Strategia

Ho parlato col Grande Vecchio proprio qualche minuto fa. Sì, quello che sta dietro a tutto, che controlla tutto, che manipola chiunque. Quello del dopoguerra italiano spinto a forza dalla CIA lontano dal comunismo, dei sotterfugi da guerra fredda, degli anni di piombo, delle stragi sanguinarie, della mafia nello Stato eccetera eccetera. Lo Zio Carlo di Romanzo Criminale, per intendersi. Ecco. Solo che non si chiama Carlo, in verità, ovviamente. Ho parlato con lui per caso, eravamo entrambi in fila in posta. Il passato, il presente, il futuro. Abbiamo conversato amabilmente, e devo ammettere che alcune delle mie convinzioni su modernità, emancipazione, alto senso civico stanno adesso scricchiolando un pò nel mio cervello, a ripensarci. Il Vecchio potrebbe in effetti avere ragione…

Mi spiego. Non appena mi ha rivelato la sua identità, dapprima incredulo, ho cominciato poi a snocciolargi una serie infinita di pacate lamentele circa l’Italia, gli italiani, lo Stato, il Governo, il traffico, l’evasione fiscale, l’inciviltà, la furbizia e via dicendo. Borbottavo e borbottavo, sempre delle stesse cose, quelle di cui si lamentano tutti ma che poi – per qualche strano motivo – nessuno è in grado di cambiare. O nessuno VUOLE cambiare, forse. E qui il Grande Vecchio mi ha fatto un sorriso malizioso. In risposta l’ho guardato storto.

“Che significa quella smorfia, Grande Vecchio?”

“Strategia, ragazzino. Sarai anche bravo a consegnare mozzarelle in Nord Europa, ma forse non hai una visione sufficientemente a lunga gittata delle cose. Non capisci? Non ci hai mai pensato?”

“A cosa?”

“Che il non cambiare le cose sia una precisa strategia. Chi l’ha detto che le società migliori sono quelle più avanzate? E cosa si intende poi, per avanzate?”

“Be’, dignità del cittadino, buon funzionamento delle cose, convivenza, tolleranza, rispetto, qualità della vita, ambiente, sviluppo…”

“Belle parole. Ma se poi un domani ci fosse un patatrac, che ne so, un terremoto, uno tsunami, una guerra nucleare, un evento catastrofico? Come reagirebbero queste società avanzate?”

Mi sono guardato attorno, stupito. “Non capisco…. è un appassionato di fantascienza, per caso?”

“La storia di questo mondo è una serie infinita di cicli temporali, di alti e bassi, epoche che cominciano e finiscono, evoluzioni, estinzioni, espansioni, regressioni… non crederai mica che quest’epoca specifica duri ancora molto? Anzi, siamo quasi agli sgoccioli della modernità, se mi permetti. E dopo?”

“E dopo?”

“Cosa succederà dopo, quando si ripartirà da zero? Che se ne faranno gli anglosassoni o i nordeuropei di tutta la loro emancipazione? Parità dei sessi, laicità, educazione, ricerca scientifica, fecondazione artificiale, pianificazione territoriale…”

“Non la seguo proprio, Signore.” Ho ribattuto, un pò spazientito ma col sorriso in bocca. Nel frattempo era quasi il mio turno allo sportello: la mezzoretta buona di attesa – che di solito mi fa imbestialire – era praticamente volata.

“Eh caro mio, la verità è questa. Che tu la voglia capire o meno. Qui da noi sembra che tutto non progredisca per incapacità o mancanza di volontà… sembra… ma non è così. Credimi, io da mezzo secolo vedo le cose dall’alto, da fuori. Io ne so. Anzi, ne sono dentro fino al collo, se vogliamo dirla tutta. Quella italiana è una scelta ben precisa, programmatica. Una strategia, appunto.”

“Essere messi male sarebbe una strategia? Non poter contare su nulla, che non sia la famiglia? Vedere sempre la stessa situazione, anno dopo anno, decennio dopo decennio? Grande Vecchio, credo che il suo discorso non stia in piedi, se mi permette.”

“Ascoltami bene. Presto finirà tutto. Troppa gente al mondo, troppe iniquità, troppa violenza, troppo inquinamento. troppo di tutto. Qualcosa accadrà di sicuro. E sopravviveranno in pochi, POCHISSIMI.” La sua voce ha risuonato in tutto l’ufficio postale. Io avevo gli occhi serrati e la bocca asciutta. “Sarà tutto da rifare allora, ogni cosa moderna sarà distrutta, dimenticata. Torneremo al passato. Entreremo in un nuovo medioevo, in altre parole. Et voilà! L’Italia è gia pronta per tutto questo, non è vero? Abbiamo ottime probabilità di essere la popolazione eletta del nuovo ciclo temporale. The day after.

“Questa poi…”

“Pensaci bene per un attimo, non sono cazzate. Despoti, giullari, vassalli e valvassori, servi della gleba, potere temporale della chiesa, ignoranza cieca, congiure, caccia alle streghe, nefandezze segrete nei palazzi e nei monasteri chiusi a chiavistrello… Siamo praticamente già pronti. Non ci serve niente. Domineremo il mondo.”

Sono scoppiato in una risata isterica. Cazzo, quest’uomo ha ragione… Chi lo dice in fondo che la società più avanzata è quella che durerà più a lungo? La migliore? E’ tutto da dimostrare, in effetti. E quella italiana stai a vedere che è veramente una strategia… Non cambiare nulla, lasciare intatti usi, costumi, rituali, privilegi. Uno schifo assoluto, senza dubbio, ma nel rispetto della tradizione. In attesa dello tsunami che ci riporterà sulla cresta dell’onda.. Il Nuovo Medioevo…

Cazzo, mi devo iscrivere subito in un monastero, mentre aspettiamo! Lì si che si divertivano, tra orge sfrenate, pasti luculliani e panorami da favola.

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2 thoughts on “Strategia

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