (e un forse un pizzico di opportunismo) in queste campagne surreali, che tanto piacciono ai puristi della polemicia virtuale, convinti che basti una firma su un sito per cambiare il mondo e stare in pace con la coscienza.

    P.S. “Delta Blues” entrerà molto presto a far parte del carniere delle mie letture..:)

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  9. clap clap… il commento dell’anno! 🙂 grazie- e dai sù, gente.. dedichiamoci a cose più importanti! Dove si è cacciato il mio corsetto in latex?? 😀

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  10. Pingback: : kaizenology :

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