Colpi bassi (revival)

Questa settimana non ho tempo, e mio cugggino (che una volta da piccolo è morto, lo sapete?) mi ha detto che questo post sotto è il più figo di tutti. Lo ha deciso insieme alla cumpa al parco Lambro, dove si trovano. Voi, al tempo, quando l’ho pubblicato per la prima volta, sicuramente frequentavate altri blog… maledetti! Ora ribeccatevelo sotto. E silenzio, non voglio sentire una mosca volare oggi. Ah, a proposito, si accettano suggerimenti scritti: che nuova rubrica volete che comincio?  Idee al vaglio per il momento: taglio e cucito, scrittura creativa, sesso estremo, stagionatura del Casera…

Dite.

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Tutto è cominciato per scherzo, come accade spesso. Eravamo già brilli e poi io ho infierito con il solito vizietto. Mio cognato olandese vacilla, sorriso stampato in faccia. E’ il momento di colpire basso, cosa che mi riesce sempre moltobene. Sarà che sono all’altezza giusta.

“Vabbè, comunque è facile avere tutto perfetto, organizzato. Bravi. Vivete in un fazzoletto di terra piatta e siete straricchi, ci credo. Ne sarei capace anch’io. Con tutte le depredazioni accumulate nei secoli dai colonizzatori…”

“Cosa c’entra, scusa?”

“Come cosa c’entra? Siete uno stato ricco, no? E da dove viene quella ricchezza? Saranno mica tutti tulipani e… lasciamo stare.”

Sander fa fatica a rimanere serio. Gli piacciono le sfide cattive, quelle senza esclusione di colpi. E soprattutto adora quelle che gli lancia sempre questo piccolo italiano mangiaspaghetti insolente. Sono sicuro che vorrebbe essere me, se fosse la metà di quello che si ritrova. E anch’io vorrei essere lui, se mia madre avesse messo insieme due feti, al tempo.

“Guarda che noi abbiamo portato ricchezza e progresso anche nei paesi che abbiamo colonizzato. Eravamo commercianti, mica schiavisti.”

Scoppio a ridere. “Non esistono schiavisti peggiori dei commercianti!”

Ride con me. “Vero, ma scherzi a parte: non sento pesi sulla coscienza.”

“Te li faccio sentire io: qual’è la parola olandese più famosa nel mondo?”

Ghigna. “Bastardo.”

Non ho capito se ci sta pensando o se il mio giochetto è ridicolo, da tanto che è banale per un olandese. “Allora?”

“Non credo sia ‘T gereedschapkiest…”

Lo guardo accigliato, gli occhi come fessure: “Pardon?”

Tracanna la lattina di bavaria in un sorso. Mi sta prendendo per il culo, mi sa. “E va bene. Apartheid.”

“Aah, allora ti arrendi?” Gironzolo per la sala soddisfatto, culetto in fuori e petto gonfio.

“Giammai. Tu pensa alle colonizzazioni vostre, va.”

Tracanno io adesso. Fa un caldo maledetto qui dentro. “Quelle fallite, intendi? O quelle inutili?”

“Quella di maggior successo.”

Lo guardo inebetito. Sta provando a contrattaccare, lo sento. Ma non capisco dove stia andando a parare.. Un pò lo odio, questo Sander. Troppo simile a me. Non rispondo.

“La mafia.”

Gli stringo la mano con fare mafioso. “Bravo. Complimenti.”

Ridiamo. Mi ascolterei The Bedlam in Goliath dei Mars Volta a volumi sostenuti adesso, ma poi probabilmente le due sesto-olandesi nella stanza accanto avrebbero da ridire. Maledetto Zecchino d’Oro… Esisterà in Olanda?

Ma non demordo, mi sento cattivissimo. “Comunque, è facile organizzare tutto bene da voi: siete tutti uguali, mangiate uguale, vestite uguale. Parlate tutti allo stesso modo! Cazzo, un giovinastro e un ottontenne usano le stesse espressioni.”

“Sei proprio un cretino.”

“GIà ti stai differenziando troppo dagli standard nazionali con questa terminologia, ragazzo.”

“Fanculo.”

“Sei stato troppo tempo in Italia, si sente.”

“Tu dici standardizzati, io dico che siamo solo ‘normali’. Siamo talmente liberi da capire da soli che la cosa migliore alla fine è essere normali, come tutti, senza eccezioni. Da noi la Regina e il contadino con cinque figli a carico fanno colazione allo stesso modo. Boterham met hagelslaag!”

Sorrido. Conosco il prodotto. Buono, dopo tutto. “Sì, ma che noia così. Tutti normali, misurati, intelligenti. E poi perchè non escludete dalla standardizzazione almeno la cucina? L’esperienza più brutta che vivo in Olanda, ogni volta, è al supermercato: quattro lunghe file piene zeppe di pacchetti di patatine e pochi centimetri per verdura e frutta, tristi e impacchettate.”

“Eccolo, l’italiano. Sempre il solito discorso. E poi io preferisco un’attitudine alla normalità piuttosto che quella alla furbizia.”

Il brutto degli olandesi è che colgono sempre nel segno. Sembrano distratti e naif ma l’elaboratore dentro le loro belle teste bionde difficilmente stacca per una pausa. Maledetti NON latini. Prendo in mano il telecomando, lo guardo di sbieco sempre con lo stesso sorriso imballato. Ricambiato.

“Va là, va là…”

Intanto Sander canta vittoria dentro, lo posso quasi sentire. D’improvviso, la folgorazione. Ma certo…

“Pensa quello che vuoi, cognato olandese. In ogni caso, non è stata creata qui la cosa più infima degli ultimi dieci anni.”

Per il momento finge. “Non capisco cosa intendi.”

Non capire, non capire… Faccio zapping. Vediamo se si tradisce in qualche modo. Rai Uno, Rai Due, Canale 5, Italia Uno. Danno tutti la stessa robaccia. Mi abbagliano i denti bianchissimi delle donne mezze nude sullo schermo. “Curioso, non trovi Sander? Nel paese della normalità…”

Si perde nelle curve di qualche mora abbronzata. “Che cosa?”

“…nasce un mostro così orrendo.”

“Non ti seguo. Ma non importa, dai. Come al solito non sai perdere. Ti capisco, è umano sai? Anche a me non piacerebbe perdere con te, se dovesse mai capitare.”

“Una creatura mediatica che forse segna il punto di non ritorno. Il peggio del peggio del peggio. La fine della cultura. La fine di tutto? Sì, credo proprio di sì.”

Ride, mi sa che stiamo convergendo. “Tu sei pazzo.”

“Il nostro tempo in questo mondo è ormai diviso in prima e dopo l’evento, A. GF e D. GF”

Si alza, cammina verso il bagno. Sta ridendo. Lo seguo.

“A proposito, a che edizione siete da voi? E come butta, chi vincerà?”

“Smettila”, mi spinge via.

“Ma, fammi capire, avete venduto il format al mondo intero per cattiveria o solo per avarizia?”

Ormai ridiamo entrambi.

“Cioè, avete voluto che il mondo intero affondasse negli abissi della stupidità o semplicemente volevate fare palate e palate di soldi?”

Mi sbatte la porta in faccia, deve pisciare. Ma lo sento imprecare lo stesso.

“Maledetta Endemol.”

Come Tardelli al Bernabeu, nel 1982.

Vittoria.

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5 thoughts on “Colpi bassi (revival)

  1. Spiegaci tutto sul sesso estremo degli addetti alla stagionatura del Casera che, guarda caso, sono anche bravissimi genitori! Comunque tuo cugino ha sempre ragione… questo è indiscutibilmente il post più figo di tutti!

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