PRIMA CHE SIA NOTTE…

Essere uno scrittore gay di talento a Cuba negli anni settanta. Molti cari “compagni” o ex-compagni europei (fra questi ultimi mi ci metto anch’io visto che almeno fino 1990 conservavo un’idea romantica di Cuba) molti di noi, dicevo, non sapevano quanto pericoloso poteva essere, a Cuba, manifestare la propria omosessualità o anche solo le proprie idee, quando queste non erano in sintonia con la linea di pensiero ufficiale. Ripudiato, messo ai margini e soprattutto vittima impotente di una pratica umiliante oltre ogni limite che in quegli anni era un’abitudine consolidata nella piccola isola comunista: rinchiudere le “menti contro” in campi di rieducazione e a suon di sprangate e torture farle tornare sulla luminosa strada del sol dell’avvenire. Tutto questo e molto altro dovette subire Reinaldo Arenas nei suoi primi anni di vita sull’isola rivoluzionaria e decise di raccontarlo in un bellissimo libro: “Before Night Falls”. Prima che sia notte. Un libro scritto con lo stomaco, pagine vomitate dall’anima controversa e romanticamente depressa di Reinaldo. Uno stile asciutto, a tratti ingenuo ma appunto per questo autentico. E Julian Schnabel che di mestiere di solito fa il pittore d’avanguardia, nel 2000 dopo averlo letto  ha deciso di girarci un film. Non è la prima volta per Schnabel, già con “Basquiat” si era cimentato nel cinema autobiografico riuscendo in parte nell’impresa (purtroppo in quella pellicola si notano una sceneggiatura di maniera e delle inquadrature scolastiche che ci fanno capire che il mestiere di Schnabel è un altro). Con “Prima Che Sia Notte” invece, si respira il vero cinema a cominciare dal ruolo di Reinaldo, affidato al grande Javier Bardem,calato perfettamente nella parte del ragazzone gay tormentato e talentuoso. Il film, come il romanzo da cui è tratto d’altronde, narra le vicende sfortunate e drammaticamente grottesche della vita di Arenas. Nato poverissimo nel 1943 Reinaldo viene subito educato alla “rivoluzione” dalle istituzioni del suo paese. A venti anni vince un premio letterario nazionale con il suo primo libro, “Celestino antes del Alba”. Purtroppo a causa della propria omosessualità, per altro dichiarata con orgoglio e spregiudicatezza, viene  arrestato nel 1973 e rinchiuso nella prigione di El Morro. Nel 1980 Fidel Castro (svegliatosi una mattina di buon umore!) decide di lasciar partire e quindi liberare dall’isola ex-carcerati, omosessuali e malati di mente (il fatto che si accostino i gay ai malati mentali e agli ex- galeotti ci da’ la misura della considerazione che il regime aveva e ha dell’omosessualità). Lascia partire questo piccolo esercito di circa duecentomila persone, dicevo, e Arenas non si lascia scappare l’occasione. Purtroppo come molti altri emigranti centro e sud-americani emigrerà negli USA che all’inizio lo accoglieranno a braccia aperte in quanto cubano anticastrista. Purtroppo però Reinaldo non troverà l’America che si aspettava e che gli avevano prefigurato. Andrà ad alloggiare in un modesto appartamento di New York e vivrà i suoi giorni intessendo rapporti amorosi fugaci ma autentici con ragazzi incontrati per strada o in locali di ultima categoria e scrivendo racconti, romanzi e soprattutto poesie. Scoprirà alla fine, come tanti altri in quegli anni in America, di essere malato di Aids e purtroppo essendo privo di un’assistenza sanitaria (non c’era ancora Obama negli anni ottanta in USA!!) si renderà presto conto della sorte che lo attende. Morirà isolato da tutti e consumato dalla malattia nel 1990. Nel film, a differenza del libro, la sua morte viene attribuita a una eutanasia perpetrata nei suoi confronti dal compagno Lázaro Gómez Carriles (interpretato da Olivier Martinez), l’unico rimastogli accanto fino alla fine, che lo soffocò nel sonno con un sacchetto di plastica.

“Before Night Falls” non è l’unico romanzo scritto da Reinaldo Arenas; ne ha scritti in tutto più o meno una quindicina di cui la maggior parte mai tradotta in italiano. Se vi interessa, oltre al già citato “Prima che sia notte. Autobiografia” (Guanda) in libreria si possono trovare anche “Arturo. La stella più brillante” (Cargo), “Adiós a Mamá. Dall’Avana a New York” (Socrates) e “Lo sposo del mare” (Croce Libreria). Piccola curiosità: alla stesura della sceneggiatura del film ha partecipato anche Lázaro Gómez Carriles, il compagno e amico di Arenas, l’unico che gli è restato accanto fino al momento della sua dipartita.

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3 thoughts on “PRIMA CHE SIA NOTTE…

  1. Film molto bello, complimenti per la scelta, perché non è proprio tra i più “ricordati”. A me però è piaciuto anche Basquiat (dici che è scolastico?! ma comunque non sono un grande tecnico di cinema…): sarà perché amo l’arte, o perché David Bowie nelle vesti di Andy Warol è sontuoso. Hasta!

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  2. Anche a me è piaciuto Basquiat, ci mancherebbe, è solo che rispetto a “Prima Che Sia Notte” lo trovo un po’ più macchinoso, più didascalico. E comunque Bowie è unico, concordo.

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  3. Ieri m’è capitato di vedere il film (Prima che sia notte,ma anche Basquiat l’ho visto di recente) e l’ho trovato in generale molto bello, solo un pò stanco nell’ultima parte (da quando sbarca a NY). Ma ho una perplessità, anzi due: chi ha completato il libro? E ai fatti, la morte di Arenas è stata un suicidio? Il libro e il film (alla sceneggiatura del quale tra l’altro ha collaborato il vero Lazaro, compagno di Arenas che lo avrebbe soffocato nel sonno) hanno finali diversi, sul web si trovano varie versioni….

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