Farro e Burger King

Una delle mie caratteristiche che più fa incazzare chi mi sta intorno è senza dubbio la nonchalance con la quale condisco generosamente l’essere contraddittorio nel profondo. E non ridete. Secondo alcuni di questi signori – in quanto Truck Driver – non dovrei, che ne so, far parte di un ensemble narrativo, o leggere Bulgakov in inglese, o godere dell’arte sopraffina della quadratura dei conti in attività amministrative. Dovrei solo occuparmi di guidare sotto il sole e fare cose da coatto. Oppure – al contrario – se fossi un gentiluomo di una certa caratura (e non di fortuna), non dovrei abbassarmi ad ammirare culi e scollature in giro per strada in giornate torride come queste, tracannare birra gelida in poco raccomandabili lap dance bar, o godere come un pazzo nel guardare Uruguay-Ghana ai maledetti mondiali di calcio. E perchè mai? Io faccio quel cazzo che mi pare, e rispondo solo a me stesso (oltre alla vicina novantenne che sa tutto di tutti e con la quale sono docile come un cane bastonato… contradditorio, ricordate? 🙂 ).

A me piacciono le contraddizioni. Proprio, le adoro. Le trovo sexy. Forse perchè mostrano in modo diretto e inconfutabile quanto siamo coglioni. In qualità di umani, intendo. Coglioni, incoerenti, deboli e simpatici. Mica pezzi di legno, rigidi e stupidi e fedeli alla linea: salvo scoppiare, prima o poi, con conseguenze talvolta drammatiche. E allora perchè non essere anche contraddittori, se serve? Per esempio, parlando di alimentazione, mi trovo spesso a litigare con due tipologie di interlocuturi, entrambe piuttosto merdose nella loro ottusità:

-i dipendenti da conservanti, coloranti, merendine, salsine e bibite gasate del cazzo. Questi simpatici soggetti, oltre a somministrarsi regolarmente roba che con buona probabilità gli causerà negli anni qualche sorta di malanno anche grave, guardano storto chi vuol farsi un pò di frutta e di verdura invece che un pò di E202, E260 ecc… Considerano il biologico una fregatura tout court, non concepiscono chi riduce il consumo o rinuncia a quella che vi ostinate a chiamare carne e che invece è acquosa suola delle scarpe dal sapore indefinito. Crescono i loro figli a merendine del Mulino Bianco e Estathè, e ogni altro genere di fottuto prodotto confezionato, possibilmente pubblicizzato da qualche idiota in tv. Maaa… un pezzo di pane no? Magari ai cinque cereali, se volete che il pupo vi caghi meglio. La chiamerei ‘Generazione Mediaset a Tavola’. Sì. Mi piace. Anzi no, mi fa incazzare. Ma anche la categoria sotto non scherza.

-gli integralisti del cibo sano per forza. Biologici, dietetici, macrobiotici, informati, consapevoli, fastidiosamente radical chic. Insomma, spesso solo un mucchio di idioti con famiglia ricca alle spalle, non molto da fare e poco senso pratico. Scusate, come potete rifiutare sempre e comunque cibi che non siano al 100% frutto della coltivazione di qualche altro vostro amico fricchettone che ha preso coi soldi del papi un pezzo di terra nel pavese e fa il contadino, salvo poi attaccarsi a Internet a giocare a Texas Hold’em tutte le notti? Ma che siete, talebani? Il senso dovrebbe essere: mangia il più possibile corretto. Roba fresca, sana. Non è che non puoi concederti un kebab quando ti va. Non funziona così. Cosa credi, che i tuoi figli piccoli, una volta messi insieme ad altri all’asilo, a scuola, all’oratorio, a calcio, al muretto della cumpa ecc. non mangeranno tonnellate di schifezze SOPRATTUTTO perchè hai spaccato loro i maroni un pò troppo nei primi 12 anni della loro vita? Certo che lo faranno. E di gran gusto. E alla faccia tua, con ogni probabilità. Se invece fossi un pò più open minded magari, un pò più aperto alle contraddizioni, del tipo: io offro e continuo a offrire (e offrirmi) cibi sani, creo un’abitudine. Un’attitudine. Poi sarà lei/lui a fare le sue scelte. Io certo non gli compro i Ringo, gli dò tre albicocche e un paio di susine gialle, un pezzo di focaccia, una carota, un finocchio. Poi però non mi sento tradito a morte se si sbrana un hamburger o un cornetto Algida.

Prendete me, il vostro Truck Driver preferito. Capace che vi mangio zuppa di farro e coste lessate di sera, con fette di pane integrale e ricottina biologica fresca, e poi il giorno dopo in una semideserta raststatte di un’autostrada tedesca mi sbrano un menù XL di fratello Burger King. Dov’è il problema? Esorcizzo, amici. Vado incontro, abbatto pregiudizi, scavalco barricate. Sperimento. Conosco. E sguazzo felice nel pantano della contradditorietà, come le formose campionesse in carica di Topless Mud Wresting. Che ovviamente conosco di persona, entrambe. Brave ragazze. Tutte casa e chiesa.

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2 thoughts on “Farro e Burger King

  1. Visualizzare questo post dopo una cena a base di fritti e carni dalla rosticceria è pericolosissimo! A momenti buttavo su tutto quanto.

    Più che scavalcare barriere e andare contro a pregiudizi… ti fai i cacchi tuoi, quando e come vuoi tu. E amen, perchè fai benissimo! eheh

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